La Cina vuole risolvere una volta per tutte il caso Sinochem-Pirelli, o almeno veder più chiaro in un tira e molla che sta andando avanti ormai da troppi anni. Senza peraltro vantaggi particolari, soprattutto lato pechinese.
È anche per questo, ma non solo per questo, che Xi Jinping ha inviato il più importante diplomatico cinese, Wang Yi, in Italia. Dal 7 al 12 ottobre, l’attuale ministro degli Esteri del Dragone sarà a Roma e pure in Svizzera nell’ambito di un viaggio istituzionale che servirà a risolvere diversi rebus.
Fonti cinesi affermano che Mr. Wang parteciperà alla 12a riunione congiunta del comitato governativo Cina-Italia e al quarto round del dialogo strategico tra i ministri degli esteri Cina-Svizzera.
L’emissario di Xi arriverà in Italia in un momento particolare, ovvero in seguito all’archiviazione di un procedimento amministrativo che coinvolgeva Sinochem International Corp, azienda sostenuta dallo Stato cinese e principale azionista del celebre produttore italiano di pneumatici Pirelli.
Proprio Pirelli ha fatto sapere che da Roma non sono state segnalate prove relative al fatto che China National Tire and Rubber (controllata di Sinochem), o i suoi rappresentanti, abbiano compromesso l’indipendenza gestionale del gruppo italiano.

Il viaggio di Wang in Italia (con vista Sinochem)
Ok, e quindi? La Cina vuole una risposta a questa domanda, e toccherà a Wang riportare in patria qualcosa di positivo. Pechino punta a mantenere aperto il dialogo con Roma, ancor più dopo l’uscita del governo Meloni dalla Nuova Via della Seta, e a consolidare l’accesso alle reti italiane ed europee, e magari ottenere pure condizioni favorevoli per collaborazioni industriali future.
Dall’altro lato, l’Italia ha teso un ramoscello d’ulivo a Sinochem aprendo ad una modifica delle prescrizioni del Golden Power per risolvere il rebus azionariato in Pirelli ed evitare eventuali blocchi sul mercato statunitense. “Il governo sta mantenendo un dialogo costante e costruttivo con la società e i suoi azionisti al fine di adeguare tempestivamente i propri strumenti alle nuove esigenze normative dei mercati di riferimento e di garantirne la piena competitività in tutti gli ambiti in cui opera”, ha fatto sapere il governo italiano.
Ricordiamo che due anni fa, il governo italiano aveva attivato il meccanismo del Golden Power per limitare l’influenza di Sinochem su Pirelli, con l’obiettivo di tutelare l’autonomia gestionale dell’azienda. Lo scorso novembre, le autorità avevano aperto un’indagine per verificare se la presenza di Sinochem nel consiglio di amministrazione potesse violare le norme italiane che garantiscono l’indipendenza operativa delle imprese strategiche.
Pochi giorni fa, Roma ha concluso che le azioni dei membri del consiglio nominati da Sinochem (che possiede il 37% di Pirelli) non hanno compromesso l’autonomia gestionale della società.

Il dossier Pirelli sul tavolo
Da dove nascono i problemi sul dossier Pirelli? L’azienda e il suo secondo maggiore investitore, Camfin, hanno lasciato intendere che la presenza di Sinochem nel gruppo minaccerebbe le ambizioni di espandersi negli Stati Uniti, il tutto mentre Washington sta inasprendo le restrizioni sulla tecnologia cinese nel settore automobilistico.
L’amministrazione Trump sta infatti vietando l’uso di software e hardware strategici provenienti da aziende controllate più o meno direttamente dalla Cina nei veicoli intelligenti in circolazione sulle strade degli Stati Uniti. Per il momento i cinesi sono salvi ma Wang vuole portare a casa ulteriori garanzie in merito.
Meloni ha visitato Pechino nel luglio dello scorso anno firmando un piano d’azione triennale per aumentare la cooperazione in settori che spaziano dal commercio allo sviluppo verde. In generale, il governo italiano ha iniziato ad adottare un atteggiamento più amichevole nei confronti della Cina.
In un’intervista rilasciata ai media statali cinesi, per esempio, il vice primo ministro italiano Matteo Salvini ha elogiato la cooperazione con Pechino nel settore automobilistico, affermando che le due parti “godono di ampie prospettive di cooperazione nel settore automobilistico, delle strade intelligenti e di altri settori dei trasporti”.

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