La geopolitica della corsa allo spazio
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Le elezioni legislative francesi, che si svolgeranno in due turni tra il 12 ed il 19 giugno, sono sempre più vicine e le proiezioni che emergono dai sondaggi iniziano a preoccupare Marine Le Pen ed il suo Rassemblement National. La destra, secondo quanto riferito dagli istituti demoscopici OpinionWay, Harris Interactive, Ipsos ed Elabe,  dovrebbe migliorare il risultato del 2017, quando si era aggiudicata 8 seggi sui 577 dell’Assemblea Nazionale, ma non di molto. Nella migliore delle ipotesi il Rassemblement National otterrà 65 scranni e nella peggiore 14 malgrado il 21 per cento dei voti di cui è accreditato . Si tratta di una storia già vista per la destra radicale che, a causa del sistema elettorale maggioritario, non ha mai trasformato il consenso in seggi. Al secondo turno gli elettori convergono sui candidati moderati, come quelli centristi della Republique en Marche del Presidente Emmanuel Macron. La presenza di un fronte unito delle sinistre, guidato dal populista Jean-Luc Melenchon, non aiuta ed il Rassemblement  potrebbe rimanere ai margini, escluso da ogni alleanza politica.

Le intenzioni di Marine Le Pen

Il partito di Marine Le Pen non ha dichiarato, pubblicamente, quanti seggi vorrebbe vincere ma diversi esponenti del movimento hanno chiarito che sperano di ottenerne almeno un numero sufficiente per formare un gruppo parlamentare, quindi almeno 15. Un gruppo guidato dalla Le Pen le darebbe maggiore visibilità e le consentirebbe di ampliare il suo messaggio politico. Il partito, come dichiarato dalla portavoce Alexandra Masson ad Euractiv France, ha aperto le porte ” a tutti quelli che vogliono aiutare” e mira a radunare “gli elettori che vogliono partecipare al progetto comune” piuttosto che fare accordi con altri movimenti. Il messaggio è chiaramente rivolto ad Eric Zemmour che aveva chiesto “un’unione delle destre” prima delle elezioni legislative di giugno e la cui squadra vuole convincere il partito della Le Pen a ” porre fine al cordone sanitario sterilizzante”. Marine Le Pen aveva già rifiutato un’alleanza elettorale con Éric Zemmour alcuni mesi fa, quando aveva chiarito di non voler nemmeno farsi vedere vicino a lui durante la campagna elettorale presidenziale.

Una metamorfosi storica

L’unica volta in cui la Francia ha avuto un governo di estrema destra è stato durante il periodo dell’occupazione nazista, in piena Seconda Guerra Mondiale. Questa associazione, con un periodo di grave calamità, ha confinato i gruppi arci-conservatori ai margini dello scenario politico per il resto del Ventesimo secolo. Negli ultimi anni, però, le cose sono cambiate perché questi gruppi hanno sfruttato temi come il declino economico e la difesa dei valori patriottici a loro vantaggio. La progressiva scomparsa dei partiti tradizionali ha liberato un certo numero di elettori dalle appartenenze politiche consolidate e li ha resi suscettibili al corteggiamento dell’estrema sinistra e dell’estrema destra. La promessa fatta dalla Le Pen, come ricordato da Bloomberg, di migliorare la qualità della vita e di far crescere i salari ha trovato riscontro nelle province più povere durante la campagna presidenziale. Alcune proposte politiche dell’estrema destra sono state riprese anche dal partito conservatore moderato Les Republicains e da alcune figure di spicco della sinistra come Arnaud Montebourg, che ha sostenuto la necessità di bloccare i trasferimenti di denaro a quei Paesi che rifiutano di accogliere i propri connazionali privi di documenti arrestati in Francia.

 

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