Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Questo articolo è reso liberamente disponibile ai lettori dall’ultimo numero di “InsideUsa”, la newsletter che racconta gli Stati Uniti d’America in modo unico e approfondito, offrendo prospettive e analisi che altri non forniscono. Con un approccio fresco e dettagliato, InsideUsa si propone di far luce sulle storie più significative e intriganti del panorama americano, regalando ai lettori una visione autentica e fuori dagli schemi.

Una scoperta inaspettata riaccende i riflettori sull’assassinio di John F. Kennedy. Come riportato da Axios, l’Fbi ha recentemente scoperto 2.400 documenti, per un totale di 14.000 pagine inedite, legate alla morte del presidente americano, avvenuta il 22 novembre 1963 a Dallas. Questi file, mai consegnati al comitato incaricato di revisionare e declassificare i documenti, potrebbero aprire nuovi scenari su uno dei casi più controversi della storia degli Stati Uniti, rispetto alla quale gli americani chiedono delle risposte, dopo tanti anni di omissioni e misteri.

La scoperta arriva meno di un mese dopo l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump, che ha imposto la declassificazione di tutti i documenti relativi agli omicidi di JFK, di suo fratello Robert Kennedy e dell’attivista per i diritti civili Martin Luther King Jr. Le agenzie federali hanno tempo fino al 9 marzo per presentare un piano di divulgazione delle informazioni.

La scoperta dell’Fbi

Secondo quanto riferito, l’esistenza di questi 2.400 documenti è stata comunicata alla Casa Bianca venerdì scorso, durante la revisione avviata dall’FBI in seguito all’ordine di Trump. Tuttavia, non è ancora chiaro quali dettagli contengano i file. Gli esperti interpellati da Axios ritengono improbabile che i documenti possano confermare definitivamente l’esistenza di una cospirazione dietro l’assassinio di Kennedy o, al contrario, confermare che Lee Harvey Oswald abbia agito da solo.

L’ordine esecutivo di Trump

Il 23 gennaio scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump ha firmato un ordine esecutivo per declassificare i file relativi agli omicidi dell’ex presidente John F. Kennedy e dell’icona dei diritti civili Martin Luther King Jr. Trump aveva promesso di rendere pubblici questi documenti classificati durante la sua campagna elettorale presidenziale, ribadendo il suo impegno per la trasparenza al fine di fare luce sui momenti più oscuri della storia americana. “Tutto sarà rivelato,” ha dichiarato Trump ai giornalisti, firmando l’ordine nello Studio Ovale della Casa Bianca.

Il caso JFK

Il presidente Kennedy fu assassinato il 22 novembre 1963 a Dallas, Texas, e più di sessant’anni dopo, molte domande rimangono senza risposta. Durante la sua prima amministrazione, Trump aveva promesso di rilasciare tutto il materiale disponibile, ma una parte significativa dei documenti è rimasta classificata. All’epoca, Trump aveva bloccato il rilascio di centinaia di documenti dopo aver accolto le richieste della CIA e dell’FBI, che sostenevano che la divulgazione avrebbe potuto arrecare gravi danni alla sicurezza nazionale, alle forze dell’ordine e alle relazioni internazionali.

Nel 1963, il presidente Lyndon B. Johnson istituì la Warren Commission, presieduta dal giudice Earl Warren, per investigare sull’assassinio di John F. Kennedy e sull’uccisione dell’assassino presunto. La commissione doveva valutare tutti i fatti e presentare un rapporto conclusivo. Nel 1976, il Congresso degli Stati Uniti creò il House Select Committee on Assassinations per riaprire l’indagine, poiché si riteneva che le precedenti inchieste non avessero ottenuto piena collaborazione da parte delle agenzie federali.

Il regista Oliver Stone ha elogiato il presidente Donald Trump per aver ordinato la declassificazione degli ultimi documenti segreti sull’assassinio di John F. Kennedy, così come quelli relativi alle morti di Robert Kennedy e Martin Luther King Jr. Secondo Stone, i file non conterranno una “pistola fumante”, ma potranno offrire nuovi elementi per comprendere meglio gli eventi. Il regista ha anche sostenuto l’idea di un organismo di supervisione per garantire il rilascio completo e non censurato dei documenti.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto