70 miliardi di euro aggiuntivi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato chiaro: al Consiglio europeo ha chiesto altri fondi per sostenere lo sforzo bellico, altrimenti il Vecchio Continente rischia di essere inondato da 20 milioni di profughi ucraini. Una richiesta che ha spiazzato le cancellerie europee, tanto è vero che, secondo quanto rivelato in esclusiva da Politico, Bruxelles è andata subito a bussare alla porta di Regno Unito e Canada affinché aumentino il loro sostegno finanziario all’Ucraina, nel tentativo di colmare quel «buco» da 70 miliardi di euro che Kiev dovrà affrontare a breve. Le occasioni non mancano: il vertice Ue-Canada del 29 e 30 ottobre e quello Ue-Regno Unito del 20 novembre offriranno a Bruxelles la possibilità di sollevare la questione. Segnale che, da sola, e a fronte di un crescente disimpegno Usa, con buona pace di tante roboanti dichiarazioni dei leader europei, l’Ue non può sostenere Kiev.
Il peso della guerra in Ucraina sulle spalle dell’Europa
I numeri raccontano la dimensione dello sforzo europeo nel sostenere l’Ucraina nella guerra contro Mosca. Ursula von der Leyen ha ricordato, nei giorni scorsi, che l’Ue e i suoi Stati membri forniscono l’80 per cento degli aiuti esterni a Kiev, aggiungendo che «abbiamo urgente bisogno che altri partner si facciano avanti». Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha ribadito davanti all’Europarlamento che i partner internazionali devono «intensificare» il loro sostegno finanziario. Secondo Politico, l’Unione e i suoi membri hanno versato oltre 231 miliardi di euro dall’inizio dell’invasione russa, tra aiuti militari, sostegno al bilancio, garanzie, accoglienza dei profughi e proventi degli asset russi congelati.
L’Ue ha già approvato un prestito da 90 miliardi per il 2026 e il 2027, pensato per coprire circa due terzi del fabbisogno ucraino. Bruxelles contava che altri partner, tra cui Canada, Giappone, Corea del Sud, Australia e Norvegia, mettessero sul piatto ulteriori 45 miliardi. Ma gran parte di quel denaro, scrive Politico, non è mai stato stanziato o tarda ad arrivare: molti governi non hanno ancora formalizzato o erogato gli impegni su cui l’Europa faceva affidamento. E Bruxelles rimane con il cerino in mano.
Un conto salato
A far lievitare i costi per il 2027 della guerra contribuiscono essenzialmente tre fattori: l’intensificarsi dell’offensiva russa prima dell’inverno, i costi aggiuntivi legati alla crisi globale provocata dalla guerra nel Golfo scatenata da Stati Uniti e Israele, e il crescente – e già menzionato – disimpegno statunitense, che sembra aver di fatto scaricato Zelensky. Il risultato, osserva Politico, è che all’Europa e agli altri alleati tocca farsi carico di una parte sempre maggiore del costo necessario a tenere in piedi Kiev.
I funzionari europei citati da Politico sottolineano che è una critica rivolta ai due partner extra-Ue, che restano tra i più convinti sostenitori di Kiev: il punto, insistono, è che i bisogni sono cresciuti. E i costi anche. Londra rivendica un impegno complessivo di 25 miliardi di sterline. Ottawa, dal canto suo, ha ribadito di essere «un sostenitore incrollabile» dell’Ucraina, con quasi 26 miliardi di dollari canadesi tra aiuti militari, finanziari, di sviluppo e umanitari. Il quadro che emerge è quello di un’Unione europea che, dopo aver puntato tutto – almeno a parole – sul sostegno a Kiev, deve fare i conti con i propri limiti.
Fonti:
Zoya Sheftalovich e Gerardo Fortuna, “EU to Press Canada and UK for More Ukraine Funding,” POLITICO, 21 ottobre 2026, consultato il 22 ottobre 2026, https://www.politico.eu/article/eu-to-press-canada-and-uk-for-more-ukraine-funding/.
Olha Romanska e Anastasia Prots, “Zelenskyy Calls on EU to Provide Ukraine with at Least €70bn in Additional Defence Funding in 2027,” Ukrainska Pravda, 16 ottobre 2026, https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/10/16/8058383/.