Nel rispondere alle nostre domande, l’avvocato svizzero-tedesco Stephan Roh, legale rappresentante del docente maltese Joseph Mifsud, l’enigmatico uomo chiave del Russiagate di cui abbiamo trattato in una nostra recente inchiesta e ufficialmente scomparso il 31 ottobre 2017, ci premette che il suo studio ha avuto mandato dal prof Mifsud nel 2018 di difendere i suoi interessi e rispondere alle domande dei media. Tuttavia, lo studio di Roh “non ha avuto più notizie da Mifsud dall’inizio del 2019” e non ha più avuto sue istruzioni da 24, lunghi, mesi.

“Preoccupati per Mifsud”

Un silenzio assordante, mentre da Washington passando per Roma e Londra in molti si domandano dove sia finito il professore, già collaboratore della Link Campus, fino a pochi anni fa fucina della classe dirigente del Movimento Cinque Stelle. Chi sicuramente si è chiesto dove sia ora Mifsud è l’avvocato John Durham, nominato dall’ex Attorney General William Barr Procuratore speciale, un “mastino” che sta proseguendo le sue indagini sulle origini del Russiagate e che chiese informazioni su Joseph Mifsud proprio ai vertici dei nostri servizi segreti durante i due incontri datati 15 agosto e 27 settembre 2019, quando Durham e Barr si recarono in gran segreto a Roma per raccogliere materiale prezioso per la loro indagine nella quale Donald Trump non è il carnefice, ma la vittima di un articolato complotto internazionale ordito ai suoi danni e rispetto al quale il professor Mifsud sembrerebbe essere suo malgrado il teste chiave.

Come abbiamo sottolineato di recente nella nostra inchiesta incentrata sul professore, sono troppi ancora oggi i misteri irrisolti che riguardano il faccendiere maltese, quesiti ai quali le autorità non hanno mai risposto e non hanno voluto (ancora) rispondere. Era una spia russa come faceva intendere il rapporto Mueller? Un asset dell’intelligence occidentale, britannica o Italiana? Un professore con contatti di altissimo livello negli apparati statali e dell’intelligence dalla lingua biforcuta oppure un millantatore? Come ha fatto una delle persone più ricercate al mondo a sparire nel nulla? Perché nessuno lo cerca e le autorità italiane fanno finta di nulla? È morto? Oppure è vivo e qualcuno lo sta proteggendo da qualche parte? Abbiamo posto queste domande al suo avvocato, Stephan Roh. “Siamo ancora molto preoccupati per la salute del Prof. Mifsud. Non lo abbiamo più sentito dall’inizio del 2019. Non possiamo ancora credere che una persona normale possa semplicemente scomparire in Italia, o in Europa, senza che servizi governativi, giornalisti investigativi ecc. trovino lui o le sue tracce” sottolinea l’avvocato. Quando a John Durham, Roh confessa di aver avuto contatti con il procuratore oramai un anno fa.

Mifsud e l’apertura della crisi in Italia

Il nome di Mifsud è tornato molto in voga con l’apertura della crisi di governo voluta dal leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Molti analisti, infatti, hanno collegato la crisi istituzionale in Italia alla vittoria di Joe Biden negli Stati Uniti e agli incontri di Barr e Durham con i vertici dei nostri servizi segreti che indispettirono non poco Renzi, premier all’epoca dei fatti contestati dai repubblicani. Come ha scritto il quotidiano Domani, infatti, “gli inizi della acrimonia che Renzi nutre per Conte hanno una data precisa, e riguardano un tema specifico: la gestione dei servizi segreti e le modalità con cui il premier e i suoi sodali hanno coordinato alcuni dossier sensibili. Tutto comincia il 30 settembre del 2019, quando il senatore di Rignano legge la rassegna stampa: il New York Times dà conto, per la prima volta, di incontri segreti tra il ministro della Giustizia americano William Barr e i vertici dei nostri servizi segreti”.

Per Roh, tuttavia, la vicenda Mifsud non ha nulla a che fare con l’apertura della crisi. “Confido che l’Italia, con la nomina del professor Draghi, abbia ora trovato una via promettente nell’attuale crisi, che sembra essere principalmente una crisi economica e sanitaria” commenta l’avvocato di Mifsud. “Non sono a conoscenza  del fatto che il prof. Mifsud abbia provocato alcun elemento di crisi in Italia ma mi aspetto che un nuovo Governo Draghi non abbia alcun interesse e certamente nulla a che fare con il complesso LINK-Mifsud” sottolinea Stephan Roh.

“Italia non coinvolta, ma alcuni italiani sì”

Secondo l’avvocato del professore maltese, la vicenda riguardante il suo assistito non ha nulla a che vedere quindi con la crisi politica in Italia. Stephan Roh lo ha ribadito anche a proposito dei presunti rapporti privilegiati tra l’oramai ex premier Giuseppe Conte e l’ex presidente Donald Trump: “Non ne siamo consapevoli – ha dichiarato il legale – a parte quello che leggiamo nelle notizie. Confido che qualsiasi capo di governo italiano abbia buoni rapporti con i capi di Stato statunitensi”. Quel “Giuseppi” scritto da Trump su Twitter nei giorni della nascita del Conte II dunque, non costituirebbe prova tangibile di un legame stretto tra il tycoon newyorkese e il professore che ha da poco lasciato Palazzo Chigi.

Almeno non per quel che attiene le conoscenze dirette di un avvocato, quale Roh, che giocoforza ha seguito tutta la vicenda legata al mistero di Mifsud. Anche perché, sempre secondo il legale del docente maltese, ci sono sì italiani coinvolti in questo intricato caso internazionale ma questo non ha significato il diretto coinvolgimento anche del governo di Roma: “Non credo che l’Italia abbia giocato un ruolo – ha dichiarato Roh – Tuttavia è di dominio pubblico che alcuni italiani siano stati coinvolti”.

Il mistero continua

Intanto però sulla sorte di Joseph Mifsud non c’è alcuna certezza. E non soltanto perché il suo stesso avvocato non ha notizie certe da almeno due anni. Il professore maltese sembra essere svanito nel nulla. Nel dicembre 2019 una fonte vicina alla procura di Agrigento aveva dichiarato ad InsideOver che Mifsud “all’80% era da ritenere morto”. Questo perché gli inquirenti non avevano avuto modo di contattarlo nonostante su di lui pendesse un’indagine su presunte spese pazze effettuate quando, tra il 2010 e il 2013, è stato a capo dell’università della città siciliana: “A proposito – ha commentato Stephan Roh – Quell’indagine è ancora in corso?” Lui stesso non ha più avuto aggiornamenti in tal senso.

E su quell’indiscrezione l’avvocato ha tagliato corto: “L’80% non è il 100%. Questa affermazione è difficile da provare – sono le sue dichiarazioni – Ripeto, noi speriamo che Joseph Mifsud stia bene”. Il mistero però sembra ben lontano dall’essere definitivamente risolto.