Dopo aver trascorso 683 giorni come prigioniero di Teheran, Michael White, veterano della Marina statunitense in congedo, è stato rilasciato dalle autorità iraniane dopo la liberazione di uno scienziato che era stato accusato di spionaggio da Washington. Così la vita di due uomini diventa un segnale di apertura che dal consiglio degli ayatollah arriva dritto alla Casa Bianca. Dove il presidente Donald Trump già festeggia su Twitter il ritorno del marinaio, e rilancia l’invito a siglare un nuovo accordo sul nucleare per ritrovare la strada della pace e della cooperazione con la prima potenza islamica del Medio Oriente.

“Sono felice di annunciare che l’incubo è finito, mio figlio è sano e salvo e sta tornando a casa”, ha dichiarato in un comunicato la madre del militare arrestato nella città di Mashhad nel 2018, e condannato, secondo il dipartimento di Stato americano, ha scontare una pena superiore ai dieci anni di detenzione per aver “insultato” la guida suprema Guida suprema della Repubblica Islamica dell’Iran Ali Khamenei, e per aver diffuso – in modo non meglio specificato – delle immagini che lo ritraevano.

“Grazie all’Iran” ha twittato The Donald non appena confermato il rilascio del prigioniero e il suo arrivo in Svizzera, entità neutrale che “rappresenta gli interessi americani in Iran dal 1980”, ossia dopo la colpita rottura dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. “È fantastico avere Michael a casa. È appena arrivato. Molto eccitante”, ha scritto in un secondo momento, cogliendo la palla al balzo per invitare l’Iran alla distensione dei rapporti che si erano completamente interrotti durante la crisi delle petroliere verificatasi tra maggio e settembre del 2019, lasciando presagire una escalation tra le due potenze che avrebbe destabilizzato l’intera regione.

Uno scambio in piena regola, perché la liberazione del prigioniero è avvenuta dopo il rilascio di uno scienziato iraniano, Cyrous Asgari, arrestato in America nel 2017 con l’accusa di spionaggio per aver sottratto segreti commerciali durante una visita a un’Università dell’Ohio. Assolto lo scorso novembre, era rimasto in stato di detenzione per motivi legati alle leggi sull’immigrazione. Divenendo così la merce di scambio perfetta per riottenere il veterano dell’Us Navy che nel 2018 aveva deciso di andare in vacanza in Iran senza lasciare traccia. Solo nel 2019 le autorità di Teheran ne confermarono l’arresto.

Entrambi i prigionieri hanno mostrato problemi di salute: il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato il mese scorso che Asgari aveva contratto il coronavirus durante la sua detenzione, mentre White durante la detenzione ha sofferto di asma e di una recidiva di cancro. Per questo era stato rilasciato a marzo – dietro licenza medica – e consegnato all’ambasciata svizzera.

Donald Trump, che si già sta confrontando con il montare di una crisi interna prossima ad assumere l’aspetto di una vera e propria guerra civile, non ha atteso nel cogliere questa occasione e rilanciare le sue proposte diplomatiche a Teheran – che invece sembra stia attendendo le presidenziali del 2020 per riaprire i negoziati e cercare nuovo accordo sul nucleare. “Non aspettate le presidenziali Usa per fare il Grande Accordo” ha scritto il tycoon.”Vincerò io” ha tenuto a sostenere; spronando gli interlocutori a non perdere tempo confidando in un cambio della guardia, e offrendo loro una sorta di vantaggio sulla fiducia da spendere in proprio favore: “Adesso fareste un accordo migliore”.

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