Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha recentemente firmato un ordine esecutivo che sollecita il dipartimento di Giustizia ad avviare un’indagine sulla principale piattaforma di donazioni del Partito Democratico, ActBlue. La mossa dell’inquilino della Casa Bianca non era del tutto imprevedibile, poiché nel recente passato il portale web è stato posto sotto la lente di ingrandimento di diversi procuratori per via dei sospetti di contributi illegali e provenienti da Paesi stranieri moltiplicatisi negli ultimi anni. La piattaforma nasce con l’obiettivo di incentivare le donazioni dal basso, ovvero da parte del cittadino medio americano per finanziare le cause liberali e progressiste, ragione per cui i Democratici interpretano l’iniziativa di Trump come un accanimento contro di loro: “ll memorandum di Donald Trump contro ActBlue è progettato per minare la partecipazione democratica, e non c’è da stupirsi”.
I primi sospetti e le azioni del Congresso
Nel 2023 l’attivista conservatore James O’Keefe aveva diffuso la notizia secondo cui alcuni cittadini di età avanzata del Maryland avrebbero elargito svariate migliaia di dollari ad ActBlue secondo i registri della Commissione federale elettorale e i diretti interessati hanno affermato di non avere mai donato somme di denaro cospicue tramite la piattaforma ma solo cifre modiche. Quanto sostenuto dai donatori dell’Old Line State ha scoperchiato il vaso di Pandora sui flussi di finanziamento ai Democratici tramite la loro principale infrastruttura digitale, fino ad attirare l’attenzione del Congresso.
Il deputato repubblicano Bryan Steil, in qualità di presidente della Commissione per l’amministrazione della Camera, ha avviato un audit sui finanziamenti da oltre 200 milioni di dollari avvenuti nell’arco degli ultimi 14 anni per scovare eventuali irregolarità. Dopo una prima disamina, la Commissione per l’amministrazione ha constatato che le donazioni su Actblue non richiedevano il codice di verifica (CVV) della carta di credito, inducendo il suo Presidente a ritenere che le transazioni di denaro avvenissero con altri mezzi che renderebbero di più difficile identificazione l’origine del denaro.
Il 5 agosto 2024 Steil ha inviato una lettera alla Commissione elettorale federale in cui si chiedeva di implementare una regolamentazione che costringesse le campagne politiche ad accettare pagamenti online solo con carte di credito di cui va verificato il codice di sicurezza e vieti alle stesse l’accettazione di contributi con carte prepagate e regalo. Sempe Steil ha poi inviato delle lettere a procuratori generali di cinque Stati – Arkansas, Florida, Missouri, Texas e Virginia – in cui li invitava a investigare sui fondi ad ActBlue per il seguente motivo: “Questa indagine si è concentrata sul potenziale sfruttamento illecito di ‘donatori fittizi’ ignari, le cui identità potrebbero essere state utilizzate per convogliare fondi illeciti in campagne nel vostro stato”. Scendendo più nel dettaglio, la commissione del Congresso ha riscontrato donazioni sproporzionate rispetto al patrimonio netto del donatore, contributi da cittadini affiliati a un partito che finanziano i candidati della formazione avversaria e transazioni frequentissime da elettori molto anziani e giovani.
Arrivando all’oggi sono circa una ventina i procuratori repubblicani che stanno indagando sui fiumi di soldi che passano da ActBlue dal momento che alcuni di loro sospettano che parte dei soldi provenga dall’estero per influenzare l’esito delle competizioni elettorali mettendo in atto il meccanismo dello “smurfing” mediante cui le somme più ingenti vengono scomposte in più piccole e attribuite a donatori comuni.
Le reazioni e le contromisure
Alla notizia dell’ordine esecutivo di Trump, da ActBlue hanno fatto sapere che procederanno per vie legali per tutelarsi diramando una nota in cui si legge: “L’escalation odierna della Casa Bianca è palesemente illegale e deve essere vista per quello che è: l’ultimo fronte di Donald Trump nella sua campagna per sradicare ogni opposizione politica, elettorale e ideologica”. Un plauso è invece arrivato da Elon Musk che non molto tempo prima aveva accusato la dirigenza di Actblue di finanziare i gruppi che stanno vandalizzando gli store di Tesla.
Fino a quando l’indagine su Actblue è rimasta di appannaggio del solo Congresso, il già citato Bryan Steil ha detto che il personale della piattaforma si è dimostrato collaborativo fornendo tutta la documentazione che prova l’impegno per una maggiore regolamentazione delle transazioni finalizzata a bloccare in automatico le donazioni effettuate tramite carte regalo nazionali, carte prepagate o regalo estere, nonché quelle provenienti da Paesi soggetti a sanzioni.
Steil ha affermato che resta ancora tanto da fare per scongiurare irregolarità e illeciti, ma un interrogativo aleggia su come la faccenda potrà evolvere da ora in avanti con l’amministrazione Trump che ha deciso di diventare un giocatore in questa regolazione dei conti.
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