A Malta è cambiato il governo, c’è adesso un nuovo primo ministro che dallo scorso 13 gennaio ha ufficialmente sostituito l’uscente Joseph Muscat. Tuttavia, il contesto politico interno al piccolo ma strategico Stato situato nel cuore del Mediterraneo, appare invariato. E questo nonostante gli echi del caso di Dafne Caruana Galizia nei mesi scorsi avevano attivato una società civile che, nelle piazze e sui social, si è riunita per protestare contro la corruzione. Il nuovo premier è Robert Abela, figlio dell’ex presidente della Repubblica George Abela. A lui è affidato il non facile compito di ridare un minimo di credibilità alla classe politica maltese e, in primo luogo, al suo Partito Laburista.

Come si è arrivati alla nomina di Robert Abela

Tutto parte dagli sviluppi della vicenda su Dafne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa il 16 ottobre 2017 da un ordigno piazzato sotto la propria auto. Dopo due anni di stallo nelle indagini, le prime svolte sono arrivate nello scorso mese di novembre. L’arresto di un tassista e le sue confessioni, hanno fatto finalmente vedere uno spiraglio di verità sul barbaro omicidio della cronista che, negli ultimi anni, aveva denunciato diversi casi di corruzione ad alti livelli. Melvin Theuma, questo il nome del tassista, ha confessato di aver fatto da intermediario tra mandanti ed esecutori dell’agguato. Questi ultimi sono i fratelli Alfred e George Degiorgio e Vince Muscat. Ma il nome più importante fatto da Theuma è quello di Yorgen Fenech, uomo d’affari con le mani all’interno di tutti i settori più importanti dell’economia maltese. A sua volta, lo stesso Fenech ha fatto un nome politicamente più pesante: quello di Keith Schembri, capo di gabinetto e braccio destro da anni del premier Joseph Muscat. L’omicidio della giornalista dunque, sarebbe maturato da ambienti vicini e collegati direttamente al governo.

Da qui le pressioni dei manifestanti scesi in piazza affinché fosse azzerata la classe politica maltese. Tuttavia, il terremoto si è poi rivelato una lieve scossa di assestamento. L’unico cambiamento infatti, ha riguardato l’avvicendamento tutto interno al Partito Laburista, la formazione che ha la maggioranza in parlamento. A Malta il meccanismo è molto simile a quello dell’ex madrepatria inglese: chi è leader del partito di maggioranza diventa anche primo ministro. E così, dopo l’ondata di proteste successive alle rivelazioni sul caso di Dafne Caruana Galizia, il segretario del Labour Joseph Muscat ha annunciato di dimettersi da capo del partito e dunque anche da premier il 12 gennaio. In quella giornata, la formazione al governo ha scelto il suo successore, eleggendo per l’appunto Robert Abela. Il giorno dopo quest’ultimo ha già giurato quale nuovo primo ministro. Ma non si vede alcun cambiamento all’orizzonte, al contrario a prevalere, come scritto da molti quotidiani locali, è la continuità.

Sul caso Dafne è calato un nuovo silenzio

Intanto, sulla vicenda relativa all’uccisione della giornalista non sono emerse altre novità. Il quadro generale in cui è emerso l’omicidio appare chiaro: Dafne era arrivata a scoprire alcune truffe poste in essere ai contribuenti maltesi da Fenech, in special modo nella gestione di un’importante centrale elettrica. Mazzette ma anche scambi di favori a livelli molto alti, con la complicità dello stesso Keith Schembri, potrebbe essere questo lo scenario emerso per coprire il quale si è deciso di assassinare la cronista. Ma su chi ha dato l’ordine definitivo di attuare l’agguato e su molti altri dettagli, non sono emerse altre novità. A breve dovrebbe scattare un processo, ma l’impressione è che il silenzio è tornato ad essere il vero protagonista di queste ultime settimane.

Ed anche a livello politico, al di là dell’avvicendamento alla guida del governo non ci sono state altre importanti novità che tra novembre e dicembre, quando la gente è scesa in piazza, sembravano essere imminenti. Intanto lo scorso 29 gennaio ignoti hanno imbrattato la tomba di Dafne, che si è presentata agli occhi dei passanti deturpata dalla presenza di uova e salsa di pomodoro. Un’azione che ha destato ulteriore commozione tra gli estimatori della giornalista uccisa perché aveva svelato al mondo come la sua isola, specie negli ultimi anni, sia diventata un vero e proprio crocevia di affari illeciti e corruzione.

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