La geopolitica della corsa allo spazio
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Rafforzato notevolmente nel suo ruolo preminente nell’arena mediorientale dai successi della coalizione favorevole al governo di Damasco nella guerra in Siria e dai crescenti legami con il governo iracheno, l’Iran rappresenta inoltre un attore decisivo nel quadro della grande strategia geopolitica cinese basata sullo sviluppo della “Nuova Via della Seta” attraverso il rafforzamento della connettività e degli scambi commerciali sulla massa continentale euro-asiatica.

Crocevia tradizionale delle rotte commerciali transcontinentali degli scorsi secoli, l’Iran sembra essere destinato a giocare nuovamente un ruolo di rilievo dal momento che il suo posizionamento geografico e il suo rafforzamento politico negli scenari internazionali verificatosi negli ultimi anni hanno accresciuto la sua rilevanza strategica: Thomas Erdbrink del New York Times  è arrivato a ritenere la Repubblica Islamica il Paese cruciale per il dispiegamento della grande strategia della Repubblica Popolare Cinese.

Erdbrink ha segnalato i crescenti interessi di Pechino nel mercato energetico iraniano e, al tempo stesso, il continuo incremento dei flussi di capitali provenienti dalla Cina e destinati a finanziare il rafforzamento delle infrastrutture del Paese mediorientale: particolarmente strategico risulta il progetto di una linea ferroviaria lunga 920 chilometri che connetterà Teheran a Mashhad, risultando oltremodo funzionale al rafforzamento della connettività interna al Paese, e che sarà finanziata da un ingente prestito da 1,6 miliardi di dollari erogato dalla Repubblica Popolare. Il passaggio delle rotte della “Nuova Via della Seta” attraverso l’Iran risulterebbe oltremodo funzionale alla geopolitica di Pechino e sicuramente appetibile per la Repubblica Islamica, che potrebbe unire al tempo stesso i vantaggi della connettività al consolidamento della propria sfera d’influenza e a un crescente sviluppo dei suoi interessi nella cruciale regione dell’Heartland centroasiatico. La Cina guarda con interesse ai Paesi dell’area centroasiatica sorti dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica e vede nella regione compresa tra i suoi confini occidentali, la Russia e l’Iran un’importante fonte energetica e un cruciale snodo di transito per le future rotte ferroviarie e mercantili che saranno la spina dorsale del ramo terrestre della “Nuova Via della Seta”. Anche Parag Khanna, autore del saggio Connectography, ha previsto per l’Iran un ruolo cruciale in tal senso: perno geostrategico tra il Medio Oriente e l’Asia profonda, la Repubblica Islamica potrebbe, in tal senso, giocare un ruolo determinante se sul suo territorio si sviluppasse la propaggine del China-Pakistan Economic Corridor (CPEC), il progetto di connessione infrastrutturale ed energetica che porterà la Cina a riversare in Pakistan investimenti per circa 60 miliardi di dollari.

“Gioiello” del CPEC è destinato a essere il porto di Gwadar, nel Balochistan, ritenuto dalla Cina decisiva base di snodo dei commerci provenienti e destinati all’Oceano Indiano e guardato con sospetto dall’India, che lo ritiene una copertura per una futura proiezione delle forze navali della Repubblica Popolare. Per rispondere agli investimenti cinesi a Gwadar, l’India ha sviluppato, negli ultimi anni, il porto iraniano di Chabahar, utile base che garantisce a Nuova Delhi l’accesso agli scambi economici con l’Asia Centrale attraverso l’Afghanistan e la possibilità di rompere il blocco terrestre imposto da Islamabad. Come riportato da Nicholas Trickett e Oliver Thomas del The Diplomat, di recente l’India, col sostegno del Giappone, ha avviato un piano di investimenti da 150 milioni di dollari a Chabahar, funzionali a ampliare le potenzialità di una esplicita spina nel fianco agli interessi cinesi in Iran. Per l’Iran la maggiore sfida futura sarà proprio la necessità di bilanciare l’interesse nazionale in funzione dell’influenza esercitata entro i suoi confini da due attori in perenne contrapposizione come Pechino e Nuova Delhi e, soprattutto, valutare la strategia migliore per conciliare le allettanti promesse della Nuova Via della Seta con le attuali, concrete realtà della partnership col principale sfidante asiatico della Cina.

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