Marcos vs Marcos: cosa c’è dietro la faida politico-familiare che scuote le Filippine

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Lo scorso settembre migliaia di cittadini sono scesi nelle strade di Manila per protestare contro il governo, accusandolo di essersi appropriato indebitamente di miliardi di dollari destinati a realizzare progetti di soccorso dopo le inondazioni che avevano colpito il Paese in estate.

In quell’occasione il presidente Ferdinand Marcos Jr, grande bersaglio delle manifestazioni, aveva confermato lo scandalo – per altro già esplicato in precedenza durante il suo discorso sullo Stato della nazione al Congresso – e istituito la Commissione indipendente per le infrastrutture (ICI) incaricata di indagare sui funzionari legati alla corruzione.

Il risultato è che, nel momento in cui scriviamo, sono sotto inchiesta circa 9.855 progetti di controllo delle inondazioni per un valore di oltre 545 miliardi di pesos, che fanno circa 9 miliardi di dollari. Pare che dal 2023 ad oggi possano essere andati persi, proprio a causa della corruzione, fino a 118,5 miliardi di pesos (2 miliardi di dollari).

Questo, in sostanza, è il retroterra che ha portato a nuove proteste. Decine di migliaia di persone hanno marciato a Manila chiedendo le dimissioni di Marcos. Nel mirino dei dimostranti sia l’attuale leader che la vicepresidente Sara Duterte. Ma cosa sta succedendo nelle Filippine?

Lo scandalo corruzione scuote le Filippine

L’ultima manifestazione fiume, organizzata dal Kilusang Bayan Kontra-Kurakot (il Movimento Popolare contro la Corruzione, KBKK), è iniziata la scorsa domenica al Luneta National Park di Manila. I presenti, circa 20.000, hanno marciato verso il palazzo presidenziale tenendo in bella vista emblematici cartelli con slogan di protesta: “Marcos dimissioni” e “Tutti i politici corrotti devono essere ritenuti responsabili”.

La miccia che ha fatto esplodere la rabbia rientra nello scandalo soprannominato Trillion-Peso: potenti politici, compresi gli alleati di Marcos, sono accusati di aver intascato miliardi di pesos in tangenti per contratti su infrastrutture di controllo delle inondazioni (che si sono rivelate difettose, o peggio, non sono mai state costruite).

Due ministri del governo si sono dimessi, mentre un ex legislatore, Zaldy Co, ha incolpato direttamente Marcos: sarebbe stato lui ad avergli ordinato di aggiungere 1,7 miliardi di dollari al bilancio per “dubbie opere pubbliche” quando era a capo di una commissione per gli stanziamenti dei suddetti fondi.

“Continuano a trattarci come degli idioti. Se vogliamo vera giustizia abbiamo bisogno che Marcos e Sara Duterte si dimettano”, spiegano i manifestanti intercettati da Al Jazeera. Certo è che la pressione su Marcos è sempre più forte. Anche l’opposizione inizia a farsi sentire, sostenuta dalla Chiesa Cattolica e da varie Ong.

Un affare di famiglia

Vari funzionari hanno accusato Marcos di essersi intascato oltre 50 miliardi di pesos (852 milioni di dollari) in tangenti e di aver ordinato l’inserimento di altri 100 miliardi di pesos (1,7 miliardi di dollari) per progetti fantasma nel bilancio del 2025. Lo stesso Co ha addirittura spiegato, in un episodio risalente al 2024, di aver consegnato personalmente alla residenza presidenziale delle valigie contenenti un miliardo di pesos (17 milioni di dollari) in contanti.

Il malaffare sembrerebbe coinvolgere altri appartenenti alla famiglia Marcos. Tra gli implicati, per esempio, troviamo il cugino e alleato chiave del presidente, Martin Romualdez, che ha negato qualsiasi coinvolgimento ma si è dimesso dalla carica di presidente della Camera dei rappresentanti.

Come ha spiegato il New York Times, in occasione dell’ultima manifestazione è poi successo qualcosa di inaspettato. Tra gli oratori c’era niente meno che la sorella maggiore del presidente, la senatrice Imee Marcos, che non si è limitata a criticare il saccheggio del bilancio pubblico perpetuato dal fratello. La signora ha affermato che Marcos farebbe uso di cocaina sin dall’infanzia. E che questa presunta dipendenza sarebbe la causa “dell’ondata di corruzione, della mancanza di direzione e delle numerose decisioni sbagliate” da lui intraprese.

“È un anatema parlare di questioni familiari in pubblico. Non ci piace mostrare i nostri panni sporchi in pubblico. Da un po’ di tempo siamo molto preoccupati per mia sorella”, ha replicato Marcos Jr. Nel frattempo, l’ICI non ha ancora esaminato le accuse di cattiva condotta del presidente. Il suo futuro politico è intanto sempre più appeso a un filo.