Merz accusa Mosca per i droni di Lipsia, Zelensky minaccia lo spazio aereo russo: il doppio binario dell’escalation

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«Quando la guerra è tra fratelli, cessa di avere la forma del bellum — noi italiani ne sappiamo qualcosa. La guerra civile rompe ogni forma della guerra e diventa krieg, barbarie. Bisogna sapere che si corre questo rischio quando si è fratelli legittimi […] O si respira a due polmoni, o si respirerà male».

Lo ha spiegato il professor Massimo Cacciari in un’imperdibile lectio magistralis — visibile integralmente su YouTube, e da vedere dall’inizio alla fine — a proposito del rapporto tra Europa e Russia. Un monito che risuona con particolare urgenza in questa affannosa coda di inizio settembre: mentre la maggior parte degli italiani torna al lavoro, in Europa si assiste a un’escalation con Mosca che assume toni sempre più drammatici e preoccupanti. Due gli episodi chiave di questi ultimi giorni che disegnano lo scenario di una crisi che si allarga su più fronti: da un lato la Germania, che punta il dito contro Mosca per l’incidente dei droni all’aeroporto di Lipsia/Halle senza tuttavia aver mostrato lo straccio di una prova; dall’altro il leader ucraino Zelensky, che sui social minaccia apertamente di rendere insicuro lo spazio aereo civile russo. Un percorso che rischia di portare l’Europa verso un’escalation dagli esiti tanto imprevedibili quanto tragici.

Berlino accusa Mosca ma le prove restano top-secret

Dopo settimane di indagini sul caso del drone esplosivo individuato il 4 agosto scorso nei pressi dello scalo di Lipsia/Halle, il governo Merz ha deciso di attribuire ufficialmente la responsabilità dell’episodio al Cremlino. Secondo quanto riportato dalla Berliner Zeitung, il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha parlato di un «attacco ibrido mirato», facendo riferimento a indagini svolte dalle autorità tedesche e a non meglio precisate informazioni di intelligence. Dbrint, tuttavia, come rimarca anche il quotidiano della capitale tedesca, non ha pubblicato alcuna prova concreta e tangibile a sostegno dell’accusa contro la Russia: un elemento che diversi osservatori in Germania non stanno mancando di sottolineare.

La prima rappresaglia concreta, decisa da Merz, riguarda la presenza diplomatica russa in Germania: il consolato generale russo a Bonn, infatti, chiuderà con ogni probabilità il 18 settembre. Il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha inoltre annunciato la disdetta del contratto per la Casa Russa dislocata nella Friedrichstraße di Berlino; a questo si aggiungono controlli d’ingresso drasticamente più rigidi per i cittadini russi, ulteriori sanzioni europee contro Mosca e misure contro la cosiddetta «flotta ombra» russa.

Berlino non intende trattare l’episodio come un episodio isolato o una provocazione, ma come parte di una serie di presunte operazioni di sabotaggio e di influenza russe in Europa. Sul piano interno, una cosa è certa: l’incidente ha messo a nudo la vulnerabilità degli scali tedeschi di fronte alla minaccia dei droni: il governo prevede ora di potenziare la difesa anti-drone negli aeroporti principali – Lipsia/Halle, Francoforte, Monaco e Berlino in testa – con sistemi mobili disponibili nell’immediato e sistemi fissi la cui acquisizione dovrebbe concludersi entro la fine del 2026.

Non mancano però le voci fuori dal coro. Il giornalista Florian Warweg, durante una conferenza stampa del governo federale, ha chiesto – senza ottenere risposte – quali prove sostengano le accuse contro Mosca, ricordando che già alla fine del 2025 il cancelliere Friedrich Merz aveva attribuito alla Russia incidenti simili avvenuti negli aeroporti di Monaco e Francoforte, casi poi rivelatisi infondati. «È folle – commenta Sahra Wagenknecht, Fondatrice del BSW – In tutti gli incidenti con droni degli ultimi anni, così tanto sbandierati dai media, non è mai stato possibile dimostrare nemmeno una volta che la Russia ne fosse l’autrice. E nel rarissimo caso in cui qualcosa è effettivamente esploso in aria causando gravi danni – l’attentato a Nord Stream –, non c’erano i cattivi russi dietro, ma i nostri amici ucraini. Come ringraziamento, però, non c’è stata una dichiarazione di guerra, ma il prossimo assegno da miliardi».

