“Mi riferiscono in dettaglio ogni giorno”: Netanyahu svela il rapporto con l’amministrazione Trump

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Durante una riunione di gabinetto, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto con parole molto dirette il livello di coordinamento e interconnessione tra il governo di Gerusalemme e l’amministrazione Trump. A rivelarlo è stato il corrispondente di Axios, Barak Ravid: «Ho parlato ieri con il vicepresidente JD Vance» ha dichiarato Netanyahu. «Mi ha chiamato dal suo aereo mentre tornava da Islamabad. Mi ha riferito in dettaglio, come fa questa amministrazione ogni giorno, sugli sviluppi dei negoziati». Netanyahu ha proseguito spiegando che sono stati gli Usa ad annunciare la fine dei negoziati, i quali «non hanno potuto tollerare la violazione flagrante dell’accordo da parte dell’Iran».

Secondo la ricostruzione di Bibi, l’intesa prevedeva il cessate il fuoco e l’immediata apertura dei passaggi nello Stretto di Hormuz, ma Teheran non avrebbe rispettato gli impegni. Il premier israeliano ha inoltre sottolineato che il focus principale di Donald Trump e degli Stati Uniti resta la rimozione di tutto il materiale arricchito dall’Iran e la garanzia che non ci sia più arricchimento di uranio «nei prossimi anni, e che potrebbe essere per decenni: nessun arricchimento in Iran». Ha concluso dicendo che questo obiettivo «è importante anche per noi». Le dichiarazioni hanno fatto rapidamente il giro del mondo, alimentando il dibattito in corso, negli Stati Uniti, circa l’influenza sempre più ingombrante di Tel Aviv nella politica americana raccontata in tempi non sospetti dai professori John J. Mearsheimer (Università di Chicago) e Stephen M.Walt (Harvard) nel saggio The Israel Lobby and U.S. Foreign Policy

Il giornalista Glenn Greenwald ha commentato con sarcasmo: «Non capisco perché tutti stiano facendo tanto scalpore per questa cosa. È totalmente normale, ovunque sulla terra, riferire regolarmente al proprio capo – anche ogni giorno, se lui lo vuole». Una frase ironica che, però, ha messo in evidenza come molti osservatori vedano in questi briefing quotidiani non una semplice dialettica in un’alleanza «speciale», come tra Tel Aviv e Washington, ma un rapporto di dipendenza gerarchica laddove però la superpotenza americana agisce nel ruolo di attore subordinato agli interessi israeliani.

“L’Amministrazione Trump, uno strumento pro-Israele”

Com’è possibile? Grazie all’azione di un’efficace e pervasiva azione di lobbying a più livelli. Ancora più dura, in tal senso, è l’analisi del giornalista Max Blumenthal, fondatore di The Grayzone che, intervistato recentemente dal professor Glenn Diesen, parla senza metti termini di un «golpe israeliano degli Stati Uniti». Secondo Blumenthal, l’amministrazione Trump è stata progressivamente trasformata in uno strumento per portare avanti gli interessi strategici di Israele.

«La famiglia Kushner era amica stretta di Netanyahu quando era leader dell’opposizione nel Likud. Netanyahu veniva a casa loro, e il giovane Jared doveva alzarsi dal letto e dormire sul divano per lasciare la stanza degli ospiti a Netanyahu. […] ma lui [Jared Kushner] era il mediatore che ha aiutato ad allineare Donald Trump con questa classe di miliardari sionisti», ha osservato il giornalista.

In questo contesto caotico rispunta anche l’ex Segretario di Stato e candidata alle elezioni presidenziali del 2016, Hillary Clinton. Ma cosa c’entra l’ex acerrima nemica di Trump? Clinton ha suggerito di essere in contatto con elementi nell’amministrazione Trump, sostenendo di aver lavorato dietro le quinte da diversi mesi per spingere un’alleanza tra Israele e il governo libanese attuale. Come spiega Blumenthal, la figura che collega Donald Trump e Hillary Clinton, due avversari che si sono fronteggiati duramente durante e dopo le elezioni del 2016, è la donatrice pro-Israele Miriam Adelson, che ospitato Clinton alla sua conferenza di Israel Hayom a New York l’anno scorso. E chi l’avrebbe mai detto? A conti fatti, tra Trump e Clinton – nonostante gli anni di veleni reciproci – i punti in comune – oltre all’amicizia con Epstein – sono oggi ben più di quanto si potesse immaginare.

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