L’intelligence turca sta cercando di far uscire i miliziani di Hayat Tahrir al Sham (la vecchia Al Qaida in Siria) da Ghouta, la roccaforte ribelle alle porte di Damasco. Ad annunciarlo è stato Ibrahim Kalin, portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan. Lo riporta Reuters. Settimana scorsa, i miliziani dell’Esercito dell’islam (Jaysh al islam) hanno allontanato tredici qaedisti che sono stati poi scortati dall’esercito di Damasco fino a Idlib.

L’obiettivo di Ankara è quello di togliere ogni pretesto alle truppe di Bashar al Assad per proseguire nell’offensiva. A tal proposito, secondo quanto riporta il quotidiano turco Hurriyet, Kalin ha detto: “Le motivazioni dietro l’operazione militare del regime siriano e della Russia contro la Ghouta orientale si fondano sulla presenza di Al Nusra, che avrebbe dai 300 ai 1000 miliziani”. Come dire: tolti loro, tolta ogni possibilità di avanzare.

Il portavoce ha poi spiegato: “La nostra intelligence sta cercando di rimuovere Al Nusra e altri elementi dalla Ghouta orientale. I nostri alleati stanno lavorando per raggiungere questo risultato, ma non è molto semplice. Devi portar fuori da un’area in cui vivono dalle 300mila alle 400mila civili un gruppo di poche centinaia di persone”.

Questa decisione da parte di Ankara non stupisce. A lungo, infatti, Al Nusra è stata la lunga mano di Erdogan in Siria, come hanno spiegato anche membri dell’intelligence turca catturati dalle Forze di difesa popolare curda.  Erhan Pekçetin, 007 di Ankara, ha per esempio spiegato che Ankara avrebbe usato invato armi e esplosivi ad Al Nusra e all’Isis.

Che Erdogan abbia giocato da aspirante stregone in Siria è noto. E ora che i suoi piani vanno naufragando, il Sultano cerca il tutto per tutto. Allontanare Hayat Tahrir al Sham dalla Ghouta significa togliere un pretesto ad Assad per continuare la sua avanzata, ma anche poter utilizzare i jihadisti altrove. Nuove risorse per continuare un massacro che, anche a causa di Ankara, dura ormai da sette anni.