Con l’imminente l’istituzione di un’agenzia sulla cybersicurezza, l’Italia sta finalmente provando a fare i primi passi per provare a colmare, almeno in parte, quel “gap” in materia di cyber security rispetto alle nazioni più avanguardia del mondo – come Israele – e alle grandi potenze mondiali, come Stati Uniti, Russia e Cina. Ma perché è importante investire in cyber security? Come scrive Alberto Pagani nel suo Manuale di intelligence e servizi segreti. Antologia per principianti, politici e militari, civili e gente comune (Rubbettino), i conflitti saranno e sono già, prevalentemente cyber, superando o comunque integrando quelli convenzionali. Perché la minaccia cyber, scrive sempre Pagani, può colpire il cuore di un Paese con un’efficacia devastante, paragonabile solo alla minaccia nucleare.

I numeri parlano chiaro: nel 2017, nel mondo sono cresciuti gli attacchi cyber con conseguenze considerabili “gravi”: in particolare, gli attacchi gravi compiuti per finalità cyber-crime sono in aumento del 9,8%, mentre crescono a tre cifre quelli riferibili ad attività cyber-warfare (+117%). In termini assoluti, spiega Pagani, cyber-crime e cyber-warfare fanno registrare il numero di attacchi più elevato degli ultimi 6 anni. E la pandemia da SARS-CoV-2 non ha fatto altro che peggiorare la situazione su questo fronte: secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, scrive l’Adnkronos, “con la pandemia, abbiamo assistito a un’esplosione del cyber-crime nella quantità degli attacchi e nella dirompenza dei suoi effetti, a fronte di una riduzione di quasi tutti gli altri reati. In particolare, il 2020 ha visto un aumento, rispetto al 2019, del 246% degli attacchi rilevati dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della polizia postale, con uno speculare aumento di circa l’80% del numero delle persone identificate e sottoposte a indagine”.

La nuova agenzia sulla cyber security

L’Italia ha, in tal senso, un importante “gap” sul fronte della cyber security rispetto ad altri Paesi più avanzati, e la decisione del governo Draghi e del sottosegretario con delega ai Servizi Franco Gabrielli, riportata da IlGiornale.it, di istituire un’agenzia dedicata alla cyber security, incardinata nella presidenza del Consiglio – archiviando altresì la Fondazione proposta dall’ex premier Giuseppe Conte – va esattamente in questa decisione. Inoltre, in materia di sicurezza cibernetica, e in considerazione dell’accresciuta esposizione alle minacce cibernetiche, ricorda il sito web della Camera dei deputati, si è imposta nell’agenda nazionale ed internazionale la necessità di sviluppare, in tempi brevi, idonei e sempre più stringenti meccanismi di tutela. La sicurezza cibernetica, infatti, costituisce uno degli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) trasmesso dal governo alla Commissione europea il 30 aprile 2021.

A livello di Unione europea la direttiva (UE) 2016/1148 del 6 luglio 2016 reca misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione (c.d. direttiva NIS – Network and Information Security”)  al fine di conseguire un “livello elevato di sicurezza della rete e dei sistemi informativi in ambito nazionale, contribuendo ad incrementare il livello comune di sicurezza nell’Unione europea”. La cyber security, infatti, spiega sempre il sito web della Camera, è uno dei 7 investimenti della Digitalizzazione della pubblica amministrazione, primo asse di intervento della componente 1 “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” compresa nella Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”.

Fiano (Pd): “Con l’agenzia sulla cyber security l’Italia si pone all’avanguardia

La politica, pur con diverse sfumature, sembra concordare sulla necessità di investire in cyber-sicurezza. Come ha ricordato il deputato Emanuele Fiano (Pd) durante un panel dell’Intelligence Week intitolato Pillole di saggezza – la cyber security all’italia. Tra l’agenzia per la cybersicurezza nazionale e il perimetro di sicurezza nazionale cibernetica, “tutti i Paesi del mondo sviluppati, passando dagli Stati Uniti fino alla Russia, sono impegnati a fornirsi di strumenti analoghi all’agenzia nazionale per la cyber security che stiamo costituendo. Oggi la quinta dimensione di guerra, quella cibernetica, è una dimensione assolutamente presente”. L’Italia, ha ricordato Fiano, “è alle soglie della costituzione dell’agenzia nazionale sulla cyber security: penso che l’Italia si sia messa all’avanguardia, grazie anche al nuovo Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, anche se la quantità di denaro stanziato non è ancora sufficiente. Abbiamo comunque fatto delle mosse significative”. Riflettendo su ciò che accade in Medio Oriente, Fiano ricorda che “Israele è il Paese ha il numero di start-up in sicurezza cibernetica più alto in relazione agli abitanti ed è all’avanguardia nel campo della cyber security“.

Federico Mollicone (Fratelli d’Italia) nello stesso panel ha spiegato “che esiste  certamente un’emergenza legata alla sicurezza cibernetica testimoniata anche dall’apertura di un fascicolo, presso la Procura di Roma, di un attacco cyber ai danni del ministero dello Sviluppo economico e dal blocco di un oleodotto negli Stati Uniti. Uno scenario di rischio di cui ha parlato anche la relazione annuale al Parlamento sui servizi dell’intelligence” il quale “cita una minaccia cibernetica sempre più pervasiva e sofisticata, complice anche il processo di digitalizzazione delle Pmi, esposto a rischi come questo. Come Fdi chiediamo da sempre l’istituzione di un fondo specifico presso il Mise e l’introduzione di un credito d’imposta per le Pmi che vogliono investire in sicurezza cibernetica”. Angelo Tofalo (Movimento cinque stelle) ha sottolineato che “l’Italia sta percorrendo il giusto binario” anche se sulla cyber security “bisogna accelerare”. L’idea del sottosegretario Franco Gabrielli, ha spiegato Tofalo, “di istituire un’agenzia e quindi di sgravare il comparto intelligence, è un qualcosa di positivo. Speriamo sia il giusto strumento giuridico: credo che se vogliamo accelerare sul cyber ci vorrebbero almeno due miliardi di euro”. La direzione, insomma, sempre essere finalmente quella giusta anche se, come hanno rilevato più esperti e addetti ai lavori, è importante mettere mano al portafoglio e investire su un tema che si sta dimostrando sempre più centrale per la sicurezza nazionale.

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