Emmanuel Macronpresenterà un piano per rendere sovrana l’Unione europea. Il 7 settembre scorso, dall’Acropoli di Atene, il presidente francese ha fatto un appello teso all’unità delle nazioni d’Europa. Sulla collina di Pnice, luogo simbolo della democrazia occidentale, infatti, Macron ha sottolineato la necessità di rifondare le logiche vigenti nella politica e nell’economia del vecchio continente. E per fare ciò, ha in programma di proporre ai colleghi un piano decennale. Il tempo di aspettare l’esito delle elezioni tedesche, poi si recherà dal Cancelliere per discutere del suo progetto riformista. La Merkel, insomma, è già avvisata.
Nelle intenzioni dell’ inquilino dell’Eliseo pare esserci una decisa sterzata rispetto ai meccanismi decisionali previsti dalle istituzioni dell’Ue. A fare da sfondo alla problematica sollevata durante il discorso, c’era la situazione economica della Grecia, di cui Macron ha parlato senza mezzi termini: “Il nostro continente”, ha detto il leader di En Marche, “è passato attraverso dieci anni di crisi e affronta ora la crescita delle richieste di chiusure nazionali. La scelta è fra la morte dell’Europa e la sua rifondazione”. Il presidente francese ha individuato nella “sovranità europea che permetta di esistere e difenderci”, la soluzione alla crisi attraversata dal nostro continente. E quanto previsto nel piano decennale dovrebbe servire per unire le nazioni nella competizione, tutta economica, contro i colossi americani e cinesi. Il piano che verrà presentato, inoltre, stupirà quanti pensavano che Macron avesse una posizione oltranzista sui processi decisionali dell’Ue. Le politiche fiscali, infatti, secondo quanto previsto dalla riforma verrebbero vagliate da delle “convenzioni democratiche”. Quelle economiche, nello specifico, da un nuovo Parlamento: l’assise dell’Eurozona. Lo scopo, insomma, è quello di sostituire la freddezza delle stanze in cui attualmente si decidono i destini europei con qualcosa di istituzionalmente meno distaccato e più democratico: “Non voglio che un nuovo trattato europeo nasca dietro porte chiuse, nei corridoi di Bruxelles, Berlino o Parigi”, ha ribadito il presidente della Repubblica francese. La risposta al populismo, è stata individuata nel progressivo ampliamento della partecipazione ai processi decisionali. ” Condividiamo una storia e un destino”, ha chiosato.
Ma la svolta sovranista di Macron non piace a tutti. Il premier polacco, Beata Szydło, intervistato da una tv nazionale, ha accusato il leader francese di voler “introdurre il protezionismo all’interno dell’Ue”. L’attacco ha riguardato soprattutto l’intenzione di abolire il Posted Workers Directive, la direttiva europea tramite la quale, oggi, è consentito, ai cittadini provenienti da nazioni con redditi più bassi, di lavorare a condizioni agevolate nei paesi in cui, invece, il reddito medio è statisticamente più alto. “Mi preoccupa davvero che il presidente francese stia attualmente minando i pilastri dell’Unione Europea e cercando di introdurre il protezionismo, colpendo il libero mercato e la circolazione dei servizi”, ha sottolineato il presidente polacco. “E’ il momento in cui almeno alcuni dei leader europei devono rispondere alla domanda se l’unità è importante per l’oro.. o se alcuni di questi leader vuole dividere l’Europa”, ha ribadito, poi, la stessa Szydło. Non è questo, però, il primo campo di scontro tra la nuova impostazione macroniana e i desiderata di alcuni stati europei. Già alla fine del giugno scorso, come scritto qui, Macron aveva sollevato la questione di dover proteggere alcuni settori specifici delle nostre economie dalla potenza sui mercati espressa dalla Cina. E a sostenere la bontà di questa tesi, in quel caso, furono soprattutto paesi del nord Europa. Il presidente francese, in definitiva, sembra sempre di più rappresentare l’alternativa europea al protezionismo di Trump.