Jordan Bardella è un giovane italo-francese. Ha solo 23 anni, ma Marine Le Pen lo ha scelto come capolista del riformato e rinominato  Rassemblement National. Bardella è l’immagine ma anche la declinazione pratica del nuovo corso del lepenismo, quello che si dice convinto di poter modificare l’attuale assetto sovranazionale, passando pure dal dialogo con le altre forze sovraniste d’Europa. Una su tutte: la Lega di Matteo Salvini, della quale parla anche il prossimo candidato alle elezioni parlamentari europee, in quest’intervista in esclusiva che ci ha rilasciato. Vale la pena pure sottolineare che l’esponente del Rn non ha escluso l’ipotesi di lavorare con alcuni eletti dei Les Republicains. L’anticamera, forse, di un’alleanza che potrebbe cambiare le sorti del sistema politico francese. Ma permangono delle reciproche perplessità.

Jordan Bardella, Marine Le Pen ha scelto lei come capolista per le elezioni presidenziali. Qualcuno in Italia ha scritto che lei sia il delfino della figlia di Jean Marie. Come commenta? Il futuro del sovranismo francese passa da un italo-francese?

“Una delle grandi qualità del Rassemblement National è di essere sempre stato in grado di concentrarsi sui giovani. Abbiamo moltissimi giovani eletti e siamo anche un partito per il quale i giovani votano molto. Nel contesto travagliato in cui viviamo in Francia, Marine Le Pen ha voluto inviare un segno di speranza a tutta la gioventù francese. Ma la mia candidatura è soprattutto un progetto collettivo: la nostra lista comprende deputati europei uscenti, esperti in ambito civile e politico come l’ex ministro Mariani, il saggista Hervé Juvin o Jean-Paul Garraud, uno dei massimi esperti di terrorismo. Naturalmente, Marine Le Pen sarà al primo posto in questa campagna, al mio fianco. Con tutti i sostenitori della sovranità in Europea, abbiamo una missione essenziale: costruire un’Europa delle Nazioni e delle cooperazioni tra popoli liberi.”

La fondazione di un partito dei “gillet gialli” potrebbe compromettere il vostro risultato? Vi ruberanno voti? Alain de Benoist sostiene che possa costituire un problema…

“Non è assolutamente un problema. La democrazia non ci dà mai problemi. Tuttavia, penso che la costituzione di una lista ‘Gilet Gialli’ nelle elezioni europee sia complicata: è un grande movimento di rabbia che si base su delle rivendicazioni sociali e politiche. La maggior parte dei francesi che ha indossato un gilet giallo non vuole candidarsi alle elezioni. D’altronde, molti hanno votato per Marine Le Pen. Vogliono più potere d’acquisto, pace fiscale e soprattutto essere rispettati dai nostri leader. Il Rassemblement National ha sempre difeso le loro rivendicazioni. In realtà, siamo l’unico partito a difendere la rivoluzione del buon senso che i francesi aspettano!”.

Lei ha dichiarato di avere un buon rapporto con Matteo Salvini. Non crede che l’interesse francese possa confliggere con quello italiano?

“Innanzitutto, condividiamo molti punti in comune con Salvini. Vogliamo, come lui, proteggere il nostro Paese dall’immigrazione massiva, espellere gli immigrati illegali e riservare la solidarietà nazionale ai nostri compatrioti. Sono dei punti di convergenza sui quali potremo lavorare insieme in una vera cooperazione europea, con buon senso e pragmatismo. Poi, Italia e Francia sono due Paesi diversi con interessi diversi. Ma noi, a differenza di Emmanuel Macron, rispettiamo il desiderio di Matteo Salvini di difendere gli interessi degli Italiani. Questo rispetto reciproco tra popoli e nazioni è al centro del nostro progetto di un’Europa delle Nazioni. L’Unione europea non è l’Europa. Scelgo chiaramente la cooperazione e la negoziazione piuttosto che la sottomissione e la dominazione”.

