Finita la Coppa d’Africa del 2025, ieri sera a Rabat con la clamorosa vittoria del Senegal sulla squadra di casa, il calcio africano guarda già all’edizione del 2028. Non sarà la prossima edizione, che si terrà invece nell’agosto del 2027 tra Kenya, Uganda e Tanzania, ma quella successiva. Venerdì 16 gennaio la CAF, che supervisiona il calcio continentale, si è riunita per raccogliere le candidature dei possibili Paesi ospitanti, ed è emerso un nuovo confronto tra Marocco e Sudafrica.
Il Paese nordafricano ha infatti presentato nuovamente il proprio dossier per ospitare il torneo. Una candidatura pesante, perché questa Coppa d’Africa è stata un grande successo in termini organizzativi, grazie a stadi all’avanguardia, molti dei quali ospiteranno pure alcune partite del Mondiale 2030, condiviso con Spagna e Portogallo. Il Marocco sta investendo molto per diventare una potenza del calcio africano, e i risultati gli stanno dando ragione. Ma, oltre a questo, il Paese magrebino sta riuscendo a imporsi anche come il più affidabile organizzatore di questi grandi eventi nel continente. Ottenere di nuovo la Coppa d’Africa, a due anni dal Mondiale, sarebbe un’importante conferma dell’egemonia politica raggiunta in questi ultimi anni.
Ma il Sudafrica si è immediatamente messo di mezzo, proponendosi a sua volta come ospite del torneo del 2028. L’ultima Coppa d’Africa sudafricana è stata nel 2013, tre anni dopo essere divenuto il primo Paese africano a organizzare un Mondiale di calcio. Per il 2028, il progetto prevede una competizione divisa tra Sudafrica e Botswana, a cui si pensa potrebbe aggiungersi pure la Namibia.
Se la proposta marocchina è molto forte, quest’ultima è probabilmente l’unica in grado di contenderle l’assegnazione. Da un lato, pesa senza dubbio la possibilità di non ripetere lo stesso organizzatore nel giro di pochi anni. In più, per Botswana e Namibia questa sarebbe la prima Coppa d’Africa della loro storia. Un ruolo non irrilevante lo potrebbe infine giocare Patrice Motsepe, l’uomo più ricco del Sudafrica e attualmente presidente della CAF.
Non c’è però solo lo sport a dividere Marocco e Sudafrica. A livello politico, i due governi sono da tempo in rapporti abbastanza freddi, a causa di divisioni molto nette su temi come il Sahara Occidentale e la Palestina. Lo scorso novembre, quando l’ONU ha deciso di appoggiare le rivendicazioni del Marocco sul Sahara Occidentale, il governo sudafricano è stato molto critico, ribadendo il proprio sostegno al Fronte Polisario. Sulla Palestina, invece, la vicinanza tra Rabat e Tel Aviv è un tema molto discusso in tutta l’Africa.
C’era già stato uno scontro ai tempi dell’assegnazione del Mondiale del 2010, con il Marocco che aveva denunciato un caso di corruzione dopo che il Sudafrica era stato scelto come Paese organizzatore. Più di recente, c’è stato l’incidente del Campionato africano del 2023 in Algeria, da cui il Marocco era stato costretto a ritirarsi, benché campione in carica, a causa della crisi diplomatica con l’ospite di turno. Alla cerimonia inaugurale aveva partecipato Mandla Mandela, politico sudafricano nipote di Nelson Mandela.
Quest’ultimo aveva tenuto un discorso particolarmente infuocato contro il Marocco e in difesa del Fronte Polisario, definendo il Sahara Occidentale come “l’ultima colonia rimasta in Africa”. Il governo di Rabat aveva protestato e chiesto delle scuse da parte delle autorità algerine e di quelle sudafricane, ma la questione era anche proseguita sui campi da calcio.
Nel turno successivo del campionato marocchino, gli ultras del Raja Casablanca avevano risposto con uno striscione che diceva “Piccolo Mandela, l’ultima colonia rimasta in Africa è Orania”. Il riferimento è all’omonima enclave afrikaaner in Sudafrica, una cittadina di soli bianchi di fatto indipendente e in cui sostanzialmente sono ancora in vigore le leggi dell’apartheid.
Tre anni dopo, ancora una volta lo sport potrebbe rianimare la rivalità politica tra i due Paesi. La Coppa d’Africa del 2028 sarà anche un evento storico e dal forte valore simbolico: a partire da quella edizione, infatti, il torneo si terrà solamente ogni quattro anni, invece che ogni due, come avviene oggi. Una decisione, presa alla fine del 2025 dalla CAF, che ha causato non poche polemiche nei confronti di Motsepe, ma che curiosamente vede Sudafrica e Marocco insospettabilmente alleate. Infatti, tra i sostenitori della riforma c’è anche Fouzi Lekjaa, importante dirigente sportivo marocchino e vice-presidente della CAF, molto vicino al sudafricano Motsepe.
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