Mosca, naturalmente, respinge al mittente le accuse e parla di un «percorso verso l’escalation». L’Ambasciatore della Federazione Russa in Germania, Sergej Nečajev, in un post su X ha «respinto con decisione le accuse mosse da Berlino, definendole infondate, assurde e contrarie al buon senso. Ha sottolineato che la provocazione frettolosamente orchestrata all’aeroporto di Lipsia serve esclusivamente agli interessi del regime di Kiev, dell’ala militarista della classe politica europea nonché delle grandi imprese del complesso militare-industriale, interessate a un ulteriore inasprimento del conflitto ucraino. L’Ambasciatore ha dichiarato che le misure annunciate dalla parte tedesca rappresentano un’escalation senza precedenti nelle relazioni russo-tedesche e non rimarranno senza conseguenze».

Zelensky avverte: lo spazio aereo russo non sarà più sicuro

Il secondo fronte della possibile escalation arriva direttamente dall’Ucraina. Nel suo discorso serale, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un avvertimento diretto a compagnie aeree, assicurazioni e a chiunque continui a utilizzare i principali scali russi: lo spazio aereo della Federazione, ha detto, sta diventando «completamente insicuro». Zelensky ha affermato che sono stati missili e droni russi a «varcare per primi il confine ucraino», e ha sostenuto che l’escalation non potrà restare confinata al solo territorio ucraino.

Pur precisando che «l’Ucraina non minaccia l’aviazione civile in quanto tale né singoli velivoli specifici» (e ci mancherebbe), il leader ucraino ha annunciato che i cieli russi vedranno una presenza di droni «su una scala che dovrà essere tenuta in considerazione». Il ministero degli Esteri ucraino, ha aggiunto, fornirà alle organizzazioni internazionali «informazioni complete» sui rischi legati allo spazio aereo russo, mentre gli ambasciatori dei Paesi presenti in Ucraina e a Mosca sono stati invitati a trasmettere l’avvertimento alle rispettive capitali. La risposta del presidente russo Vladimir Putin si è fatta attendere: «Questo è terrorismo di stato. E noi non trattiamo con i terroristi».

Un azzardo di Zelensky? Il giornalista Leonid Ragozin ha osservato come la minaccia di Zelensky, pur presentata come «difensiva» e non rivolta a velivoli specifici, rappresenti comunque una mossa «politicamente rischiosa e di dubbia utilità militare», più vicina — a suo giudizio — a un gesto di disperazione che a una strategia calcolata. «Zelenskyy ha appena annunciato l’inizio di una campagna terroristica contro tutti gli aerei che volano sulla Russia? Quindi ora l’Occidente finanzierà il terrorismo internazionale al grido di “Slava Ukraini”? Non c’era già abbastanza escalation? Vuole davvero seriamente che Kiev, Odessa e Leopoli vengano ridotte a parcheggi per rappresaglia?» commenta su X Marta Havryshko, storica ucraina specializzata nell’Olocausto in Ucraina.

Curioso che tutto questo accada dopo la visita a Mosca del capo della CIA, John Ractliffe, e dei tentativi dell’amministrazione Trump di rilanciare un negoziato che sembra essere finito su un binario morto. O dopo le parole di Mons. Gallagher che, ultimata la tre giorni di missione in Russia in qualità di segretario per i Rapporti con gli Stati del Vaticano, il quale ha invitato la comunità internazionale a «mantenere aperta la via del dialogo» e a «non isolare la Russia». Aperture alla diplomazia che un’élite innamorata del riarmo non può che detestare: per chi la governa, la paura delle «orde slave» non è un timore, ma uno strumento — di governo, e soprattutto di potere.

Fonti:

Alexander Schmalz, „Zusammengeschusterte Provokation“: So reagiert Russland auf Deutschlands Vorwurf zur Leipzig-Drohne, Berliner Zeitung, 1 settembre 2026, https://www.berliner-zeitung.de/article/sprengstoff-drohne-leipzig-russland-provokation-gegenmassnahmen-10349966.

Jonas Heins e Volodymyr Ivanyshyn, «BREAKING: Zelensky Vows “Russian Sky Will Be De Facto Closed,” Warns Airlines, Foreign Governments as Putin Accuses Ukraine of State Terrorism», The Kyiv Independent, 1 settembre 2026, https://kyivindependent.com/the-russian-sky-is-becoming-completely-dangerous/.

Alexander Dinger e Hans von der Burchard, «Germany Plans to Blame Russia for Leipzig Attack as Tensions with Putin Escalate», Politico, 29 agosto 2026, https://www.politico.eu/article/friedrich-merz-berlin-sanctions-russia-vladimir-putin-leipzig-attach-ascalate/.