La pandemia di Covid-19 si sta attenuando in Europa e questo sviluppo ha spinto molti Paesi dell’Area Schengen e dell’Unione europea a riaprire, gradualmente, le proprie frontiere. A partire dal 15 giugno, infatti, ci si potrà spostare con più facilità all’interno del Vecchio Continente mentre resteranno chiusi, almeno fino al 1º luglio, i confini con gli Stati del resto del mondo. Ci sono, però, delle eccezioni. Il Portogallo consente l’accesso ai cittadini degli Stati Uniti senza necessità di quarantena ed i voli con il Brasile (ed altri Paesi dell’ex impero coloniale portoghese) continuano ad essere operativi. La scelta di Lisbona preoccupa i partner europei e potrebbe rivelarsi pericolosa per l’intera area Schengen: il Covid-19 potrebbe sfruttare questa breccia per tornare ad insidiare, con prepotenza, il Vecchio Continente.

Scelte controverse

Il Brasile, con oltre 32mila decessi, ha recentemente superato l’Italia per numero di morti dovuti al Covid-19. I casi segnalati nel Paese sono oltre 580mila ma questa cifra è probabilmente sottostimata a causa del basso numero di test che vengono effettuati. La nazione latinoamericana è uno dei nuovi fronti caldi nella lotta al virus ed i contrasti politici tra il presidente Jair Bolsonaro, contrario all’implementazione di misure di contenimento, ed i governatori ha reso ancora più difficile arginare l’avanzata del morbo. Il Paese ha peraltro iniziato ad allentare il lockdown, anche per evitare il collasso economico ed appare probabile che il coronavirus possa continuare a diffondersi con ancora più facilità. Il Portogallo, al contrario, vive una fase di maggiore tranquillità sebbene l’epidemia non sia ancora del tutto sotto controllo: negli ultimi giorni i casi di Covid-19 giornalieri hanno superato quota 300. A partire dal 2 giugno è stata avviata la terza fase di allentamento del lockdown che, però, ha subito una battuta di arresto nella capitale Lisbona. In questa città e nella regione della Vale do Tejo sono stati individuati diversi nuovi casi della malattia mentre a livello nazionale i casi totali sono ormai oltre trentaduemila.

Salvare l’economia

Il Portogallo, come altri Paesi del Mediterraneo, sta cercando di salvare il salvabile e di preservare, quanto più possibile, la quota di turisti stranieri che ogni anno vi si reca per trascorrere le ferie. Lisbona ed Atene si sono espresse in favore dell’arrivo dei turisti provenienti dal Regno Unito, uno degli Stati con il più alto tasso di mortalità da Covid-19. Non è chiaro, al momento, se questi desideri si tramuteranno in realtà: Londra ha infatti imposto una quarantena obbligatoria di 14 giorni a chiunque faccia ritorno dall’estero. L’economia portoghese dipende dal turismo, che contribuisce alla formazione del 19 per cento del Prodotto Interno Lordo. Le prospettive per il 2020 sono poco incoraggianti: l’economia, secondo quanto stimato dall’esecutivo, dovrebbe contrarsi del 7 per cento ed è già collassata del 3.8 per cento nel primo trimestre dell’anno. La presenza di un pacchetto di aiuti dal valore di tre miliardi di euro potrebbe non bastare ad evitare quello che si annuncia come un disastro annunciato.

Un dilemma irrisolvibile

La gestione della pandemia ha posto i governanti di fronte ad una scelta molto difficile: da un lato c’è la tutela della salute pubblica e dall’altro la necessità di favorire la crescita del Prodotto Interno Lordo. Le due condizioni sono difficilmente conciliabili: quarantene, restrizioni alle libertà individuali e coprifuochi deprimono i consumi, portano alla chiusura di imprese e di attività commerciali ma sono vitali per evitare un sovraccarico del sistema sanitario. La sopravvivenza dell’Unione Europea e dell’Area Schengen è legata all’abilità dei diversi Paesi del Vecchio Continente di raggiungere una serie di compromessi su ciò che deve e dovrà essere fatto per salvaguardare salute e liquidità.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.