L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha pubblicato un rapporto sulle recenti elezioni parlamentari in Georgia, evidenziando punti critici e problematiche che minano l’integrità del processo democratico, ma senza confermare le affermazioni di “falsificazioni su larga scala” avanzate dall’opposizione. Il documento, disponibile sul sito dell’OSCE, offre un’analisi approfondita delle dinamiche elettorali e delle sfide che la Georgia deve affrontare nel mantenere gli standard democratici.
Un’ampia offerta elettorale e una partecipazione attiva
Secondo il rapporto, gli elettori georgiani hanno avuto la possibilità di scegliere tra 18 liste di candidati, riflettendo una varietà di opzioni politiche e un’intensa attività elettorale. L’OSCE ha rilevato una campagna condotta in modo relativamente libero, dove i candidati hanno potuto promuovere le loro idee senza restrizioni e con una presenza attiva di osservatori elettorali. Anche la partecipazione degli elettori è stata elevata, dimostrando un interesse significativo della popolazione nel determinare il futuro politico del Paese.
Segnalazioni di intimidazioni e pressioni
Nonostante l’apparente pluralismo, il rapporto dell’OSCE ha evidenziato numerosi episodi di intimidazione degli elettori e di pressione sui membri delle commissioni elettorali. Sono stati registrati attacchi ai seggi elettorali, che hanno minato la sicurezza del voto e creato un clima di tensione. Questi episodi, pur non rappresentando prove di frodi sistematiche, destano preoccupazione e sollevano dubbi sulla libertà effettiva degli elettori di esprimersi senza condizionamenti.
Il peso della legge sugli agenti stranieri
Un ulteriore punto critico del rapporto riguarda la controversa legge sugli agenti stranieri, la quale, secondo l’OSCE, ha contribuito a stigmatizzare i membri dell’opposizione e a inibire la loro attività politica. Tale normativa, che mira a controllare l’influenza straniera nelle questioni interne, è percepita come uno strumento per limitare l’azione delle forze politiche non allineate al Governo. Il rapporto suggerisce che questa legge potrebbe avere un impatto negativo sul pluralismo politico e sulla partecipazione democratica in Georgia.
Squilibrio di risorse e disparità di condizioni
Il rapporto ha inoltre sottolineato uno “squilibrio di risorse finanziarie” tra il partito al governo, Sogno Georgiano, e l’opposizione, evidenziando come la disparità economica tra le forze politiche abbia penalizzato l’equità della campagna elettorale. Questa disparità ha creato un contesto in cui il partito dominante ha potuto beneficiare di risorse notevolmente superiori rispetto agli altri candidati, compromettendo così un principio fondamentale della competizione elettorale.
Commento della missione ODIHR: “Un’ampia scelta, ma lontano dai principi democratici”
Eoghan Murphy, capo della missione di osservazione dell’Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR) dell’OSCE, ha dichiarato che, sebbene la campagna elettorale abbia offerto agli elettori un’ampia gamma di scelte, il processo non ha rispettato pienamente i principi democratici internazionali. Questa affermazione sottolinea una disconnessione tra la disponibilità di alternative politiche e l’effettiva qualità del processo democratico, che deve includere libertà, sicurezza e condizioni di parità per tutti i partecipanti.
“Ritiro dalla democrazia” e le politiche di Sogno georgiano
Il rapporto OSCE non ha risparmiato critiche sul quadro politico complessivo, facendo riferimento a un “ritiro dalla democrazia” in Georgia, dovuto in gran parte alle politiche attuate dal partito di Governo. Tale evoluzione, secondo l’organizzazione, indica un progressivo allontanamento dagli standard democratici che la Georgia ha cercato di mantenere sin dall’inizio del suo percorso di indipendenza.
Il documento rappresenta quindi un importante campanello d’allarme per il Paese, evidenziando la necessità di riforme politiche che possano ristabilire un contesto elettorale trasparente, libero da intimidazioni e in grado di garantire una competizione equa per tutte le forze politiche.

