Il Giappone sfida la Cina nei mari: tensione nel Mar Cinese Meridionale

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Il Giappone sfida la Cina e decide che la flotta militare solcherà le acque del Mar Cinese Meridionale fino a giungere nell’Oceano Indiano. A rivelarlo è stata l’agenzia di stampa Reuters, che ha riportato le informazioni avute da alti funzionari della Difesa giapponese. “Questo fa parte degli sforzi del Giappone per promuovere un Indo-Pacifico libero e aperto“, ha detto uno dei funzionari all’agenzia anglo-canadese.

La nave prescelta dalla Marina giapponese

La nave che è stata individuata per questo tour del Sud Est asiatico che si concluderà dopo due mesi in India e Sri Lanka, è la portaelicotteri Kaga.



La portaelicotteri della classe Izumo è uno dei fiori all’occhiello della Marina giapponese. Lunga 248 metri, può raggiungere una velocità superiore ai 30 nodi ed è stata progettata per ospitare potenzialmente fino a 28 mezzi. Il suo è un nome storico: la Kaga fu una delle più importanti portaerei giapponesi fra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e venne affondata dai colpi dall’aviazione americana durante la battaglia delle Midway.

Il Kaga, formalmente un cacciatorpediniere porta-elicotteri, farà tappa nei paesi del Sud-est asiatico come l’Indonesia e nei porti dell’India e dello Sri Lanka. Un viaggio quindi molto importante perché andrà a toccare tutte le rotte nevralgiche degli interessi del continente asiatico e della Cina. Non una novità per la Marina giapponese. L’anno scorso il governo di Tokyo ha inviato la sua nave gemella, il cacciatorpediniere Izumo, in un tour molto simile del Mar Cinese Meridionale e dell’Oceano Indiano.

Lo sguardo alla Cina e l’asse con gli Usa

La crescente volontà del Giappone di manifestare la sua forza navale nelle acque disputate rientra nell’idea di Tokyo di consolidare l’asse con Washington. Pechino preoccupa. Le dispute fra Cina e Giappone su molte isole e la rinnovata volontà cinese di assumere il controllo delle acque disputate, fa sì che il governo di Shinzo Abe rafforzi la sua strategia marittima in chiave di sfida alla Cina.

La Cina rivendica la maggior parte delle isole che fronteggiano le sue coste, soprattutto fra Mar Cinese Orientale e Meridionale. Ma è una strategia che non è soltanto rivolta alla sovranità territoriale, ma al controllo delle rotte commerciali del Pacifico.

Proprio per questo motivo, gli Stati Uniti, che non vogliono che la Cina prenda il sopravvento nel Pacifico occidentale, tengono regolari pattugliamenti aerei e navali specialmente nel Mar Cinese Meridionale. L’obiettivo della Us Navy è costruire una cintura di protezione che blocchi l’ascesa della Cina nell’Oceano.

Il fatto che gli Stati Uniti hanno cambiato il nome del comando militare del Pacifico in quello dell’Indo-pacifico è però la dimostrazione che il quadro sia diventato ancora più ampio. E infatti la Marina giapponese non si fermerà in Indonesia, ma proseguirà fino all’India e nei porti dello Sri Lanka. Il messaggio quindi è rivolto a tutti i mari che circondano l’Asia. 

Tensioni tra Giappone e Cina

Il Giappone non ha mai voluto prendere parte in maniera diretta alle operazioni della Marina americana sulla libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale. Il rischio di provocare la Cina è altissimo e le dispute territoriali rischiano di mettere contro due potenze economiche che sono anche utili a vicenda.

Ma la decisione di Tokyo non piace alla Difesa cinese. Il messaggio rischia quindi di essere in ogni caso recepito come una sfida da parte delle forze di Pechino. E in un momento di forti tensioni tra Cina e Stati Uniti, con la Corea, i dazi e Taiwan a fare da cornice, la mossa giapponese è un segnale abbastanza chiaro.

Del resto anche le ultime mosse cinesi non fanno ben sperare. La Guardia costiera è recentemente passata sotto il comando militare e non più civile. E recentemente, una nave militare cinese ha navigato a largo delle isole Senkaku, contese proprio fra Pechino e Tokyo.