La sua carriera politica ha inizio con la militanza nelle Banlieue parigine. Qual è la situazione sociale nelle periferie?  Ci sono ancora i rischi che Michel Houllebecq, ha ventilato con il suo “Sottomissione”?

“Crescere nelle periferie parigine significa vivere quotidianamente tutti i problemi francesi. Si vive con l’immigrazione di massa, l’islamismo, l’insicurezza, il traffico illecito e la disoccupazione. Ma a differenza di tutti i governi francesi, non faccio della sola situazione sociale la causa di tutti i problemi nelle periferie. Anche nelle nostre campagne, la disoccupazione è molto importante (a volte anche più importante che nelle periferie). Eppure, nelle nostre campagne, non si bruciano auto per esprimere la rabbia. Houellebecq pensava di scrivere una finzione, ma è già una realtà. Le periferie francesi sono delle aree abbandonate dalle forze dell’ordine, delle aree di Non Francia. Lì, sono gli spacciatori e gli islamisti che spadroneggiano, e molti francesi sono costretti a lasciare questi territori.”

Cosa ne pensa del trattato stipulato ad Aquisgrana tra Emmanuel Macron e Angela Merkel?

“Quando Macron firma il trattato di Aix-la-Chapelle, come quando approva il Patto di Marrakech instaurando un vero diritto internazionale alla migrazione, dimostra, ancora una volta, che non gli importa difendere gli interessi della Francia e dei francesi. Macron appartiene al campo dei globalisti. La sua unica motivazione è quella di compiacere Angela Merkel e Jean-Claude Juncker. Per quanto mi riguarda, appartengo al campo dei nazionalisti, sovranisti e patrioti. La nostra unica ambizione è rendere il potere al popolo francese per proteggere e difendere i suoi interessi. In una vera democrazia, è il popolo che decide!”.

Marine Le Pen, di recente, ha dichiarato che l’uscita dall’Euro non rappresenta più una priorità. È la svolta del lepenismo?

“La natura ideologica del Rassemblement National è la difesa della sovranità nazionale ma anche della volontà del popolo francese. I francesi ci hanno detto durante le elezioni presidenziali del 2017 che non volevano uscire dall’euro. Li abbiamo sentiti e rispettiamo la loro volontà. Occorre essere chiari, il contesto europeo si è evoluto enormemente. Ieri non avevamo altra scelta che sottometterci all’Unione Europea o uscirne. Oggi la dinamica elettorale dei movimenti sovranisti, e in particolare la vittoria di Salvini in Italia e dei nostri alleati della Fpo in Austria, ci dimostrano che oramai possiamo, insieme, trasformare questa Unione Europea in una grande alleanza di Nazioni e cooperazione. Sulla questione monetaria, sarà necessario ridiscutere la governance dell’euro e imporre la lotta contro la disoccupazione come primo obiettivo della Banca Centrale Europea”.

Il Front National non si è mai alleato con Les Repubblicains. Eppure, numeri alla mano, sembra che l’unico modo di vincere le presidenziali, per entrambi i partiti, sia un accordo. Sarà possibile immaginare questo scenario in vista delle prossime presidenziali?

“Per governare, dobbiamo prima riunirci. E la vittoria di Salvini è un esempio perfetto. Abbiamo iniziato a farlo: un terzo dei 12 primi candidati della nostra lista alle elezioni europee provengono da altri partiti politici o dalla società civile. Siamo pronti a lavorare in futuro con degli eletti sinceri membri dei Repubblicani. Il problema di questo partito è che parla come le Rn in campagna ma governa come i socialisti al potere! Al Parlamento europeo, hanno votato per il trasferimento dei migranti, gli accordi di libero scambio, hanno sostenuto il principio di una tassa europea ma anche le sanzioni contro l’Ungheria di Orban. Il candidato dei Repubblicani alle elezioni europee ha anche indicato che tra la visione europea di Emmanuel Macron e Marine Le Pen, si è sentito più vicino a Macron! Molti elettori di destra condividono i nostri pensieri su come fermare l’immigrazione, abbassare le tasse o aumentare le piccole pensioni : li invito a votare per il Rassemblement National!”.