La Federazione Russa e l’Iran si impegneranno a rafforzare gli scambi e gli investimenti reciproci per far fronte comune alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente della Duma di Stato, Vjacheslav Volodin, arrivato lunedì in visita ufficiale a Teheran. “Nella situazione attuale, con gli Stati Uniti che impongono sanzioni e fanno pressioni sui paesi europei per annullare i progetti avviati congiuntamente con Russia e Iran, dobbiamo creare le condizioni necessarie per garantire la stabilità commerciale e proteggere gli investimenti”, afferma Volodin, ribadendo che gli scambi tra Mosca e Teheran si sono attestati a 1,59 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2019.

Dalla cooperazione militare alla partnership economica

A confermare questa linea di pensiero Rouhani, sottolineando che l’Iran non è in alcun modo interessata alla diffusione delle tensioni in tutta la regione bensì alla stabilità regionale. Il presidente iraniano ha anche osservato che le relazioni trilaterali tra Iran, Russia e Cina, nonché le esercitazioni marittime congiunte nel Mare dell’Oman, indicano che il trio è deciso a sviluppare legami più stretti tra loro. In un ulteriore meeting, Volodin ha incontrato il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani, che concorda su questa visione, accusando gli Stati Uniti di stare minacciando la regione attraverso una dittatura internazionale: si tratta del quinto incontro del funzionario russo con la sua controparte iraniana nell’ultimo anno e mezzo. È stata questa l’occasione per i due omologhi per suggellare un’intensa cooperazione inter-parlamentare che possa sostanziare la cooperazione tra i due Stati anche in campo commerciale e non solo in quello militare. Strumento di questa cooperazione sarà la Commissione Parlamentare congiunta. Questo organismo è nato nell’aprile del 2018 per promuovere le relazioni bilaterali, politiche ed economiche tra i due Paesi. La commissione parlamentare mista mira ad aumentare il livello delle relazioni commerciali e politiche tra i due paesi per stabilire una sicurezza sostenibile nella regione per combattere il narcotraffico e il terrorismo. Allo studio, vi sono inoltre progetti nazionali e provinciali, in particolare nelle province settentrionali di Gilan, Mazandaran e Golestan: qui KEPCO, una suddivisione della National Iranian Oil Company, ha costruito uno dei suoi hub caspici per l’esplorazione, sviluppo e produzione di petrolio e gas; l’area inoltre è quella a maggiore trazione turistica poiché qui, migliaia di turisti da tutti il mondo (Russia compresa), giungono per ammirare i leggendari cavalli del Caspio. Altri due format contribuiranno ad implementare la partnership: la Conference of Speakers on Regional Cooperation and Security e la Conference of Eurasian Speakers

Amici o alleati?

Le relazioni tra Iran e Russia sono state caratterizzate più dalla concorrenza che dalla cooperazione nella storia politica moderna. Gli incidenti militari durante l’era sovietica crearono un clima di reciproco sospetto e sfiducia, ma la Russia ha finito per diventare un partner economico e politico sempre più importante dell’Iran nell’era delle sanzioni occidentali. Più recentemente, lo sconvolgimento nei mercati globali dell’energia, il deterioramento della situazione in Siria (il defunto generale Soleimani lavorò a stretto contatto con la Russia nella guerra siriana) e, non ultima, la crisi mediorientale hanno portato alla creazione di legami commerciali e politici più forti. La situazione emergenziale ha fatto ipotizzare a molti una durata breve di questo intiepidimento nelle relazioni tra Mosca e Teheran. Il conflitto siriano ne è stato un esempio: l’aiuto dell’Iran (con forze di terra) e della Russia (prevalentemente con attacchi aerei) ha permesso a Bashar al-Assad di riconquistare gran parte del territorio siriano nel 2015-2019. Interessi sovrapposti quelli delle due potenze poiché entrambi gli Stati considerano il governo di Assad loro prezioso partner e sono pronti a investire nel ripristino della Siria dopo la guerra. Tuttavia, se si sposta l’ottica dal breve al lungo periodo, questa entente cordiale sembra perdere di durata e peso. L’obiettivo di Mosca è mantenere l’equilibrio dei poteri nella regione al fine di svolgere il ruolo di cruciale di deus ex machina, mantenendo il proprio volto da avversario degli Stati Uniti. L’Iran non si accontenterà di continuare ad agire in Medio Oriente da lontano: l’ambizione iraniana di trasformarsi in regina della regione, ruolo chiave per mantenere in piedi la Repubblica islamica, porterà Teheran,presto o tardi, a scalciare all’interno di questa strana alleanza. Se la politica anti-Usa continuerà ad essere un perno comune, i differenti obiettivi nella polveriera mediorientale spingeranno i due giganti d’Asia, prima o poi, verso obiettivi diversi.

 

È un momento difficile
STIAMO INSIEME