La scalata di Marine Le Pen per l’Eliseo passa anche tramite un nuovo rapporto con Israele. Sono lontani i tempi in cui Jean Marie veniva sospeso dal Front National per le frasi riguardanti le camere a gas rilasciate a Rivarol.

Tre anni fa, infatti, si consumava l’ultimo grande strappo all’ interno del partito conclusosi con la cacciata di Le Pen padre e con Marine decisa più che mai a proseguire sulla strada della dediabolisation, la normalizzazione definitiva del partito tesa a sganciarlo una volta per tutte dalle accuse di neofascismo.

La vera e propria svolta filo-israeliana arrivò nel 2014 con il “Manifesto per una nuova politica internazionale della Francia”, pubblicato dall’eurodeputato e consigliere di Marine in materia estera, Aymeric Chauprade.

Nel testo si leggeva: “Il nuovo antisemitismo proviene da una parte della comunità musulmana che associa gli ebrei alla politica d’Israele. Le recenti manifestazioni pro-palestinesi ne sono la prova tangibile”. La posizione di Chauprade destò non poco scalpore dentro un movimento eterogeneo e diviso come quello del Front, specie riguardo a questa specifica tematica.

L’ideologo Alain Soral ed il comico Dieudonnè M’Bala M’Bala, esponenti non estranei da accuse di antisemitismo,  fondarono  Reconciliation National, uno spazio in cui si potesse liberamente criticare Israele, quindi fuori dal Front ed in polemica con la nuova linea detta da Chauprade.

Oggi la questione torna prepotentemente d’attualità con la vicenda che vede protagonista Nicolas Bay, segretario generale del partito. Colui che è stato soprannominato “l’architetto discreto dell’attuazione della rete del Fn”, uomo chiave del territorio, proveniente dal giovanile e passato per un breve periodo dentro la formazione minoritaria di Megrét creatasi in funzione di una scissione, ha postato su twitter delle foto che riguardano un suo viaggio in Israele, trasferta compiutasi tra il 23 ed il 26 gennaio scorso. Sin qui tutto bene, se non fosse che le persone con cui Bay è stato fotografato hanno avuto reazioni che non stanno aiutando il Front National nella sua operazione di sdoganamento da certa polvere del passato.

Negli scatti sono presenti Eyal Furman, colonnello israeliano, Arfnon Afek, vicedirettore del Ministero della Salute e due membri del Likud, il partito di Netanyahou. Afek, del resto, ha dichiarato a Le Monde che non sapeva chi fosse Nicolas Bay, mentre David Shayan, il responsabile del movimento giovanile di Likud, ci ha tenuto a far sapere che l’incontro sarebbe avvenuto casualmente.

La situazione è divenuta ancor più imbarazzante quando, filtrata la notizia secondo cui Bay era stato invitato ad un colloquio privato con il ministro della Salute israeliana, questi ha immediatamente smentito per mezzo del suo portavoce. Il revisionismo dell’ex leader Jean Marie Le Pen è ormai accantonato e nel porre l’accento sul pericolo jihadista si evidenziano le similitudini tra la condizione di israeliana e quella europea. l’attuale leadership del Fn è schierata apertamente dalla parte di Israele. Lo Stato del Vicino Oriente però, dal canto suo, non sembra aver apprezzato troppo, anzi, appare più che intenzionato a mantenere una nitida distanza da qualunque cosa provenga dalle parti del Front National, persino dal segretario generale del partito stesso.

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