Promesse mantenute per metà, non portate a termine per un terzo, e per un altro terzo, rimaste lettera morta. È questo il bilancio di otto anni di amministrazione Obama, stilato da Politifact, sito vincitore del premio Pulitzer. Non solo luci, insomma, ma anche tante ombre, sugli otto anni di Obama alla guida della nazione più potente del mondo. È stato il presidente del disgelo con Cuba, dell’accordo sul nucleare iraniano e di quello di Parigi sul clima. Premio Nobel per la pace, è stato il presidente che contribuì a  destabilizzare la Libia, partecipando ad un intervento armato da lui stesso giudicato in seguito come un “errore”, ma anche il presidente che fece un passo indietro sui bombardamenti americani, nel 2013, quando Assad superò “la linea rossa” delle armi chimiche in Siria.Luci ed ombre in politica estera, che si riflettono anche in politica interna, con solo il 48,2% delle 500 promesse fatte nelle campagne elettorali del 2008 e del 2012, che, secondo Politifact, sono state mantenute. Tra i maggiori impegni presi da Obama in politica interna con i suoi elettori, c’erano la chiusura del sito di Guantanamo, maggiori garanzie sulle intercettazioni, la sicurezza delle frontiere, la depenalizzazione di alcuni reati e l’introduzione del servizio sanitario universale. Promesse, in parte mantenute, in parte rimaste lettera morta.Una delle promesse rimaste a metà, è quella su Guantanamo. Il centro di detenzione, infatti, non è stato chiuso. Il Congresso nel 2009 bocciò il decreto presidenziale in cui si stabiliva la chiusura del penitenziario entro un anno, e pose il veto sul trasferimento di detenuti. I prigionieri, però, sono diminuiti del 76%, ed è stato abolito “senza eccezione” l’uso della tortura. È improbabile che il centro venga chiuso definitivamente sotto l’amministrazione Trump. Il nuovo presidente degli Stati Uniti, infatti, ha spesso criticato l’approccio di Obama al problema è si è, al contrario, più volte pronunciato in favore del mantenimento del centro.Anche la promessa di limitare le intercettazioni senza mandato è stata mantenuta solo a metà. Il Foreign Intelligence Surveillance Act, voluto da George W. Bush per il contrasto al terrorismo è stato “depotenziato”, ma, secondo Politifact, i dati personali di milioni di cittadini sono ancora a disposizione del governo americano.Sul controllo delle frontiere, questione sulla quale Obama si era impegnato all’inizio del suo secondo mandato, secondo Politifact ” sono stati fatti progressi significativi sulla immigrazione clandestina, compreso un aumento del personale e delle risorse destinate ai controlli”. “Una considerevole parte dei confini”, tuttavia, secondo il sito, “non è sotto controllo operativo”. Quella di blindare le frontiere, come è noto,  è invece una delle principali promesse del nuovo presidente Trump.Spunta verde sulla depenalizzazione dei reati minori, promessa, questa, realizzata in pieno da Obama. Con il National Defense Authorization Act, che è diventato legge lo scorso ottobre, la pena per molti reati minori o legati alla droga, è stata diminuita.Anche il servizio sanitario universale è rimasto, secondo Politifact, “una chimera”. “Firmerò un disegno di legge di assistenza sanitaria universale entro la fine del mio primo mandato da presidente”, aveva detto il presidente Obama. Ma poi, l’obiettivo di fornire copertura sanitaria a 32 milioni di cittadini americani, è stato ridimensionato a 27 milioni, e per il Congressional Budget Office, nel 2025, 31 milioni di persone resteranno senza coperture.Resta disattesa anche la promessa, fatta nel 2012, di rafforzare il sistema manifatturiero, con la creazione di un milione di posti di lavoro entro il 2016, l’ampliamento dell’accesso al credito e l’aumento delle esportazioni. A bocciare anche stavolta Obama, sono i dati dell’ufficio di statistica. I posti di lavoro sono aumentati, infatti, solo di 297 mila unità, negli ultimi quattro anni.Si annoverano tra le promesse non mantenute, il 24,2% di quelle fatte dal presidente, la realizzazione del fondo di 60 miliardi di dollari per le infrastrutture, la riduzione del 35% del consumo di petrolio. Tra le promesse mantenute solo in parte, il 27,6%, c’è anche quella di aumentare le tasse ai più ricchi, con le imposte sui capital gains. Tra quelle mantenute, il 48,2% quella sul rafforzamento delle norme antitrust e quella della creazione di 5 milioni di posti di lavoro nel settore della green economy e dell’estensione del credito di imposta per le energie rinnovabili. Un’eredità, quella lasciata da Obama, quindi, decisamente in chiaroscuro.

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