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Mano a mano che trascorrono i giorni, in Francia risultano sempre più evidenti gli errori fatti dal governo guidato da Edouard Philippe nella gestione del contenimento della pandemia di Covid-19. L’aver atteso troppi giorni per mettere in campo il lockdown come negli altri Paesi colpiti e il non aver rinunciato alle elezioni amministrative creando assembramenti fuori luogo rischiano di aver accresciuto il numero dei contagiati nella Francia. Non solo: anche il non aver agito adeguatamente contro gli spostamenti dalle città alle campagne dettati dalla paura rischia di aver propagato l’epidemia all’intero Paese, impedendo una precisa circoscrizione dei focolai. Adesso però, in Parlamento, è giunto il momento della resa dei conti: con le opposizioni che hanno già affilato tutte le armi nei propri arsenali.

Il partito socialista chiede l'”economia di guerra”

Sono durissime le parole rivolte al movimento En Marche ed al presidente Emmanuel Macron da parte del leader del partito socialista francese, Olivier Faure. Se la Francia vuole uscire dalla crisi sarebbe secondo lui giunto infatti il momento di abbandonare ogni impostazione canonica della gestione statale e mettere in campo tutte le armi per salvaguardare sia la popolazione sia l’economia del Paese. E per fare ciò è necessario cambiare assetto, passando ad una “economia di guerra” che spinge l’immaginario francese nei tempi bui dello scorso secolo, ma è forse l’unico strumento volto ad agire per lo stesso bene comune.

Il Ps, inoltre, richiede una maggiore trasparenza nelle comunicazioni da parte dell’Eliseo, di modo che gli stessi cittadini possiedano gli idonei strumenti per tutelare sé stessi e la comunità. In assenza di precise predisposizioni ma limitandosi a dei sentieri da seguire, la confusione rischia di diventare così grande da inficiare sullo stesso lockdown, mettendo fuori l’uso lo strumento più potente attualmente in mano ai governi.

Macron e En Marche potrebbero essere inquisiti

Provengono da più parti le richieste di chiarimenti al governo della Francia ed al suo presidente circa i tentennamenti che hanno segnato le ultime settimane, con Les Républicains a guidare le volontà di ottenere indagini approfondite sul comportamento delle massime cariche statali. In questa battaglia, il partito di destra avrebbe tutto l’appoggio delle altre forze politiche, in uno scontro che per la prima volta li vedrebbe uniti anche con l’eterno nemico socialista.

Con ogni probabilità, le richieste delle opposizioni verranno accettate e con l’autunno – quando la piaga si spera sia passata – inizieranno gli approfondimenti a riguardo. In uno scenario che sembra togliere il sonno a Macron, il quale in questo momento appare attaccato su più fronti e su tutta la linea tenuta negli ultimi mesi; senza neppure un significativo appoggio dell’opinione pubblica.

In Francia i morti continuano ad aumentare

Essendo più indietro rispetto all’Italia, la Francia si trova ancora nella fase di crescita acuta dei contagi, con il conseguente rialzo anche delle vittime riconducibili a complicazioni dell’infezione di Covid-19. Alla giornata di domenica, i morti sono diventati 674 nel più grande salto giornaliero dall’inizio della pandemia: e con il sistema sanitario che ha già raggiunto il punto di saturazione, la sensazione è che nei prossimi giorni le cifre possano diventare ancora più importanti.





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