Già da giorni fanno discutere le rivelazioni dei due giornalisti francesi, Christian Chesnot e Georges Malbrunot, autori del libro Qatar Papers. Nelle pagine di questo testo, vengono minuziosamente ricostruiti i giri di soldi e di somme abbastanza esose che il piccolo emirato affacciato sul golfo riversa sull’Europa. Ma non si parla di investimenti o di partecipazioni bancarie: si tratta, al contrario, dei milioni di euro sborsati dalla Qatar Charity per finanziare moschee e centri culturali islamici nel vecchio continente. Ciò che più preoccupa in questo contesto, è che l’islam esportato da Doha è quello dei Fratelli Musulmani.

L’Italia il Paese che riceve più finanziamenti dal Qatar

Nel libro dei due giornalisti francesi c’è un capitolo interamente dedicato all’Italia. Questo è il segno tangibile di come il nostro Paese sia il maggior destinatario degli investimenti della Qatar Charity. Complessivamente da Doha vengono erogati qualcosa come 71 milioni di euro in cinque anni per finanziare progetti culturali islamici di ogni tipo, comprese la costruzione di nuove moschee. Di questa somma, l’Italia riceve la fetta più grossa: 22 milioni di euro. Una cifra importante, che viene sborsata in ogni parte della nostra penisola ed anche nelle isole maggiori: dalla Lombardia alla Sicilia è un vero e proprio diluvio di euro. Tra i beneficiari vi sono associazioni ricollegabili ad Hamza Roberto Piccardo, il quale nel 2016 ha affermato la necessità di riconoscere la poligamia nell’ordinamento italiano. Piccardo poi risulta

Una dichiarazione che fa intendere quale tipo di ideologia si celi dietro le comunità finanziate dal Qatar. Nel libro dei giornalisti francesi, si mette in evidenza lo stretto rapporto che vi è tra la famiglia Piccardo e lo sceicco Youssef al-Qaradawi. Quest’ultimo è il vero e proprio leader spirituale dei Fratelli Musulmani, colui che dall’emittente Al Jazeera lancia al mondo intero la sua visione radicale dell’islam. Si tratta della stessa persona che nel 2007 ha aperto, come si legge nel libro dei due francesi, alla possibilità per il mondo musulmano di conquistare Roma senza combattere. All’interno di Qatar Papers, si fa rifermento alla lettera con la quale lo sceicco “raccomanda” Davide Piccardo, figlio di Hamza Roberto.

In generale, la pioggia di milioni di euro riversata dal Qatar sull’Italia ricade su ogni angolo del Paese. Progetti vengono finanziati soprattutto nella zona della Brianza e del bresciano, ma anche in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna fino a diverse città della Sicilia.

Il pericolo dei finanziamenti che provengono dall’estero

E adesso in tutta Europa inizia ad essere chiesta l’attuazione di norme severe sui finanziamenti che arrivano dall’estero per attività inerenti il mondo musulmano. Fermo restando che nel nostro Paese, ad esempio, esistono progetti con le comunità islamiche che promuovono il reciproco rispetto delle tradizioni, è anche vero che in un periodo in cui si è impegnati nella lotta contro l’integralismo jihadista occorre maggiore attenzione sui fondi che arrivano da Paesi sospetti. E se Roma con il Qatar, sotto il profilo commerciale, da anni oramai ha ottimo rapporti, è sotto quello culturale che si dovrebbe intervenire con apposite normative che vietino finanziamenti come quelli della Qatar Charity.

Diversamente, non solo in Italia ma in tutta Europa il rischio è quello di fare il gioco di chi vuol promuovere una visione radicale dell’islam. In alcuni Paesi si valutano iniziative legislative del genere, che vadano a ridimensionare od a stoppare del tutto erogazione di fondi per progetti culturali strettamente collegati ad attività connesse a paesi come il Qatar. Ma la stessa situazione si potrebbe profilare, in generale, nei confronti dei vari paesi del golfo che all’estero promuovono visioni radicali. Le polemiche sui Qatar Papers dunque, sembrano essere soltanto all’inizio.

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