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Il Capo di Stato Maggiore della Marina iraniana, contrammiraglio Hossein Khanzadi, ha annunciato mercoledì durante una conferenza stampa che l’Iran intenderebbe mandare una squadra navale in visita in Italia.

L’occasione gli è stata fornita dal recente incontro con il nostro inviato militare alla sesta edizione dell’Indian Ocean Naval Symposium che si è tenuto a Kochi, in India, e a cui l’Italia ha partecipato come Paese osservatore.

Il contrammiraglio Khanzadi ha inoltre espresso il desiderio di vedere una maggiore cooperazione tra l’Italia e l’Iran in ambito militare anche con lo scambio di cadetti e ufficiali.

Il rappresentante italiano ha invece dichiarato, come riportano varie testate, che l’Italia è pronta ad ospitare la flotta iraniana aggiungendo che “noi ricerchiamo la cooperazione con tutte le marine militari del mondo e quella della Repubblica Islamica dell’Iran è una forza navale molto importante e può quindi rivestire un ruolo significativo nel raggiungimento di questo obiettivo”.

Non è la prima volta che l’Italia e l’Iran collaborano

I legami tra Roma e Teheran sono sempre stati del tutto particolari rispetto alla tendenza dimostrata da altre nazioni.

 La prima visita ufficiale di un capo di Stato iraniano in Occidente fu, appunto, quella di Khatami a Roma nel 1999, poi ripetuta recentemente da Rouhani a cui ha fatto seguito la visita dell’allora Presidente del Consiglio Renzi a Teheran nel 2016.

Proprio nel 2016, per la precisione a settembre, una nostra fregata, nave Euro, visitò l’Iran in occasione dell’esercitazione Passex della Marina Iraniana e ormeggiò nel porto di Bandar Abbas

La visita di una nostra unità navale maggiore in quel particolare momento in cui l’Iran era avviato verso la fine dell’isolamento economico/commerciale grazie alla ratificazione del Trattato Jcpoa, fu particolarmente importante nel quadro delle relazioni bilaterali tra i due Paesi che sono rivolte soprattutto, come riferirono l’ambasciatore italiano Conciatori e l’ammiraglio iraniano Azad, al miglioramento dell’intesa culturale, politica e militare.

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La nostra delegazione militare fu particolarmente bene accolta in quella occasione e pertanto le parole di mercoledì del Capo di Stato Maggiore iraniano non devono stupire.

La parola alla Marina militare

Nella giornata di ieri abbiamo contattato l’ufficio stampa della Marina Militare che ci ha ribadito che le parole del nostro delegato al simposio indiano sono state assolutamente di cortesia verso un Paese che intrattiene ottime relazioni diplomatiche con l’Italia.

La Marina Militare al tempo stesso ha tenuto a sottolineare che non esiste alcun tipo di invito formale per quanto riguarda l’ipotetica visita di una squadra navale iraniana nel nostro Paese, e che tutto è reinviato all’attività diplomatica.

Attività diplomatica, aggiungiamo noi, particolarmente attiva tra Roma e Teheran che vede, in questo momento in cui sono ricominciate le sanzioni economiche, qualsiasi occasione di contatto internazionale – soprattutto verso l’Europa e l’Italia – come una forma di accreditamento agli occhi della diplomazia mondiale.

Segnali di maggiore apertura?

Abbiamo già avuto modo di dire, in occasione della deroga concessa all’Italia dagli Stati Uniti per quanto riguarda il nuovo regime sanzionatorio, che l’Italia deve sfruttare questi sei mesi di “tregua” per porsi da protagonista come mediatore internazionale in quel nuovo fronte ormai ben delineato che vede contrapporsi Washington a Teheran.

La cooperazione con l’Iran è fondamentale per il nostro Paese non solo per quanto riguarda l’aspetto energetico, ma necessariamente per garantire la stabilità di quel “Mediterraneo allargato” che ci deve vedere come protagonisti essendovi geograficamente posti al centro. 

L’Iran, potenza regionale nel Golfo Persico e nel Mare Arabico con desideri di espandere la sua influenza verso il Mediterraneo, è vitale per la stabilità di tutta la regione e quindi per la sicurezza dei traffici marittimi su cui l’Italia fonda praticamente tutta la sua economia.

Diventa quindi imperativo ragionare “fuori dagli schemi” di altre potenze più grandi e alleate e cercare quindi di mediare con il regime degli Ayatollah affinché la situazione di crisi che sembrava alle spalle dopo la firma del Jcpoa e innescata di nuovo possa trovare una soluzione definitiva. 

Pertanto non ci stupiremmo se, visti i precedenti del 2016, la diplomazia italiana lavorasse davvero al fine ospitare una squadra navale iraniana per “rendere il favore” avuto in occasione della visita di nave Euro, ricordando anche che l’Iran è stato ospite – per la prima volta – all’undicesimo Regional Seapower Symposium tenutosi a Venezia ad ottobre del 2017 che ha visto partecipare delegati di 50 marine militari del mondo.

Non ci facciamo pie illusioni, certamente gli attuali attriti tra Usa e Iran avranno il loro peso in merito ad una possibile decisione in questo senso, ma “mettendo insieme i puntini” si delinea un quadro che potrebbe aprire speranze per un futuro diverso dal punto di vista diplomatico per Roma e Teheran, ammesso che si riesca a superare l’enorme scoglio rappresentato dalle sanzioni. Abbiamo ancora (solo) sei mesi di tempo.