Accantonata ufficialmente la War on Terror, Russia e Cina sono tornate a essere gli “avversari” prediletti degli Stati Uniti, le grandi potenze che cercano di sfidare l’egemonia americana nel mondo. Ad ufficializzarlo è stato lo stesso presidente Donald Trump nel suo primo discorso strategico sulla sicurezza nazionale pronunciato il 18 dicembre scorso: “Russia e Cina mirano a rendere le economie meno libere e meno corrette, ad accrescere la loro forza militare, a mettere sotto controllo l’informazione e i dati per reprimere le loro società ed espandere la loro influenza”, affermò The Donald, accantonando, almeno in parte, le velleità isolazioniste della campagna elettorale.

Una guerra che si combatte soprattutto a colpi di battaglie cibernetiche, come dimostrano le parole dei sei direttori delle agenzie di intelligence pronunciate durante un’udienza pubblica al Senato, i quali hanno ufficialmente sconsigliato l’uso degli smartphone dei produttori cinesi Huawei e Zte da parte dei consumatori americani. Secondo l’intelligence Usa, infatti, gli smartphone prodotti in Cina sarebbero impiegati da Pechino per azioni di spionaggio e non sarebbero sicuri. 

La guerra Usa contro gli smartphone cinesi

Le preoccupazioni sulla potenziale minaccia rappresentata dagli smartphone cinesi, in gran parte prodotti da uno dei principali concorrenti di Apple, Huawei, sono state espresse martedì durante un’udienza al Senato dinanzi all’Intelligence Comittee. A testimoniare c’erano i capi di sei agenzie di intelligence – Christopher Wray dell’Fbi, Mike Pompeo della Cia, Michael Rogers dell’Nsa, il direttore dell’Intelligence Nazionale (Dni) Dan Coats, Il capo della Defense Intelligence Agency (Dia) Robert Ashley e quello della National Geospatial Intelligence Agency Robert Cardillo.

Il timore degli Stati Uniti è che la Cina voglia sostituire gli Usa come “la nazione più potente e influente sulla terra” e uno dei mezzi impiegati da Pechino per minare l’egemonia di Washington sarebbe, secondo l’intelligence americana, quello di inondare il mercato statunitense con i suoi smartphone. “La mia principale preoccupazione oggi è rappresentata dalla Cina, e in particolare da aziende cinesi come Huawei e Zte Corp, le quali hanno legami profondi e diretti con il governo di Pechino”, ha detto il presidente del Senator Intelligence Committee Richard Burr.

I sei capi dell’intelligence contro Pechino

Tutti i direttori delle agenzie di intelligence americane hanno ampiamente sostenuto le tesi di Burr.
“Siamo profondamente preoccupati del rischio che qualsiasi azienda o entità legata a governi stranieri che non condividono i nostri valori possa guadagnare posizioni di potere all’interno della nostra rete di telecomunicazioni”, ha osservato Chris Wray, direttore dell’Fbi.“Tale posizione permette di esercitare pressione o controllo sulla nostra infrastruttura e offre la possibilità di condurre campagne di spionaggio”.  “Questa è una sfida che nel tempo non potrà che essere sempre più difficile”, ha aggiunto il direttore dell’Nsa, l’Ammiraglio Michael Rogers.“Bisogna analizzare a lungo e a fondo delle aziende come queste”, ha aggiunto. 

Huawei e il mancato ingresso nel mercato Usa

In una nota ufficiale, Huawei ha sottolineato di “monitorare gli sviluppi al Congresso”, ma non ha commentato direttamente l’audizione del comitato dei servizi segreti. La società cinese ha evidenziato la sua posizione dominante in molti mercati al di fuori degli Stati Uniti, in cui i suoi telefoni superano Apple, come i paesi dell’Europa centrale ed orientale. “Operiamo in 170 paesi in cui c’è piena fiducia da parte dei governi e clienti e i nostri prodotti non sono soggetti a rischi relativi alla cybersecurity più elevati rispetto ad altri fornitori”, ha affermato Huawei.

A gennaio, come riporta la Reuters, i legislatori del Congresso americano hanno promosso un’azione di lobbying contro At&t Inc, invitandola a tagliare i legami commerciali con Huawei e a opporsi ai piani dell’operatore telefonico China Mobile Ltd per entrare nel mercato statunitense. A causa delle forti pressioni ricevute da parte del governo, At&t è stata costretta a rivedere i suoi piani e la partnership con le aziende cinesi, che al momento non sono riuscite a penetrare nel mercato americano.

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Cristiani nel mirino: è questo il tema dell’incontro del 20 febbraio durante il quale Fausto Biloslavo e Gian Micalessin racconteranno la realtà drammatica di chi è perseguitato per la propria fede. L’incontro si terrà martedì 20 febbraio alle ore 17 in via Gaetano Negri 4. I posti sono limitati. Per partecipare potete scrivere a info@gliocchidellaguerra.it o chiamare il numero 028566445/028566308