A pochi giorni dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti, le unità della Guardia Nazionale americana si starebbero mobilitando in tutto il Paese, nonostante le rassicurazioni dei vertici del Pentagono, che hanno ripetuto di non avere «piani» per coinvolgere i militari nelle votazioni. A rivelarlo è il giornalista investigativo Ken Klippenstein, che nella sua newsletter su Substack parla di una missione estesa ai cinquanta stati. Secondo fonti militari citate dal noto reporter, la Guardia Nazionale, su ordine del presidente Donald Trump, dovrà assistere l’Fbi federali sul fronte della cybersecurity, anche se le guardie dovranno controllare anche le cassette per la raccolta delle schede e i seggi, oltre a presidiare le cosiddette «infrastrutture critiche». (Alle elezioni di midterm dedicheremo un prossimo numero della nostra Newsletter, InsideWeek).
Trump ed Hegseth mobilitano i militari in vista del voto di martedì
La decisione di schierare la Guardia Nazionale s’inserisce in quadro di tensioni crescenti in vista del voto, con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha ordinato nei giorni scorsi alle agenzie di intelligence militari di «mobilitare ogni risorsa» per difendere le elezioni, affinché «ogni elettore legittimo possa votare libero da intimidazioni, coercizioni o paure» di origine straniera.
Secondo quanto sottolineato da Klippenstein, non è chiaro se questa mossa riguardi, in particolare, le teorie su presunte interferenze straniere nel voto del 2024 avanzate da Donald Trump, il quale ha lasciato intendere che accetterà i risultati solo se le elezioni saranno «giuste». Il linguaggio del presidente ricalca fedelmente quello usato prima delle precedenti elezioni. Nel maggio 2024, Trump dichiarò al Milwaukee Journal Sentinel: «Se tutto è onesto, accetterò volentieri i risultatiì», per poi avvertire: «Se non lo è, bisogna lottare per i diritti del Paese».
Solo sette stati ammettono il coinvolgimento
Perché si tratta di un’anomalia? Perché la Guardia Nazionale risponde normalmente ai governatori, e finora solo sette stati hanno riconosciuto pubblicamente un ruolo: Alabama, Arizona, Colorado, Iowa, Oklahoma, Pennsylvania e Washington. L’Iowa ha attivato una propria «Joint Task Force Cyber» e presidia il centro operativo di emergenza statale per monitorare e difendere le reti elettorali. «I nostri Guardsmen hanno supportato diversi cicli elettorali e si addestrano regolarmente», ha dichiarato il generale di brigata Mark Kappelman.
Più discussa l’iniziativa dello stato di Washington: il governatore Bob Ferguson ha scritto ai responsabili elettorali delle contee offrendo una sorta di «Election Neighborhood Watch», con militari della Guardia in abiti civili incaricati di osservare le cassette per le schede e altre aree di voto. In Alabama e Oklahoma, invece, specialisti della Guardia sono intervenuti nelle ultime settimane in due episodi di pacchi sospetti contenenti polvere bianca, recapitati agli uffici del segretario di Stato e alla commissione elettorale statale. Da qui, secondo le fonti di Klippenstein, la decisione di mettere in standby le guardie in tutti e cinquanta gli stati. In Colorado, il governatore Jared Polis aveva già ordinato a giugno di assistere nella cybersicurezza elettorale.
Il coinvolgimento della Guardia nei processi elettorali, ricorda il giornalista, è in crescita da anni: nel 2020 erano due gli stati (Carolina del Nord e Washington), nel 2022 quattordici, nel 2024 quindici, tra cui Delaware, Illinois, Nuovo Messico e Virginia Occidentale, che quest’anno non hanno annunciato nulla.
Fonti:
Klippenstein, Ken. “Exclusive: National Guard Mobilizes for Election.” Ken Klippenstein (blog), 28 ottobre 2026. https://www.kenklippenstein.com/p/exclusive-national-guards-election.