La Federazione Russa continua ad espandere la propria influenza strategica in diverse aree del globo e sembra aver messo gli occhi, negli ultimi anni, anche sul Medio Oriente, un’area dove, tradizionalmente, Mosca ha avuto meno voce in capitolo che altrove. Sono stati finalizzati, infatti, una serie di accordi che garantiranno forniture di armi russe a diversi Paesi, spesso considerati (almeno in passato) più vicini all’Occidente. L’intesa più sorprendente è quella che ha portato all’acquisto, da parte della Turchia, del sistema di difesa missilistico S-400: Ankara è giunta fino alla conclusione delle trattative malgrado gli avvertimenti dissuasivi lanciati da Washington che, di certo, non vede di buon occhio un possibile riavvicinamento tra le parti. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha affermato che la Turchia utilizzerà questa tecnologia militare e che i missili saranno dispiegati ed operativi entro aprile del 2020.

Accordi variegati

L’iperattivismo di Mosca non è limitato alla Turchia: l‘Egitto ha firmato un’intesa, dal valore di due miliardi di dollari, che porterà il Paese all’acquisto di una flotta di aerei militari Su-35 mentre anche l’Arabia Saudita si è dimostrata interessata all’acquisto dell’S-400. La recente crisi nei rapporti tra Stati Uniti ed Iraq, in seguito all’uccisione del Generale iraniano Qassem Soleimani, potrebbe portare ulteriori benefici agi interessi russi nell’area: Baghdad potrebbe essere interessata ad acquistare il sistema S-400 o similari e colloqui in materia avevano avuto inizio lo scorso mese di agosto, in seguito ad un raid israeliano condotto sul territorio iracheno. Qais al-Khazali, figura di vertice delle Forze di Mobilitazione Popolare (una milizia irachena sciita), ha inoltre recentemente suggerito come Cina e Russia potrebbero sostituire gli Stati Uniti nel fornire supporto militare a Baghdad. Non bisogna infine dimenticare quella che è, a tutti gli effetti, la roccaforte dell’influenza russa in Medio Oriente: la Siria di Bashar al-Assad che, dopo aver praticamente sconfitto gli avversari sul campo, contribuirà a consolidare la presa strategica di Mosca sulla regione.

Le prospettive

La Russia di Vladimir Putin ha dimostrato di riuscire a muoversi piuttosto bene in diverse aree del globo: in Africa, ad esempio, ha espanso progressivamente la propria penetrazione ed è riuscita ad intessere legami sempre più stretti con diversi Paesi del continente. La Federazione Russa aspira, senza dubbio, al ruolo di superpotenza globale e sta lentamente adoperandosi per tornare ad occupare quel posto che aveva perso in seguito alla disgregazione dell’Unione Sovietica. Le strategie russe si sono rivelate particolarmente efficaci anche grazie alla sostanziale stabilità politica di cui può godere Mosca: il presidente Vladimir Putin, infatti, è al potere da oltre un ventennio e ha potuto così perseguire un piano di espansione coerente in diverse aree del mondo. Il Cremlino potrebbe puntare, in seguito, ad allargare le sue mire strategiche anche all’Asia Centrale: in primis rafforzando i legami con l’Afghanistan dopo il probabile ritiro del contingente americano dalla nazione ed indipendentemente dagli equilibri che si verranno a formare dalle parti di Kabul. In questo caso, però, potrebbe scontrarsi con la Cina che, sebbene più focalizzata sull’aspetto economico, mira ad espandere la propria penetrazione verso l’esterno.