Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

Emmanuel Macron è stato accusato di aver ricevuto fondi dall’Arabia Saudita per la sua campagna elettorale. Lo scorso 24 febbraio è infatti stata pubblicata una notizia su quello che sembrava il quotidiano belga Le Soir. Nella stessa vengono citate le dichiarazioni di Philippe Close. Il membro del Partito socialista belga avrebbe confermato la relazione tra i sauditi e Macron. “Il regno dell’Arabia Saudita ha deciso di finanziare oltre il 30% della campagna di Macron  per l’elezione presidenziale 2017.  Macron e il dottor Al Ankary, ambasciatore saudita a Parigi, si sono incontrati più volte”, queste le dichiarazioni di Close.Una fake news contro MacronLa notizia è diventata virale, in particolare negli ambienti vicini al Front National. La stessa Marine Le Pen ha ritwittato la news. Sembrerebbe però si tratti di una fake news creata veramente ad arte. Come riportato da Le Monde lo scorso 2 marzo, l’URL della notizia appartiene infatti al dominio lesoir.info e non a lesoir.be, l’indirizzo ufficiale del portale d’informazione belga. La pagina web dell’articolo, ancora visibile, è dotata di tutti i link originali di rimando al sito ufficiale di lesoir.be. Si tratta dunque di un lavoro ad arte, che ha tratto in inganno la maggior parte delle persone senza difficoltà. Emmanuel Macron, il rottamatore di Francia, lanciato verso la sfida delle presidenziali, sarebbe dunque pulito.Il filo che lega i sauditi a MacronTuttavia la foga dei giornali mainstream, come Le Monde, che si sono subito prodigati in difesa dell’enfant prodige, ha lasciato da parte un fatto fondamentale. Per quanto tale “soffiata” sia priva di fondamento, giacché smentita sia da Le Soir che da Philippe Close, la notizia appare perlomeno verosimile. Esiste infatti un filo diretto che lega la monarchia saudita all’attuale Eliseo. E Macron ne è stato rappresentante per due anni circa, quando venne scelto dal presidente Hollande come ministro dell’Economia nell’agosto 2014. Un incarico che ha mantenuto fino alla scorsa estate, quando l’ex banchiere ha deciso di fondare il movimento En Marche! per puntare autonomamente all’Eliseo. L’anno d’insediamento di Macron al Ministero dell’Economia coincida con l’incremento delle relazioni economiche con la monarchia saudita.Nel 2014 l’Eliseo ha infatti raggiunto la cifra record di 3,63 miliardi di euro in armi vendute alla corte di Riyad. Mentre nel 2015 i contratti commerciali con l’Arabia Saudita sono arrivati al valore di 11,5 miliardi di dollari. Il legame tra la squadra dell’Eliseo, composta anche da Macron, e i sauditi è stato poi rinforzato nel marzo 2016. Il presidente Hollande consegnò infatti la Legion d’onore al principe ereditario e ministro dell’Interno dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Nayef. Un tempismo perfetto, considerato che due giorni dopo il premio ricevuto, il 6 marzo, veniva decapitata per volontà della monarchia di Riyad la settantunesima persona dall’inizio dell’anno.Arabia Saudita e Macron hanno la stessa strategia in SiriaChe la vicinanza tra l’Arabia Saudita e il candidato Macron sia più che verosimile è poi dimostrata dalla politica estera che il fondatore di En Marche! vuole adottare. Sulla linea di Hollande, Emmanuel Macron oltre a essere un convinto europeista e atlantista, è accanito sostenitore del regime change in Siria. “Non sono d’accordo con coloro che vogliono arrivare a patti con lui. Bashar al-Assad è un politico fallito”, questo il giudizio di Macron sull’ancora presidente siriano Assad, riportato da Le Monde. Parole che suonano come condanna a morte per Assad, nel caso in cui Emmanuel Macron dovesse vincere le presidenziali francesi. Un obiettivo che coincide con le ambizioni di Riyad sulla Siria del futuro. Se è vero che non ci sono prove di un reale finanziamento dell’Arabia Saudita per Macron, possiamo ragionevolmente sostenere che quest’ultimo sia il candidato preferibile per la monarchia di Riyad.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY