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Politica

L’Intelligenza Artificiale per fermare le fake news

La battaglia contro le fake news si sta facendo sempre più serrata. Forse più che di battaglia occorrerebbe parlare di vera e propria crociata. Perché la struttura e le dinamiche di tale lotta risultano essere del tutto assimilabili a quelle...

La battaglia contro le fake news si sta facendo sempre più serrata. Forse più che di battaglia occorrerebbe parlare di vera e propria crociata. Perché la struttura e le dinamiche di tale lotta risultano essere del tutto assimilabili a quelle di un conflitto religioso. Come nella crociata, o nella jihad, portata da una religione, anche nella guerra alla fake news si parte dall’assunto di voler imporre un’unica, indiscutibile verità. Ed è proprio per questo che si stanno escogitando le più svariate e impensabili misure per arrivare alla “vittoria finale”.

L’algoritmo di Google che oscura i media russi

Nello schieramento per la “verità” fa parte sicuramente Google, che qualche giorno fa annunciava il cambiamento apposito dei propri algoritmi in modo tale da arrivare a “declassare” i canali mediatici russi RT e Sputnik News. Google ritiene infatti che questi ultimi siano promotori di fake news. Poco importante che Google sia un’azienda privata che per natura debba dunque rispondere agli interessi dei propri clienti e dei propri amministratori, un fattore che rende difficile pensare l’azienda americana come “imparziale e neutrale”.





Google ha la patente della verità. Forse perché “espressione” del libero mondo occidentale, unico luogo  dove evidentemente le notizie possono essere realmente attendibili. La jihad contro le fake news ha bisogno però di un metodo infallibile e scientifico per arrivare ad una propria autolegittimazione e alla conseguente eliminazione di qualsiasi notizia ritenuta “fake”.

L’Intelligenza Artificiale sarà la nuova arma contro le fake news

Ecco che si è arrivati alla clamorosa scoperta. L’uomo non è più sufficiente per la valutazione oggettiva circa la veridicità di un fatto avvenuto. Serve un attore in grado di studiare in maniera totalmente imparziale la notizia, una strada già tracciata da Google con i suoi algoritmi. La risposta sta nell’Intelligenza Artificiale. Chi meglio di un robot d’altronde può valutare senza pressione esterne la correttezza di una news? Così l’iniziativa è partita da un’associazione di volontari chiamata Fake News Challenge. Il loro obiettivo, come si evince dal sito, è proprio quello di “affrontare il problema delle fake news organizzando lo sviluppo di strumenti per aiutare l’uomo a identificare deliberate disinformazioni nelle notizie”.

Strumenti che poi vengono smascherati in “intelligenze artificiali”. Dal sito emerge uno stato di semi esaltazione dei volontari di Fake News Challenge, simile appunto a quello che anima i combattenti religiosi. Vengono elencati puntigliosamente tutti i passaggi analitici che le Intelligenze Artificiali dovranno utilizzare per la valutazione di una notizia.

IBM si appresta a vendere le A.I. contro le fake news

Questo attivismo per la ricerca della verità è stato ovviamente colto da chi le intelligenze artificiali le produce. IBM, azienda leader nelle A.I., ha infatti recentemente pubblicato un documento dal titolo: “L’Intelligenza Artificiale può combattere le fake news? Si, con l’aiuto dell’uomo”. IBM arriva addirittura a parlare di un “algoritmo della verità”. Si tratta della capacità delle AI di incrociare più dati (titolo della news, corpo del testo, fonti, coerenze interne ecc.) per arrivare alla formula definitiva in grado di calcolare la verità presente in uno scritto. IBM dunque aspetta al varco governi e media per vendere le costosissime AI.

D’altronde la verità ha un prezzo e spesso è elevato. Il PD in Italia si è già detto pronto a scatenare una guerra contro le fake news in caso di vittoria alle elezioni. Anche Angela Merkel ha scelto la via della guerra santa contro le bufale, così come Emmanuel Macron in Francia. Non ci sono più soldi per scuole, università e ospedali, meglio investirli per combattere le fake news.

Dal dubbio socratico al Ministero della Verità di Orwell

Tuttavia il fatto più grave di questa vicenda è un altro. In un delirio di onnipotenza si stanno distruggendo due assunti su cui si era basata la civiltà occidentale fino ad oggi. In primo luogo il principio del dubbio.Il socratico “so di non sapere”, primo umile passo verso la conoscenza del mondo. In secondo luogo il metodo scientifico di tipo galileiano. Una ricerca che, proprio a detta di Galileo, non deve avere mai fine, ma deve sempre mettere in dubbio sé stessa.

Dubbio, ricerca ed errore sono però caratteristiche tipicamente umane, non più contemplate nell’universo delle Intelligenze Artificiali. Gli algoritmi di queste e dei loro creatori sono già dati per certi, assoluti. Tutto questo era stato in parte previsto più di sessant’anni fa, quando George Orwell descriveva il Ministero della Verità all’interno del suo romanzo 1984. Orwell fu però fin ottimista, perché nella sua previsione erano ancora gli uomini a controllare la “verità”, in questa realtà, invece, saranno le macchine a condurre la loro jihad contro le fake news.

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