In Corea del Nord il tempo sembra essersi fermato al 30 gennaio 2020. Quel giorno il governo nordcoreano decise di chiudere definitivamente il Paese, isolandolo ancora di più dal resto del mondo. Il coronavirus aveva inghiottito la Cina in un tunnel senza uscita, e anche in Occidente si iniziavano a intravedere i primi, pericolosissimi segnali di sventura.

Data una situazione economica complicata, il peso delle pressanti sanzioni statunitensi e la carenza di alleati regionali – eccezion fatta per Pechino – Pyongyang decise così di chiudersi a riccio. L’imperativo era uno: il Covid non doveva entrare. Oggi le autorità si vantano dell’efficienza del loro modello di prevenzione e sostengono che nel Paese non vi sia un solo caso di infezione da nuovo coronavirus.

Al di là dell’aspetto sanitario, avvolto nel mistero, in questi mesi la situazione politica nordcoreana ha regalato diverse sorprese. Due sono i punti focali che vale la pena menzionare. Intanto, in politica estera, sembrano essere svaniti nel nulla gli idilli di pace con Stati Uniti e Corea del Sud. Inoltre, cosa ancor più importante, il presidente Kim Jong Un ha smesso di apparire in pubblico e sui media come aveva fin qui sempre fatto. Da aprile a oggi, le comparse di Kim sono state scandite da periodi di vuoto durati circa 21 giorni. Cioè tre settimane, proprio la durata dell’isolamento medio da trascorrere dopo essere entrati in contatto con qualcuno potenzialmente affetto da Covid.

Kim e la (nuova) politica estera di Pyongyang

I due punti citati sono in realtà due facce della stessa medaglia. Con Kim fuori dai radar qualcuno avrebbe potuto prendere il posto del Grande Maresciallo, e quindi cambiare la politica estera della Corea del Nord. Dal momento che non sappiamo che cosa è veramente successo a Kim, sono emerse le ipotesi più disparate.

Il presidentissimo era dato per morto, poi era gravemente malato, quindi era stato esautorato da una specie di golpe. Le voci si sono azzittite soltanto il primo maggio, quando Kim Jong Un è riapparso in pubblico, inaugurando una fabbrica di fertilizzanti. Eppure alcuni analisti sono rimasti scettici: il “nuovo” Kim – sostenevano (e sostengono tutt’ora) – appariva diverso, tanto nei modi quanto nell’aspetto.

Doveva essere per forza successo qualcosa di oscuro. Che cosa? A mescolare le carte in tavola è arrivata la demolizione dell’ufficio di collegamento intercoreano di Kaesong. Un chiaro messaggio di ostilità inviato a Seul e, indirettamente, a Washington.

L’ultima ipotesi

Nelle ultime ore è rimbalzata in rete un’ipotesi ancor più sorprendente della ricostruzione appena fornita. Quello apparso il primo maggio, e nei successivi eventi, non sarebbe il vero Kim Jong Un. C’è chi sostiene che le immagini e i video del leader ricomparso non sarebbero altro che animazioni ritoccate con il computer in base a vecchie clip del passato e chi parla di un sosia (in passato Kim è stato visto in compagnia di alcune persone quasi identiche a lui).

In ogni caso, la voce di Kim non è stata rilasciata al pubblico dall’11 aprile 2020: un aspetto curioso e da tenere in considerazione. Per quale motivo? Ma, al di là di questo e continuando a seguire questa ipotesi, che fine avrebbe fatto Kim? Sarebbe morto ad aprile e la Corea del Nord sarebbe controllata non tanto dalla sorella Kim Yo Jong ma da un membro dell’esercito, Park Jong Chon. Difficile esprimersi a riguardo.

Alcuni tasselli del puzzle sembrano plausibili, come, ad esempio, la poca somiglianza tra il Kim apparso a maggio e quello dei mesi precedenti, il maggior potere di Miss Kim e la voce del leader non ancora trasmessa. Ma perché Pyongyang sarebbe controllata da un membro dell’esercito? Le voci parlano della volontà dello stesso esercito di non aprirsi all’Occidente ma di restare vicino solo e unicamente alla Cina.

Un’affermazione, quella apparsa in rete, alquanto azzardata, visto e considerando che i recenti rapporti tra il governo cinese e quello nordcoreano sono solidi, ma non più come lo erano una volta. Un fatto è comunque assodato: le settimane passano e, nonostante la ricomparsa di Kim, i misteri restano.

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