L’Isis e la propaganda: Roma citata 300 volte

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Politica /

Negli ultimi anni l’Italia non è stata colpita da attacchi terroristici di matrice jihadista, ma la propaganda dello Stato Islamico ha citato il nostro Paese più di 400 volte, Roma in particolare. Lo rivela un rapporto dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi) dal titolo “Conquisteremo la vostra Roma. I riferimenti all’Italia nella propaganda dell’IS”, che è stato presentato ieri a Milano.

Il nostro Paese, si legge, “non ha sperimentato gli elevati livelli di radicalizzazione di alcuni dei suoi vicini europei”. “Significativamente – continua lo studio – il numero di foreign fighters che hanno abbandonato il territorio italiano per unirsi allo Stato Islamico o ad altri gruppi jihadisti – circa 130 individui – è molto più basso se comparato ai numeri della Francia, della Germania, del Regno Unito, ma anche di paesi più piccoli come l’Austria o il Belgio”. Ma analizzando i contenuti ufficiali in lingua inglese pubblicati dall’Isis a partire dal giugno 2014, ovvero dalla proclamazione del Califfato, “troviamo 432 riferimenti all’Italia, al Vaticano e a Roma”.



La fonte principale delle citazioni relative all’Italia o al Vaticano è rappresentata dagli eBook, che annoverano ben 213 riferimenti, seguiti da Dabiq (con 148 riferimenti) e Rumiyah (con 46). Le trascrizioni in lingua inglese dei sermoni pronunciati dai leader dello Stato Islamico comprendono 14 menzioni, i video 10 e solamente un comunicato stampa di Amaq.

L’analisi dei riferimenti individuati mostra che, a parte alcune eccezioni significative, lo Stato Islamico riserva particolare attenzione all’Italia perché si riferisce a Roma come simbolo dell’Occidente e della Cristianità. “La maggior parte delle menzioni – spiega il documento dell’Ispi – riprende fonti islamiche secondarie che affermano che il Giorno del Giudizio giungerà soltanto quando i musulmani combatteranno i Romani, e profetizzano la loro conquista di Roma”. Ma nonostante questo, “la posizione centrale che la capitale italiana occupa nei messaggi jihadisti – anche in senso figurato – è un fenomeno allarmante, poiché può essere interpretata dai seguaci dello Stato Islamico come un’esortazione a compiere attacchi nella Città Eterna o, più in generale, in Italia”.