“Blue wave” sta per “onda blu” ed era l’espressione più attesa, sui titoli dei quotidiani di mezzo mondo, il giorno successivo alle elezioni di medio – termine. Doveva andare così, come in un disegno messianico. Il 7 novembre, invece, abbiamo raccontato della tenuta di Donald Trump e di come gli asinelli non abbiano del tutto rispettato le aspettative degli analisti. Della confusione sulla leadership parleremo più avanti.
La vittoria alla Camera dei rappresentanti è stata netta, ma meno plateale di come previsto da quel “riequilibrio dei poteri” che le mid – term portano in dote. A dirlo è la consuetudine. Per il Tycoon sarebbe dovuta essere una Waterloo, ma è stata solo una Tolosa. Non possiamo dare per scontato che questo passo indietro faccia da preludio, come nell’esempio napoleonico, alla disfatta finale del leader populista.
La partita è terminata 227 a 198, anche se ancora 10 seggi rimangono da assegnare. L’elezione dei deputati, essendo l’unica centrata su base nazionale, è quella che ci interessa di più in funzione delle presidenziali del 2020. Qualche dato, tra riconteggi e ritardi, non può ancora essere considerato definitivo. Le notizie peggiori per i democratici sono arrivate da quei collegi che hanno switchato, gergo tecnico che sta ad indicare un cambiamento di colore sulla mappa. Una ricostruzione dettagliata la potete leggere pure sul New York Times, che ha messo in evidenza come, specie sulle coste, si sia assistito a qualche spostamento di voti in favore delGop.
Attenzione: la maggior parte degli elettori di quelle zone ha sempre votato a sinistra. Vedere una parte consistente di California colorata di rosso repubblicano non è ancora possibile, ma tutte quelle striature possono far sorridere l’inquilino della Casa Bianca. Molti distretti, tuttavia, sono rimasti blu. Com’è, allora, che hanno vinto i dem? 317 distrettisono quelli in cui il voto si è sposato decisamente verso gli asinelli. Non sono pochi, ma non è affatto detto che tutti, in passato, fossero favorevoli al Gop. Qualche statistica utileper capire di cosa stiamo parlando : le medio – termine, come ricordato da Lettera43, si sono tenute 39 volte. In tutte queste circostanze, tranne che in tre casi, il partito del presidente in carica ne è uscito ridimensionato, per non dire a pezzi.
Di norma vengono meno una trentina di rappresentanti e una decina di senatori. Barack Obama, durante il primo mandato, quindi nel corso della luna di miele con gli americani, fu costretto a scalare sessantatré deputati sul suo pallottoliere. Una personalità come quella di Donald Trump, che in maniera diversa da Obama dovrà giocarsi la riconferma attraverso una sfida che si prevede tachicardica, non poteva non vantarsi di aver vinto. Ma le brutte notizie per i democratici non sono terminate.
Di quei distretti, vale la pena sottolinearne di blu scuro una trentina. Nei rimanenti è possibile che la pratica venga riaperta in contemporanea con le presidenziali. La media ponderata racconta di un 21% dell’elettorato che, dopo aver riposto fiducia nel Gop, ha deciso di barrare la parte sinistra dello scanner elettorale. La media nazionale, però, ha fatto registrare un distacco tra le due formazioni pari al 10%: non sufficiente a stappare bottiglie di spumante. Com’è andata, questa volta, in termini di “furto” di collegi? I dem hanno “rubato” 32 seggi, di conseguenza sappiamo che i repubblicani ne hanno persi altrettanti. 3 distretti (o seggi, sono equivalenti) precedentemente ascrivibili ai democratici sono passati al Grand Old Party.
L’onda blu, valutati i precedenti storici, non si è declinata in un’esplosione di consensi, ma si è innestata all’interno di un processo fisiologico, che è quello ritratto delle medio – termine. Un’onda, poi, va cavalcata, altrimenti rischia di infrangersi sul primo scoglio senza donare troppa soddisfazione al surfista. Serve, insomma, un leader in grado di operare una sintesi e su questo punto gli asinelli sembrano navigare a vista. Joe Biden, Hillary Clinton, Kamala Harris, Andrew Cuomo, Beto O’Rourke, Bernie Sanders, Bill de Blasio, Elizabeth Warren e altri: si dice che Obama li stia valutando tutti, profilo per profilo, nel suo studio di Chicago. Così come ha fatto per Camera e Senato. A decidere sul serio, però, saranno gli elettori che si recheranno a votare per le primarie a partire dal gennaio del 2020.
Donald Trump, dal canto suo, si è messo a raccogliere fondi per la sua rielezione. Si vocifera che abbia ricavato quasi 110milioni di dollari solo durante la campaign per le mid – term. Novembre gli ha regalato un convincimento nuovo: buona parte dei cittadini degli Stati Uniti non lo ritengono, o non li ritengono più, un incidente della storia.