L’assist all’Italia potrebbe arrivare direttamente dalla Francia. Sembra incredibile, ma Emmanuel Macron rischia di rivelarsi il miglior alleato del governo Lega-Cinque Stelle all’interno dell’Unione europea. E il motivo di questo possibile assist di Parigi all’esecutivo giallo-verde sarebbero i gilet gialli, e il tentativo di dialogo che il presidente francese sta cercando di intavolare con i manifestanti attraverso il premier Edouard Philippe. 

La Commissione europea ha bocciato la manovra italiana per la questione dello sforamento dei parametri del deficit. La proposta di Roma è stata condannata da Bruxelles in quanto pericolosa per la stabilità dell’Eurozona e perché andava contro i vincoli presi in sede europea.

I commissari, con a capo Jean-Claude Juncker, hanno spesso chiesto all’Italia di rivedere la sua manovra economica, pretendendo una correzione in negativo che diminuisse il divario fra quanto desiderato dall’Europa e quanto proposto da Giuseppe Conte e dai suoi ministri. Una differenza di vedute che ha portato a uno scontro durissimo fra l’Ue e l’Italia e che solo adesso sembra essere rientrata per evitare che l’escalation diventasse sempre più difficile da frenare.

Le parole di Valdis Dombrovskis, vicepresidente responsabile per l’euro, sono emblematiche di un tentativo di ricomporre la lite. Alla Commissione basterebbe “un piccolo sforzo strutturale positivo, invece del deterioramento strutturale sostanziale come è ora”, ha detto incontrando Giovanni Tria a margine della riunione dell’Eurogruppo. E anche Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, sembra essersi convinto di quanto detto dal governo italiano, che ha messo “sul tavolo idee e proposte nuove, che segnano dei progressi. Questo va nelle buona direzione”. E gli hanno fatto eco i vari ministri delle finanze dei Paesi più duri nei confronti dell’Italia. 

L’Unine europea sta quindi cercando di ripristinare il dialogo con l’Italia provando a scendere a un compromesso. E probabilmente lo sta facendo anche perché uno dei leader di questa Europa, il presidente francese Macron, si trova in stato d’assedio. Non solo metaforico ma anche letterale, visto che la sua capitale, Parigi, è stata messa a ferro e fuoco dai manifestanti e dai teppisti.

È chiaro che Macron dovrà iniziare a cedere se non vuole che la manifestazione dell’8 dicembre, ultima chiamata alle armi dei gilet gialli, si trasformi nella sua condanna politica. E le richieste della protesta francese sono chiarissime: oltre allo stop all’aumento delle imposte sui carburanti, c’è soprattutto il desiderio di maggiore sostegno al sistema economico, sociale e produttivo del Paese.

L’austerità non è più accettata dalla Francia. E quelle centinaia di migliaia di persone che hanno paralizzato la Francia hanno dato un segnale chiarissimo al governo sul fatto che le riforme economiche varate dall’esecutivo non vanno nella direzione giusta. Macron vuole continuare nella “transizione ecologia” e puntare sul caro-carburanti? Allora dovrà per forza cedere in altri ambiti. E per farlo, dovrà forzatamente ritoccare la manovra economica aumentando il rapporto deficit/Pil, già al 2,8%.

Come si domanda Ignazio Mangrano per La Verità, “dinanzi a ciò, con che faccia la Commissione Ue potrà chiudere gli occhi sugli sforamenti di Parigi e restare implacabile contro il (non) sforamento di Roma?”. Da qui l’assist di Parigi al governo che più di tutti ha contrastato le politiche di Macron in Europa. E che più di tutti è stato bersaglio delle strategie francesi.

Uno scherzo del destino che in questo caso gioca a favore del governo giallo-verde. L’effetto “gilet gialli” è anche questo: che la Francia si scopre non solo debole ma anche il vero problema dell’Unione europea. E dal momento che il suo presidente è ancora considerato l’alfiere dell’Ue, la Commissione non potrà condannarlo ai tumulti parigini. In qualche modo Bruxelles entrerà in campo a sostegno del suo paladino. E se lo farà concedendo un ulteriore sforamento del deficit, non potrà venire a Roma a imporci correzioni.

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