Marine Le Pen non ha cambiato idea: l’Unione europea deve essere riformata in senso sovranista. L’uscita dalla moneta unica, che è stata uno dei capisaldi dell’ascesa lepenista nel corso dell’ultimo quinquennio, può aspettare.

Che Marine avesse qualche problema in economia lo avevano stabilito gli elettori francesi, quando sulla confusionaria “fuoriuscita dall’Euro”, erano state sollevate perplessità. Il vero tallone d’Achille del Front National nel corso delle presidenziali: non riuscire a spiegare come la Francia avrebbe ripristinato un sistema monetario nazionale. Florian Philippot, che nel frattempo ha costituito un’altra formazione politica populista, è stato allontanato pure per questo. 

Il Rassemblement National non vuole inciampare sullo stesso gradino. E così Marine si è affrettata nel dire che l’uscita dall’Europa e dall’euro non costituiscono delle priorità. Bisogna che l’elettorato guardi al nuovo partito come a un contenitore critico, ma normalizzato rispetto al passato. Bisogna pure evitare che i francesi percepiscano le proposte lepeniste come rischiose per gli affari economici interni. Specie in funzione di quello che sta accadendo attorno alla Brexit. Marine Le Pen, come Matteo Salvini del resto, incentrerà la sua propaganda elettorale sulla riforma dell’assetto europeo, ma evitando di sottolineare troppo quanto promesso in passato: il ritorno degli Stati nazionali. 

La rivolta dei gilet gialli, soprattutto nel caso in cui non si candidassero a loro volta per il tramite di un raggruppamento elettorale, potrebbe dare una mano alla causa populista, ma Marine ha già dimostrato di non voler finire nel solito polverone. I media, spesso e volentieri, hanno raccontato di come il suo manifesto programmatico fosse irrealizzabile. Questa volta la figlia di Jean Marie ha deciso di correggere il tiro: “In primavera – ha già dichiarato – i popoli potranno esprimersi e chiedere il tipo di Europa che desiderano, e sono certa che chiederanno di recuperare il controllo nazionale delle frontiere e della politica economica”. E fin qui, niente di nuovo.

Poi la specificazione: “All’epoca – ha aggiunto riferendosi all’uscita dall’Euro – l’unica scelta che era riservata ai francesi era la sottomissione o il tentativo di uscire-. Oggi – ha continuato, come riportato su Il Corriere della Sera – non è più così, c’è una situazione totalmente nuova della quale tenere conto. Non è più necessario uscire perché finalmente i popoli possono influire sulla politica europea. Quando il presidente della Commissione sarà espressione di idee come le mie o di Matteo Salvini, le cose cambieranno”. Marine Le Pen e i populisti europei, con ogni probabilità, proveranno a passare per la via del parlamentarismo. Oggi, un’alleanza con i popolari, non è possibile. Questo, almeno, è quello che continuano a ripetere dalle parti di Bruxelles

Ma se il Rassemblement National e le altre forze sovraniste vorranno contare qualcosa, in termini di peso parlamentare, dovranno per forza di cose tentare di aprire un canale di dialogo con il centrodestra tradizionale.