Commercio, sicurezza, lotta al terrorismo, cooperazione militare e tanto altro ancora. Sono questi alcuni dei temi fondamentali contenuti nel programma di cooperazione globale che sta preparando l’Iran per promuovere un partenariato strategico con la Cina. Dal turismo al sostegno delle posizioni reciproche nell’ambito delle organizzazioni internazionali, secondo quanto riferisce Iran Wire, le intenzioni di Teheran sono serie.

Il documento citato, all’interno del quale sarebbe esplicato il piano del governo iraniano, si intitola “Iran-Cina, partenariato globale di 25 anni”. Già dal titolo emerge un aspetto fondamentale: il trait d’unione sino-iraniano ambisce a durare nel tempo. La bozza del testo sarebbe stata inviata in Cina da Mohammad Javad Zarif, ministro degli Esteri iraniano. I funzionari di Pechino l’avrebbero esaminata nel dettaglio e restituita all’Iran, dopo averla modificata con alcuni commenti e suggerimenti.

Nel caso in cui dovessero essere approvati, i dettagli dell’accordo, in termini di concessioni da parte dell’Iran a un Paese straniero, risulterebbero “senza precedenti”, ha aggiunto Iran Wire. In altre parole, l’Iran sarebbe pronto a gettarsi a peso morto sotto l’ombrello protettivo della Cina.

Le paure di Teheran, i vantaggi di Pechino

Come si spiega la mossa di Teheran? Basta scendere nel dettaglio del progetto per capire che la crisi economica provocata dal Covid ha danneggiato il tessuto economico di un Paese, l’Iran, già vessato dalle sanzioni americane. Come se non bastasse, i vari problemi geopolitici irrisolti nella regione hanno contribuito ad aggravare una situazione di per sé tesissima. È per questo che il piano prevede una cooperazione militare su larga scala con la Cina, comprese esercitazioni militari congiunte e sviluppo condiviso delle industrie nel campo della difesa.

Uno degli obiettivi principali del partenariato riguarda l’approvvigionamento energetico, visto che l’Iran sarà destinato a fornire l’energia richiesta a Pechino. A proposito di petrolio, il documento afferma anche che il governo cinese “diventerà un regolare importatore di petrolio iraniano” e “spera che l’Iran presterà attenzione alle preoccupazioni della Cina in merito al ritorno degli investimenti nel settore petrolifero del paese”. L’accordo impegnerebbe la Repubblica islamica ad esportare petrolio greggio in Cina per 25 anni.

Infrastrutture, industria e turismo

Tra gli altri aspetti, nel testo si fa riferimento anche alle infrastrutture. L’Iran sta di fatto aprendo le sue porte, incoraggiando la Cina a investire in loco nella costruzione di progetti ferroviari e autostradali, concedendo, tra l’altro, ampio spazio alle aziende cinesi per operare nel settore dell’ingegneria civile iraniana. Il documento parla inoltre di una cooperazione estesa nel settore degli aeroporti, delle tecnologie per la navigazione aeronautica e altri aspetti inerenti all’aviazione.

Si parla, poi, espressamente del coinvolgimento della Cina nello sviluppo della costa di Jask, nella provincia iraniana di Hormozgan. Qui Pechino costruirà una città industriale, raffinerie e industrie legate alla petrolchimica, all’acciaio e all’alluminio. Capitolo turismo: il Dragone sosterrà la costruzione di centri turistici, industriali e porti nella regione di Makran. I

l documento di partenariato globale concede a Pechino anche lo sviluppo della rete di quinta generazione di telefoni cellulari (5G) in Iran, oltre che lo sviluppo di motori di ricerca, piattaforme di messaggistica istantanea, e-mail, software antivirus, router Internet e tecnologia Gps, telefoni cellulari, tablet e laptop. Considerando che l’Iran è uno dei più acerrimi nemici degli Stati Uniti in una zona altamente strategica per il controllo del Medio Oriente, la Cina non vede l’ora di poter aiutare Teheran a riemergere dalle sabbie mobili. Sperando che tutto ciò possa infastidire Washington e portare vantaggi a Pechino.

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