Skip to content
Politica

L’Iran fuori dall’accordo nucleare? Un’occasione persa per l’Europa

L’ Iran resta in cima alla lista nera degli Stati Uniti e rischia di mettere in imbarazzo la politica estera di Bruxelles. Teheran ha rispettato ancora una volta i termini dell’accordo nucleare. L’ Iran continua a rispettare tutti i termini...

L’ Iran resta in cima alla lista nera degli Stati Uniti e rischia di mettere in imbarazzo la politica estera di Bruxelles. Teheran ha rispettato ancora una volta i termini dell’accordo nucleare.

L’ Iran continua a rispettare tutti i termini dell’accordo

Lo ha affermato l’Agenzia Internazionale per l’energia Atomica (Aiea) nel rapporto trimestrale pubblicato lo scorso giovedì. Come in tutte le ispezioni fatte in precedenza, da quando l’accordo è stato sottoscritto (2015), l’Iran dimostra di rispettare tutte le condizioni richieste dalle controparti, ovvero Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia, Cina e Germania .





I famosi 5+1 che chiusero i lunghi negoziati a Vienna il 14 luglio di due anni e mezzo fa. Come a seguito di tutti gli altri precedenti rapporti positivi dell’Aiea, anche stavolta sono seguite azioni poco distensive da parte di Washington.

Gli Stati Uniti vogliono usare l’Europa per cancellare l’accordo

Secondo quanto pubblicato dalla Reuters il Dipartimento di Stato americano avrebbe posto un ultimatum ai partner europei. Gli Stati Uniti vogliono che l’Europa costringa l’Iran ad accettare una rinegoziazione del patto, con clausole ovviamente più severe e sfavorevoli per Teheran. Se l’Europa si rifiutasse Donald Trump è pronto a stracciare l’accordo raggiunto con tanta fatica.

La notizia non è ovviamente sfuggita alla controparte iraniana. Non è un caso infatti che il viceministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araqchi , davanti Royal Institute of International Affairs di Londra, abbia a sua volta minacciato i firmatari del patto. “Se la stessa politica di confusione e di incertezze sulla Jcpoa (Joint Comprehensive Plan of Action) continuasse, se le aziende e le banche continuassero a non lavorare con l’Iran, non possiamo rimanere in un accordo che non ha alcun beneficio per noi. Trump ha creato un’atmosfera di incertezza che è come un veleno per la comunità imprenditoriale nel lavorare con l’Iran”, ha dichiarato Araqchi.

La frustrazione di Teheran

Teheran è dunque pronta a farsi da parte senza troppi indugi, se venti minacciosi dovessero continuare a soffiare da Washington. La frustrazione iraniana nasce dalla consapevolezza ormai certa che in un modo o nell’altro gli Stati Uniti riescano a trovare il modo per cancellare l’accordo e continuare così a imporre il regime di sanzioni a Teheran.

A quasi tre anni dalla sottoscrizione del JCPOA non sono infatti bastate le ispezioni internazionali dall’esito positivo, così come i rapporti continui dell’AIEA a confermare la “buona condotta iraniana”. Non è bastato nemmeno l’aver accettato clausole molto sfavorevoli all’interno dello stesso patto. Come, per esempio, la clausola che prevede la rimozione delle sanzioni solo dopo una risoluzione dell’Onu in merito. Un evento finora impedito dal continuo veto statunitense. L’Iran ha fatto tutto quello che doveva fare per rispettare l’accordo e ora lancia un messaggio chiaro all’unico attore che può ancora aggiustare la situazione. L’Europa.

L’occasione da non perdere per l’Europa

Il Vecchio Continente ha solo da guadagnarci da una rinnovata partnership con Teheran. In termini commerciali, ma anche in termini politici. L’ Iran è in prima linea contro il terrorismo sunnita (Isis e Al Qaeda). Lo stesso che ha nutrito ideologicamente tutti gli attentatori che hanno fatto stragi nelle piazze europee (Parigi e Londra in primis). Nonostante McMaster provi comunque a convincere gli europei che l’Iran fomenti il terrorismo (come ha fatto alla recente Conferenza sulla Sicurezza di Monaco), Teheran e i movimenti a lei affini, come Hezbollah, non hanno mai organizzato o finanziato attacchi in Europa. Bruxelles ha dunque il compito di uscire da un impasse diplomatica, dovuta ad una storica sudditanza nei confronti degli Stati Uniti, e raccogliere al volo il messaggio di Teheran. Mantenere l’accordo in vita per tutelare gli interessi europei in Medio Oriente. 

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.