Luiz Inacio Lula da Silva, meglio conosciuto come Lula, potrebbe essere vicino alla libertà, seppur provvisoria. L’ex presidente progressista, al potere dal 2003 al 2010 e condannato per tangenti, potrebbe infatti beneficiare di una sentenza della Corte Suprema Brasiliana, L’organo giudiziario ha deciso, con il voto di 6 giudici favorevoli e 5 contrari, di porre fine all’incarcerazione obbligatoria per quei criminali condannati in primo grado ma la cui sentenza non è ancora diventata definitiva e che dunque possono esperire altri appelli. Secondo il Consiglio Nazionale di Giustizia circa 4.895 persone potrebbero beneficiare della sentenza, che ha rovesciato l’orientamento opposto manifestato dalla stessa Corte Suprema appena tre anni fa. La cosiddetta operazione Carwash, la maxi inchiesta giudiziaria che aveva portato all’arresto di dozzine di politici ed imprenditori per accuse di tangenti ed in cui era stato coinvolto anche Lula, era stata facilitata proprio dal carcere obbligatorio per sentenze ancora non definitive.

Una storia controversa

Lula è stato il primo Capo di Stato proveniente dalla classe operaia a governare il Brasile. Particolarmente popolare per le politiche sociali introdotte, che hanno aiutato milioni di persone ad uscire dalla povertà, è stato anche criticato, secondo quanto riferito da alcuni, per aver favorito il proliferare della corruzione. Qualora venga rilasciato dal carcere Lula non potrà candidarsi per almeno otto anni dall’ultima condanna, avvenuta nel giugno del 2017, ma potrà comunque partecipare alla vita politica del Paese. Questo sviluppo potrebbe consentire, all’uomo politico ed al suo Partito dei Lavoratori, di iniziare a lavorare alla costruzione di un nuovo progetto politico in funzione anti Jair Bolsonaro, il Presidente di destra radicale eletto alle consultazioni del 2018. Lula si è sempre proclamato innocente in merito alle accuse che gli sono state mosse ed ha accusato il giudice Sergio Moro, che lo ha condannato e che ora è il ministro della Giustizia nell’esecutivo Bolsonaro, di averlo perseguitato politicamente. La Corte Suprema tornerà ad esprimersi sulle sue vicende giudiziarie a fine mese quando dovrebbe sentenziare in merito all’imparzialità di Sergio Moro nell’averlo condannato.

Le prospettive

L’infuocato clima politico brasiliano rischia di riscaldarsi ulteriormente nel caso Lula venga rilasciato dal carcere. L’ex presidente potrebbe divenire la nuova figura di riferimento per tutti quegli oppositori di Jair Bolsonaro in cerca di una soluzione politica alternativa. La polarizzazione dello scenario diverrebbe, in questo caso, piuttosto evidente: la destra radicale e la sinistra progressista giungerebbero allo scontro diretto per la supremazia politica nel Paese. Il timore è che ciò possa portare ad un confitto acceso e forse a tratti violento tra le fazioni e che la stabilità del Brasile, una delle nazioni più importanti dell’America Latina, possa venirne compromessa. Le elezioni generali, in realtà, non sono previste sino al 2022 e non è comunque detto che ulteriori ed improvvisi sviluppi non possano modificare il quadro generale.

Jair Bolsonaro ha, dunque, ancora molto tempo per pianificare nuove strategie politiche mentre l’opposizione potrà cercare, in questi anni, di trovare un candidato credibile e popolare in vista delle consultazioni che verranno. Il possibile ritorno sulla scena di Lula, in ogni caso,  è destinato ad avere un’influenza profonda sulle dinamiche interne di Brasilia e potrebbe avere conseguenze al momento inaspettate.