Elezione dopo elezione, Land dopo Land, il castello di Angela Merkel crolla inesorabile. Ormai non è più una caduta: è una rovina. Il consenso della Grande Coalizione è ai minimi storici. E non c’è un voto a livello territoriale che non confermi questa tendenza che ormai accomuna tutta la Germania, da Monaco ad Amburgo. E che adesso si cristallizza anche in Assia. Tanto che la cancelliera, dopo 18 anni, non si ricandiderà alla guida della Cdu.

I risultati del voto nello Stato di Francoforte sono l’ennesimo campanello d’allarme per la Groko. Forse l’ultimo, a giudicare da quanto stanno dichiarando in queste ore i dirigenti socialdemocratici dello Spd. Volker Bouffier, presidente uscente e fedelissimo di Frau Merkel, dice che la Cdu è prima e che non può esserci una coalizione di governo senza i cristiano-democratici. Ma la realtà è che il partito ha incassato la peggiore sconfitta dal 1996, attestandosi su un pessimo 27%. Rispetto alle precedenti elezioni, il calo dei voti è sensibile: -11,3%. 

Non va meglio allo Spd, che stando alle ultimissime rivelazioni cala al 19,8%, con una perdita di quasi 11 punti percentuali rispetto al voto di cinque anni fa (e peggiore risultato dal 1946). Altre debacle per il centrosinistra tedesco che adesso s’interroga, in maniera molto netta, se sia utile continuare a rimanere alleati della Cdu sa livello nazionale. È la Grande Coalizione il vero problema, secondo i dirigenti socialdemocratici. E dopo la Baviera e l’Assia, l’impressione che a sinistra siano arrivati a un punto di non ritorno.

 La leader Spd, Andrea Nahles, ha ammesso che la responsabilità della sconfitta è evidentemente da attribuire a problemi del suo partito. Ma dopo un breve mea culpa, Nahles ha immediatamente puntato il dito contro l’alleanza che governo Berlino, come avvenuto dopo il voto bavarese. “Lo stato del governo è inaccettabile”, ha detto la segretaria generale dei socialdemocratici.

Secondo la leader Spd, la Coalizione deve individuare “un modo ragionevole di lavorare”, perché è proprio il modo di governare a livello nazionale che ha causato la disfatta in Assia. Ha chiesto alla Cdu di concordare una “chiara e vincolante roadmap nell’interesse dei cittadini”, in vista di “una revisione”. E solo in quel caso, ha continuato la leader del centrosinistra, “saremo in grado di valutare se questo governo sia ancora il posto giusto per noi”.

In sostanza, l’Spd ci sta ripensando. E se aveva già manifestato i primi grandi dubbi dopo il voto in Baviera, la mannaia dell’Assia, il cuore finanziario tedesco, rischia di essere il colpo di grazia.

Il problema è che la Cdu e lo Spd sanno perfettamente di poter anche decidere la separazione a livello nazionale e quindi aprire alle elezioni anticipate. Ma se è molto rischioso proseguire sulla strada della Grande Coalizione, lo è altrettanto provare il voto anticipato. Perché i sondaggi su scala nazionale e i risultati a livello territoriale indicano che gli elettori non sono propensi a dare di nuovo fiducia a socialdemocratici e Cdu.

Quello che è accaduto in Assia è molto simile a ciò che è avvenuto in Baviera. I Verdi, con il 19,8%, confermano la loro cavalcata nella leadership del centrosinistra tedesco. Rispetto alle precedenti elezioni locali, i Grüne hanno ottenuto un aumento di consensi dell’8,7%. E adesso sono in molti a credere che sia proprio dal grande movimento ecologista a poter nascere il nuovo astro della politica tedesca in vista di un eventuale voto anticipato per Berlino. Mentre a destra, si conferma l’ascesa dell’Alternative fur Deutschland che prende il 13,1% nel Länder e aumenta di nove punti percentuali il proprio bottino elettorale, entrando anche nell’ultimo dei 16 parlamenti locali.

Con questi risultati, è del tutto chiaro per Angela Merkel è il momento del de profundis. La sua Grande Coalizione, una sorta di essere mitologico nato dalla volontà di mantenere il controllo della Germania escludendo nuove formazioni politiche, si è definitivamente arenata. Non ha via d’uscita. Se continua, i partiti che la compongono rischiano l’annientamento, elezioni dopo elezione. Se finisce, il voto anticipato potrebbe travolgerla come un fiume in piena. E questa situazione è particolarmente visibile in Assia, dove gli elettori, interrogati su una possibile alleanza Cdu-Spd su scala regionale, hanno dichiarato che è la possibilità meno gradita fra tutte le potenziali coalizioni di governo.