Politica /

Se è vero che tutte le strade portano a Roma, anche quella della leadership dell’Unione europea sembra passare per le vie della capitale italiana. Perché in una perfetta (e possiamo dire non causale) coincidenza temporale, il presidente francese Emmanuel Macron sbarca a Roma non solo per firmare il Trattato del Quirinale, ma proprio quando la Germania forma un nuovo governo, la presidenza di turno francese dell’Ue è alle porte e in Italia si predispone il cambio della guardia al Quirinale. Un allineamento astrale su cui aleggiano le elezioni presidenziali del 2022, il momento in cui Macron si gioca non soltanto la sua carica di presidente, ma quella di guida politica dell’Unione europea mentre andrà sciolto il dubbio sul futuro del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Le suggestioni non mancano di certo in questo viaggio romano di Macron, che rispetto al momento scenografico del G20 capitolino, ha deciso di giocarsi qui le carte che contano per la leadership dell’Ue. Il Trattato del Quirinale è un passaggio centrale nella logica europea del capo dell’Eliseo, che vede nella ricomposizione della frattura con l’Italia una mossa fondamentale per la propria leadership dopo aver concluso due anni prima il trattato di Aquisgrana con Angela Merkel. La Germania non ha più la cancelliera, ma il patto resta. In Italia ora c’è Draghi, che con Macron ha dimostrato sintonia su diversi dossier, e il presidente vuole blindare le relazioni della Francia con Germania e Italia in modo da assicurarle anche di fronte a scossoni politici inevitabili in un periodo di forti transizioni strategiche e anche più semplicemente elettorali.

Assicurato il fronte italiano, con una partnership che metterebbe al sicuro gli investimenti francesi e ricomporrebbe antiche e mai sopite rivalità con Roma, Macron si può così concentrare su un semestre europeo che per lui significa molto. Al presidente francese serve Draghi, tanto quanto alla Francia serve l’Italia. C’è quindi un doppio binario, personale e nazionale, che rende inevitabile a Macron l’avvicinamento i “cugini” al di là delle Alpi. Il presidente del Consiglio italiano è troppo importante nei palazzi Ue (e non solo) per non essere coinvolto nella preparazione del semestre a guida francese. E senza Merkel a guidare la Germania, mentre i vertici di Bruxelles arrancano quanto a carisma e leadership, appare chiaro come il capo dell’Eliseo possa contare solo su Draghi come altra figura di spicco riconosciuta nell’Unione europea. Specialmente in un periodo in cui ne avrà la guida per sei mesi e proprio in vista delle elezioni.

Una necessità personale che corre in parallelo, come detto, a una necessità strategica: Parigi non può perdere Roma. Troppi gli interessi in gioco, dall’industria all’energia, dal controllo dell’immigrazione alla difesa europea fino al Sahel e al Nord Africa. L’Italia rappresenta un elemento imprescindibile per qualsiasi strategia francese: senza di essa cambia radicalmente non solo la politica dell’Eliseo in Europa, ma anche nel Mediterraneo. Ed è chiaro che Macron non possa fare a meno di guardare a quella penisola che si incunea nel Mediterraneo centrale come vero ponte tra la sua proiezione imperiale e la sua immagine europea.

A conferma di questa necessità della tappa italiana per rafforzare la propria figura in Europa, l’incontro tra il presidente francese e Papa Francesco. Un’udienza privata che il pontefice ha accordato nonostante l’avvicinamento delle elezioni, ma che serve a Macron per tre motivi: rinnovare l’invito al pontefice di recarsi in Francia, riaffermare il canale di dialogo con la Santa Sede per l’Africa, ma anche per parlare dello scandalo del “rapporto Sauvé”, che ha scoperto un numero impressionante di abusi sessuali perpetrati all’interno della Chiesa francese. Questioni che avranno un peso molto rilevante anche in vista delle elezioni: avere un alleato in Vaticano può essere molto utile per assicurarsi una parte di elettorato cattolico, ma parlare degli abusi può anche essere un segnale di laicismo apprezzato dalla sinistra.

diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY