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L’affaire Benalla torna a far tremare Emmanuel Macron. Dopo una settimana di annunci, ieri sono arrivate le pesanti rivelazioni di Mediapart, giornale online molto informato su quanto avvenuto fra il presidente e l’ex responsabile della sicurezza dell’Eliseo.

Quelle ottenute dalla testata francese sono le registrazioni di diverse conversazioni avvenute fra Alexandre Benalla e l’ex capo della sicurezza di En Marche!, Vincent Crase pochi giorni dopo di essere accusato di aver picchiato un uomo durante le manifestazioni del primo maggio. Accuse per le quali Benalla è sotto processo.

La prima conversazione risale al 26 luglio. A quei tempi, Benalla era già stato mandato via dall’Eliseo, ma i due non dovevano aver contatti tra loro né soprattutto incontrarsi perché erano entrambi indagati. L’ex capo della sicurezza, in questa conversazione avvenuta in un incontro a Parigi, si vanta senza alcuna remora dei suoi rapporti con Macron: “Il capo ieri sera mi ha inviato un messaggio. Mi ha detto: ‘Te li mangerai. Sei più forte di loro, è per questo che ti avevo al mio fianco. Sono insieme a Isma (Ismael Emelien, consigliere speciale del presidente, ndr)'”. Un sms già smentito dall’Eliseo dicendo che questo messaggio fra Benalla e Macron non ci sarebbe mai stato.

A quel punto, Crase chiede stupito: “Dunque il patron ci sostiene?”. E a quel punto Benalla conferma: “Di più, è come un matto, mi ha detto che me li mangio. È una cosa enorme, comunque”.  Mentre, come riporta Il Corriere della Sera, “in un altro punto della conversazione, Crase chiede a Benalla ‘chi ti sostiene?’. E lui risponde: ‘Il presidente, Madame (Brigitte Macron) e Ismaël (Emelien), che mi consiglia sui media e il resto'”. Ma anche in questo caso, l’Eliseo ha smentito che vi fossero tali conversazioni. 

Ma la bufera che può colpire Macron tramite Benalla non è finita. Innanzitutto, l’ex guardia del capo dell’Eliseo, in un’altra registrazione, addirittura sembra divertito da tutto questo scandalo: “È una bella esperienza . A 26 anni non sono tanti a vivere una cosa simile… a provocare due commissioni di inchiesta parlamentare, a bloccare il Parlamento”. Crase a quel punto risponde quasi stupito: “Ti fa ridere?”. E l’altro risponde: “Lui (Macron, ndr) si diverte parecchio. Non è turbato più di tanto. Dice ‘siamo circondati da una banda di cretini. Se domani c’ è una crisi seria cosa succede?'”.

Ma c’è un altro punto molto interessante, in cui Benalla parla del contratto firmato quando era ancora all’Eliseo, e dal valore di centinaia di migliaia di euro, per la sicurezza di Iskander Makhmudov, oligarca russo considerato molto vicino al presidente Vladimir Putin e accusato da molti di essere legato alla potente mafia russa. Un problema particolarmente importante, dal momento che, come riporta Il Foglio, “Benalla, davanti alla commissione d’inchiesta del Senato, aveva negato tutto”. Ma i rapporti erano molto più profondi, poiché “a fine dicembre, Mediapart aveva già rivelato che Crase, quando era ancora dipendente di Lrem, aveva ricevuto un bonifico di 294 mila euro nel quadro di questo affaire russo su cui la giustizia francese potrebbe presto rivolgere le sue attenzioni”.