Da Parigi a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Emmanuel Macron è volato in Russia per tentare una complessa de-escalation delle tensioni per quanto riguarda la vicenda ucraina. “Sono ragionevolmente ottimista ma non credo nei miracoli spontanei”, ha dichiarato il presidente francese appena atterrato nel gelo di Mosca. L’ottimismo di Macron è stato subito messo a freno dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, secondo il quale la situazione è troppo complicata per aspettarsi svolte decisive nel corso di un incontro.
I media russi hanno annunciato l’inizio dell’incontro poco dopo le 16:30 ore italiane. La Tass ha riferito che il vertice tra Putin e Macron si è svolto nel rispetto delle misure anti-Covid: i due presidenti non si sono stretti la mano incontrandosi e si sono seduti a distanza di sicurezza sui lati opposti di un tavolo ovale. Il presidente francese ha subito sottolineato l’importanza del dialogo in un momento così delicato, ed è stato elogiato dal padrone di casa. “Felice di avere l’opportunità di discuterne personalmente”, ha quindi dichiarato Putin aprendo i colloqui col capo dell’Eliseo. Lo stesso Putin ha poi sottolineato che i due Paesi “hanno una preoccupazione comune su ciò che sta accadendo nella sfera della sicurezza in Europa”. Macron ha quindi rilanciato il suo intento, spiegando di sperare che i colloqui a Mosca servano ad “iniziare una de-escalation” in Ucraina.
A ridosso dell’incontro l’account Twitter del presidente francese ha twittato puntando tutto sul dialogo tra le parti: “Cominciamo a costruire una risposta utile per la Russia, utile per tutta la nostra Europa, una risposta che permetta di evitare la guerra, di costruire gli elementi di fiducia e stabilità”. In un secondo Tweet Macron ha aggiunto che “Ciò verso cui dobbiamo andare è la de-escalation. Ne conosciamo i termini. Grandi questioni di sicurezza collettiva, questione ucraina, situazione della sicurezza in Bielorussia e in tutta la regione: andiamo avanti”.
Ce vers quoi nous devons aller, c’est la désescalade. Nous en connaissons les termes. Grandes questions de sécurité collective, question ukrainienne, situation sécuritaire en Biélorussie et dans toute la région : avançons. pic.twitter.com/sXEDLGf4jO
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) February 7, 2022
L’esito dell’incontro
Al termine di una giornata convulsa, le due parti hanno parlato di convergenza. Secondo Macron, la discussione avuta oggi con Putin sulla crisi ucraina “ha permesso di far scattare una serie di proposte, sulle quali credo di poter dire che ci sono dei termini di convergenza tra Russia e Francia”. Il presidente francese ha quindi spiegato che nei prossimi giorni il dialogo continuerà per costruire “queste nuove garanzie di pace di sicurezza”. Putin ha rilasciato dichiarazioni simili: “Alcune delle idee presentate” dal presidente francese Emmanuel Macron in materia di sicurezza possono servire per “ulteriori passi in comune” con Mosca.
Certo è che il leader russo ha ribadito il suo punto di vista. Ovvero che le autorità di Kiev continuano a ignorare tutte le possibilità per il ripristino pacifico dell’integrità territoriale dell’Ucraina attraverso il dialogo diretto con le autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. Putin ha poi evidenziato come l’Ucraina si sia avviata verso lo smantellamento degli accordi di Minsk, che continua a non rispettare. In ogni caso, i prossimi giorni saranno determinanti. “Noi abbiamo la volontà di lavorare insieme per garantire un nuovo ordine di stabilità e di sicurezza in Europa. “La sicurezza del nostro continente, per essere mantenuta, ha bisogno che non vengano da noi ricreati gli errori del passato”, ha concluso Macron.
Il capo dell’Eliseo ha portato con sé alcune idee per possibili opzioni volte a disinnescare le tensioni in Europa, ma tutto sembrerebbe essere ancora in una fase di studio. Certo è che la trasferta di Macron racchiude in sé diversi significati da estrapolare. In prima battuta, appare evidente come il leader francese abbia intenzione di accreditarsi come uno dei principali attori politici dell’Unione europea; una sorta di deus ex machina con l’ambizioso obiettivo di convincere il malvisto Putin ad abbassare i toni, forte del fatto che la Francia sia presidente di turno del Consiglio europeo.
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Il testa a testa, è curioso sottolinearlo, è stato impostata sul tema della confidenza. Putin, hanno fatto notare i giornalisti russi accreditati al Cremlino, si è rivolto alla sua controparte chiamandola confidenzialmente all’Occidentale “Emmanuel”. Gli interpreti, che in un primo momento si erano seduti accanto ai due Presidenti, sono stati invitati a lasciare la stanza, dal momento che a Putin e Macron erano stati forniti gli auricolari con cui ascoltare la traduzione effettuata in remoto. La scorsa settimana, quando è stato inaugurato il lungo tavolo bianco ovale degli incontri del Cremlino, in occasione dell’incontro tra il presidente russo e il premier ungherese Viktor Orban, due interpreti rendevano, visualmente, il colloquio meno intimo.
Le ragioni di Macron
Bisogna poi dare un’occhiata al calendario. Tra circa due mesi in Francia andranno in scena le attesissime elezioni presidenziali, e Macron ha voluto lanciare un chiaro messaggio all’elettorato francese, dimostrando di essere l’unico capo di Stato a poter avere un testa a testa con Putin. Attenzione però, perché se il presidente francese spera di ottenere un segnale della volontà della Russia di ridurre l’escalation in Ucraina, dall’altro lato c’è il rischio che il testa a testa possa produrre un fuoco di paglia. È altamente probabile che lo stesso Macron non si attenda alcun gesto eclatante, ma che punti a evitare quanto meno un peggioramento della situazione.
Da Parigi, intanto, filtrano altre due possibili idee: attuare una sorta di “finlandizzazione” dell’Ucraina, ovvero rendere Kiev neutrale proprio come lo era la Finlandia ai tempi della Guerra Fredda, e convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a incontrare Putin in un vertice francese. Insomma, Macron spera di essere ricordato come una sorta di salvatore dell’Europa. Ma l’eventualità che la sua missione possa fallire resta comunque altissima.
Le ragioni di Putin
Se i piani di Macron sono quelli che abbiamo elencato (“Il dialogo oggi è più importante che mai”, ha dichiarato, ancora, l’ospite francese), dall’altra parte della barricata troviamo le ragioni di Putin. Il padrone di casa ha intenzione di dimostrare la propria buona fede e volontà negoziale. Anche e soprattutto per dare uno schiaffo morale agli Stati Uniti, con Joe Biden che continua a parlare di un imminente attacco russo all’Ucraina.
Il capo del Cremlino, inoltre, sa di trovarsi davanti un presidente molto pragmatico. Macron, infatti, ha più volte ribadito l’esigenza di dialogare con Mosca per scongiurare che Putin possa rafforzare la sua partnership con la Cina (come in effetti è già accaduto) e, al tempo stesso, per rafforzare i legami commerciali e culturali tra Ue e Russia, in modo tale da disinnescare ogni possibile casus belli. Dal canto suo, pare che il leader russo ha definito Macron un “interlocutore di qualità”.