Alla fine, come ampiamente preventivato, ma soprattutto prima del 15 marzo, termine complottista passato il quale i “pandemic bond” non avrebbero causato perdite milionarie alle banche, l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato la pandemia per il dilagare dell’infezione da coronavirus Covid-19.

Dal punto di vista strettamente medico, per un Paese come l’Italia, non cambierà molto. Abbiamo già avuto modo di dire, in un precedente approfondimento, che le misure prese da noi per contenere la diffusione nazionale ed internazionale del contagio e per minimizzarne l’impatto, condividendo immediatamente tutti i dati epidemiologici (nuovi casi, morti, guariti) con l’Oms e gli enti di altre nazioni o sovranazionali come l’Ecdc, l’European Centre for Disease Prevention and Control, sono già quelle di una fase pandemica in buona sostanza.

Semmai, se l’Oms dovesse ritenerlo opportuno, si potrebbe andare verso un irrigidimento dei divieti di libera circolazione (sospendendo il trasporto via terra ad esempio) o la chiusura di attività non essenziali, ma queste, ad onor del vero, sono tutte ipotesi che le regioni del Nord più colpite dall’epidemia stanno considerando di prendere, anche in forza del decreto legge numero 13 che concede ampio margine di azione agli enti locali da parte dello Stato limitatamente a questo ambito.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, che funziona come una sorta di Onu, dovrebbe quindi inviare i propri “Caschi Blu”, ovvero esperti epidemiologici, nei Paesi in cui il virus si sta diffondendo per trovare le soluzioni migliori, caso per caso, affinché possa essere contenuto. Qui cominciano i guai, ma non per noi.

Lo stesso Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e facente parte dell’ufficio esecutivo dell’Oms, in una recente intervista a Le Scienze ha sollevato preoccupazione per la situazione di Francia e Germania. Secondo l’esperto si prevede che “l’infezione si espanderà anche negli altri Paesi, come Germania e Francia, che seguiranno l’iter italiano” aggiungendo che anche il Regno Unito potrebbe incappare in una “situazione intermedia fra questi due scenari” mentre per gli Stati Uniti “sarà una catastrofe, perché lì il virus sta avanzando incontrastato. Di fatto lì non lo testano neanche, trattandosi di un sistema che non ha grandi risorse di sanità pubblica” e sembra che sia stata proprio questa dinamica, unita all’espandersi dei contagi in quasi tutto il Centro e Sudamerica a far dichiarare la pandemia.

Qualcosa però, nel conteggio dei casi di Francia, Spagna e Germania, non torna: secondo uno studio statistico apparso su Medium i casi dovrebbero essere molti di più. La Francia, che dichiarava al momento in cui scriviamo circa 2200 infetti, teoricamente dovrebbe averne tra i 24mila e i 140mila ovvero uno o due ordini di grandezza superiori rispetto alle osservazioni. Lo stesso ragionamento è valido anche per la Spagna, che ha un numero di casi simile (2200), e la Germania (1900). Lo studio ci ricorda anche che, con lo stesso numero di casi di Stati Uniti, Francia, Germania e Spagna, la regione di Wuhan era già in lockdown cioè in quarantena totale.

Proprio per questo, l’arrivo degli esperti dell’Oms, o comunque la gestione diretta di quella che finalmente ora è diventata una pandemia, potrebbe generare non pochi guai dalle parti di Berlino, Madrid o Parigi. Al di là di quello che per il momento è solo un mero sospetto – ma come diceva qualcuno molto più saggio di chi scrive, a pensare male si fa peccato ma raramente si sbaglia – ovvero di un conteggio dei casi “drogato” da parte di Francia, Germania e Spagna che verrebbe alla luce con tutte le conseguenze diplomatiche del caso, l’introduzione improvvisa di aree di quarantena, sul modello di quella italiana o addirittura più coercitive, potrebbe essere mal assorbita non solo dalla popolazione ma da parte dell’intero sistema economico/industriale di quei Paesi, venutisi a trovare improvvisamente da una situazione di seminormalità ad un blocco totale senza aver effettuato tutti quei dolorosi ma necessari passaggi che ha intrapreso l’Italia in questi giorni.

Sebbene lo stesso Ricciardi sostenga che in Italia si sia in qualche modo sovrastimato il numero di decessi, l’esperto dell’Oms ha apertamente affermato che in Germania o in Francia “capita che accertino che alcune persone siano morte per altre cause pur essendo infette da coronavirus”. Seguendo il medesimo principio potremmo, forse un po’ malignamente, pensare che tra gli 40mila casi di “influenza” improvvisamente palesatisi in Germania in due settimane all’inizio di febbraio che ne hanno raddoppiato il numero dall’inizio della stagione , vi siano parecchi casi di Covid-19, e forse la supervisione dell’Oms aiuterà a chiarire una volta per tutte anche questo punto.

 

 

È un momento difficile
STIAMO INSIEME