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Politica

Meloni-Merz: c’eravamo tanto amati ma i migranti te li tieni tu

Dopo la polemica tra Italia e Spagna, ecco sui migranti quella tra Germania e Italia: al centro, il Patto europeo firmato da entrambi.
Europa

Ormai siamo tra “chi la fa l’aspetti” e “la sai l’ultima”. E farebbe anche ridere se non fosse che il tutto riguarda un problema drammatico (le migrazioni), la patria d’elezione che tutti dicono di voler proteggere (l’Unione Europea) e la patria naturale, la cara vecchia Italia. Abbiamo già avuto modo di sottolineare quanto sia stata improvvida l’iniziativa del Governo Meloni, unico Paese in Europa a sospendere il Trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone per la Spagna in seguito alla crisi di Ceuta, una finta emergenza che in realtà nascondeva (e neanche tanto) un piano per mettere in difficoltà il premier spagnolo Pedro Sanchez. Meloni ha pensato di poterne approfittare per compiacere Donald Trump e Benjamin Netanyahu, e cavalcare il radicalismo dei seguaci del generale Vannacci, adducendo come scusa una fantomatica minaccia alla “sicurezza nazionale”. Senza pensare che la Spagna avrebbe reso pan per focaccia. E soprattutto senza pensare che tale atteggiamento avrebbe potuto innescare altre speculazioni politiche del genere.

L’Unione Europea è piena di leader che se la passano male mentre vanno verso appuntamenti importanti. A parte le difficoltà della Meloni (elezioni politiche l’anno prossimo): Keir Starmer è appena uscito di scena nel Regno Unito, Emmanuel Macron si appresta a farlo in Francia e di certo non tra gli applausi, la socialdemocratica (sic!) e sull’immigrazione compagna di merende della Meloni Mette Frederiksen ha appena formato un governo di minoranza in Danimarca… Insomma, ce n’è che ce n’è. Tra questi anche il tedesco Friedrich Merz che, dicono in Germania, come cancelliere non arriverà a mangiare il panettone. Anche perché la sua azione di governo ha così convinto i tedeschi da spingere la destra dell’AfD (Alternative für Deutschland) a diventare il rimo partito nei land dell’ex Germania Est e il secondo a livello nazionale.

Così anche Merz è saltato sul carro del babau immigrazione, facendo come gli altri finta di non sapere che gli ingressi irregolari in Europa sono calati del 37% nella prima metà del 2026 e che, quindi, non c’è alcuna emergenza al riguardo. Cosa che ovviamente non importa, perché in Europa ormai si governa solo spaventando la gente, inventando pericoli dove non ci sono e ingigantendo gli altri. Così qualcuno nel governo tedesco deve aver smesso per un attimo di parlare di carri armati e cannoni e si è detto: ma se quelli di Roma sospendono Schengen, perché non applichiamo gli accordi che anche loro hanno firmato? Si ripigliassero i migranti secondari (o “dublinanti”), quei mangiaspaghetti. E tanti saluti all’intesa politica che a tratti è sembrata unire Meloni e Merz in un duro a tutta prova.

E qui, come in tutte le pochade che si rispettino, occorre fare un breve riassunto delle puntate precedenti. Il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’Unione Europea è stato adottato nel maggio del 2024, ha attraversato una serie di emendamenti e modifiche, è stato firmato nella sua versione finale nel dicembre del 2025 e ratificato il 12 giugno scorso. Tra le tante altre norme, quelle che riguardano più direttamente il contrasto tra Germania e Italia sono queste. Uno: il Paese responsabile della domanda d’asilo di un migrante è il Paese in cui risiedono i membri della famiglia del migrante (limitatamente ai parenti diretti o ai coniugi, non ai fratelli), oppure il primo Paese di ingresso. Due: i Paesi europei possono scegliere se ospitare i richiedenti asilo che arrivano nei Paesi di “confine” (quindi di primo ingresso) della UE oppure versare un contributo finanziario ai Paesi di primo ingresso o ai Paesi terzi ai quali è stata affidata la gestione dei migranti. Tale contributo è stato valutato nella somma di 20 mila euro.

Tradotto nel nostro caso: la Germania non vuole tenersi i migranti che sono sbarcati in Italia e poi hanno varcato il confine tedesco e pretende di rispedirli a noi. Il che in teoria avrebbe anche un senso, a norma del suddetto Patto. Ed è presumibile che non siano neanche pochissimi, visto che negli ultimi cinque anni l’Italia ha visto “sbarcare” oltre 470 mila irregolari. Ma la teoria e la pratica non sempre vanno d’accordo. Intanto, nel dicembre 2025 Germania e Italia hanno siglato un’intesa che per sanare il pregresso, una specie di “scurdammmoce ‘o passato” per chiudere le discussioni. Vero, dicono i tedeschi, ma in quel mese e in quell’anno il Patto è stato firmato, quindi i migranti arrivati da allora non entrano nella sanatoria. Falso, diciamo noi italiani, perché il Patto è stato ratificato solo nel giugno di quest’anno, vale da allora, non cercate di rifilarci sei mesi di migrazioni in più. E poi, dicono sempre dal nostro governo, che ne è dei 20 mila euro per migrante che in ogni caso dovreste versarci? Perché non se ne parla? E i tedeschi: intanto partiamo, altrimenti il Patto che l’abbiamo firmato a fare?

Insomma, siamo più o meno al “son 30 grammi in più, che faccio, lascio?” su una questione importantissima, che riguarda la vita di migliaia e migliaia di poveracci (perché questo sono nella stragrande maggioranza dei casi) e anche la nostra: senza i flussi migratori (che ovviamente devono essere regolati e gestiti), la popolazione UE potrebbe ridursi del 34% entro il 2100 (da 449 a 295 milioni di abitanti), con lo sprofondo più netto proprio in Italia (- 52%), provocando conseguenze anche economiche gravissime.

Il bello, o meglio il brutto di questa faccenda, è che il Governo Meloni (Merz è arrivato solo nel maggio dell’anno scorso) è stato tra i più ferventi sostenitori del Patto sulla migrazione e l’asilo, al punto da intestarsene l’approvazione come una grande vittoria, come la dimostrazione che l’Europa intera aveva infine sposato la linea italiana. Anche se c’è chi ha fatto giustamente notare che le norme del Patto alla fin fine sono una gran fregatura per i Paesi come Italia, Spagna e Grecia, che sono il confine Sud dell’Europa e che, comunque vada, dovranno sobbarcarsi la gestione della grande maggioranza delle domande dei migranti. Qualche volta a pagamento, come abbiamo detto sopra. Ma come tutti sanno, integrare gli arrivi è fatica e complicazione che un pugno di euro non basta a compensare.

Riferimenti

Frontex sugli ingressi irregolari in Europa: https://www.eunews.it/2026/07/10/frontex-crollati-del-37-per-cento-gli-ingressi-irregolari-nellue-nella-prima-meta-del-2026/

Il testo del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo: https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-pact-migration-asylum/

Per tutti i dati sull’arrivo di migranti irregolari e altro: https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/dati-e-statistiche/sbarchi-e-accoglienza-dei-migranti-tutti-i-dati

Per immigrazione e demografia UE: https://youtu.be/RK8h_awy4GA?si=WOSTRydoWZQ-sOL_

Per una critica al Patto europeo sulla migrazione e l’asilo: https://migreurop.org/IMG/pdf/eu_pact_summary_it.pdf

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