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La Francia di Emmanuel Macron intende riavvicinarsi alla Russia di Vladimir Putin dando inizio ad una “progressiva” fase di disgelo che a quanto pare passerebbe – a sorpresa – anche dal pianomilitare. La riapertura del dialogo con la potenza eurasiatica sottoposta alle pesanti sanzioni inferte dall’Unione europea – delle quali la Francia è stata in passato imperterrita sostenitrice – si è materializzata nell’incontro bilaterale che si è tenuto a Mosca nelle scorse settimane; ma quello che ci si aspettava fosse un incontro “2 + 2”, è diventato in realtà un vertice “3 + 3”, data la partecipazione di due figure di spicco delle rispettive forze armate.

Secondo le fonti del giornale parigino Le Monde, l’incontro “2 + 2”, che doveva svolgersi tra i ministri degli Esteri Jean-Yves Le DrianSergei Lavrov e tra i ministri della Difesa Florence Parly e Sergei Shoigu, è finito con il contare anche la presenza Dmitry Rogozin, ex ambasciatore russo presso la Nato – definito come “da sempre” all’ombra della diplomazia del Cremlino – e il segretario generale per la Difesa e la Sicurezza Nazionale, Claire Landais. Al centro delle relazioni bilaterali è stato dunque ritagliato uno spazio per i “generali”: avvenimento che mostrerebbe l’intenzione di una riapertura del dialogo che passi anche sul piano militare, bruscamente interrotto nel 2014 a causa dell’annessione della Crimea e dall’occupazione del Donbass da parte della Federazione russa.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha recentemente dimostrato come relazioni con Vladimir Putin si stiano avviando verso una graduale e auspicata “deconflizione”, e questa fase di disgelo deve evidentemente comprendere anche i rapporti in ambito militare. “Quando le relazioni bilaterali sono complicate, è conveniente iniziare con scambi tecnici, da militari a militari” riportano gli esperti di politica francese – nonostante molti scetticismi. Sarebbe questo infatti il motivo per il quale lo Stato maggiore delle Forze armate francesi si sta preparando a riaprire il dialogo con il Cremlino.

Anche prima dell’annessione della Crimea, la cooperazione militare tra le due potenze era piuttosto limitata: pochi esercitazione congiunte e rari incontri ufficiali tra omologhi di alto livello. La presenza di militare russe sul suolo francese si era limitata, nel recente, a 400 marinai russi che avevano stazionato per qualche tempo a Saint-Nazaire, quali equipaggio della nave da comando e controllo Vladivostok. Il massimo “rapporto” si è sempre incentrato sulla condivisione di preoccupazioni, talvolta informative, strettamente legate all’ambito dell’antiterrorismo – essendo la Francia il Paese più colpito dall’ondata di terrorismo islamista del post 11 settembre. I rapporti erano quindi ridotti ma buoni, tanto buoni da spingersi in passato verso un piano di collaborazione militare che puntava ad un obiettivo complesso quanto sensibile: lo sviluppo congiunto di tecnologie di iper velocità per la propulsione dei missili, tecnologia che i russi hanno proseguito a sviluppare, e che probabilmente avrebbe scatenato l’ira degli Stati Uniti. La guerra in Ucraina tuttavia – in seguito alla quale il Cremlino ha preso il controllo di parte della regione del Donbass – ha interrotto ogni tipo di rapporto in ambito militare, e le sanzioni imposte dall’Unione europa insieme agli Stati Uniti, che hanno visto la Francia sempre in prima linea, non hanno fatto altro che annichilire ogni tipo di rapporto almeno fino al 2017, quando una graduale distensione ha portato la Francia del neoeletto Macron a tendere la mano a Vladimir Putin, affermando che non bisognava “isolare la Russia“. 

Attualmente il dialogo a livello militare che dovrebbe accompagnare questo processo di disgelo tra le due potenze è intrattenuto dai due capi di Stato maggiore della Difesa: i generali Valéri Guérassimov, attuale viceministro della Difesa, e François Lecointre, generale a cinque stellette dell’Armée de Terre; ma non sono stati resi noti i dettagli dei “punti” messi all’ordine del giorno. Maggiore attenzione invece è rivolta al prossimo vertice del “Format Normandie” – incontro tra Francia, Germania, Ucraina, Russia – che secondo l’annuncio fatto dal presidente Macron durante il suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, dovrebbe tenersi nelle “prossime settimane”. Secondo le affermazione del presidente francese, che sembra voler giocare da protagonista in questa delicata questione diplomatica, “il presidente ucraino Zelensky ha già mosso i primi passi” e il presidente russo Putin ha risposto che “i progressi sono stati fatti nelle ultime settimane”. Che l’enfant prodige che siede all’Eliseo sia davvero a un passo da riportare in auge un G8, rendendosi uno statista ispirato da uno nuovo – seppur diverso – “spirito di Pratica di Mare“?