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Sempre più solo, isolato, depresso e impaurito. I media francesi parlano di Emmanuel Macron che vive ormai recluso nell’Eliseo. Come un monarca terrorizzato dal suo popolo e preoccupato per la sua incolumità. La rivolta dei gilet gialli, che ha paralizzato per più di un mese la Francia, ha lasciato segni indelebili sul presidente Macron. Non solo politicamente, ma anche psicologicamente e fisicamente. Tanto è vero che una articolo ben informato di Le Monde, e riportato da Libero, parla di un presidente sempre più stressato che paga fiori di quattrini per truccatori.

“È talmente segnato dalla stanchezza che non esce più senza truccarsi. A volte si mette il trucco anche sulle mani”, ha detto a Le Monde un deputato della République en marche, il partito del presidente. E, come spiega Libero “a novembre, approfittando del lungo ponte di Ognissanti, aveva annullato tutti gli impegni possibili per riprendere fiato. Alcuni dissero che era tutto nella normalità, che aveva bisogno di staccare un attimo per stare con la famiglia, con Brigitte e i nipotini, altri, invece, parlarono di un Macron sull’orlo di un esaurimento nervoso”.

Lo ha confermato poi anche Ludovic Marin, fotografo dell’Afp, che ha raccontato a Rtl il cambiamento del volto di Macron negli ultimi mesi: “La sua faccia è cambiata. Ha una gravità sempre più pronunciata. Alcune volte si vede sul suo volto, perché è molto preso dai dossier. Altre volte si notano dei segni di fatica inusuali, se non addirittura dei momenti di tensione che non si erano mai visti prima”.

Un Macron sull’orlo di una crisi di nervi, quindi. E non si può faticare a crederlo. La situazione della Francia è ormai ai limiti della crisi sistemica. E il capo dell’Eliseo, rinchiuso nella sua residenza, non sembra più in grado di riprendere la barra del timone. La catastrofe mediatica, oltre che politica, dei gilet gialli è stato un segnale eclatante. Anche il video con cui è presentato al popolo francese annunciando misure per placare l’ira del Paese profondo si è rivelato sostanzialmente un fiasco. Il suo volto denotava frustrazione, incredulità, quasi timore.

Ma oltre a queste sensazioni visive, è stata soprattutto la percezione di quello che aveva affermato a dimostrare che il popolo, anche il suo elettorato, lo ha ormai abbandonato. Nessuno crede che sia in grado di gestire il Paese. E i sondaggi sono un termometro perfetto: la sua popolarità è ormai ai mini storici, battendo ogni record negativo della storia repubblicana francese.

Questa perdita di consenso, unita all’odio riversato nelle piazze, sta spingendo Macron verso un lento e inesorabile isolamento. Vive recluso nell’Eliseo, trasformato in questi ultimi tempi in un vero e proprio bunker. Durante la fase più acuta della protesta dei gilet gialli c’è anche chi aveva ipotizzato un piano di fuga qualora i manifestanti avessero circondato il palazzo. Un clima surreale, da guerra civile, che il presidente francese sta subendo anche sotto il profilo psichico. E c’è chi giura che anche la consorte, Brigitte, sia ormai talmente preoccupata da curare personalmente la salute di suo marito. 

E a questa paura di uscire dall’Eliseo, è sopraggiunta anche la pura di un attentato contro la sua stressa persona. La coppia presidenziale teme di essere colpita e lo hanno dimostrato anche le recenti notizie su un piano di un gruppo radicale. Le minacce di morte diventano sempre più numerose e sembra che il leader dell’Eliseo sia rimasto particolarmente sconvolto dalle immagini delle ghigliottine apparse in tutto il paese durante le proteste dei gilet gialli. Per Macron la situazione sta diventando insostenibile.

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