Nella giornata di lunedì, il quotidiano giapponese Asahi Shimbun aveva riportato la notizia, citando fonti del comando americano, riguardo allo sviluppo di un canale diplomatico diretto fra la Difesa cinese e il comando Usa in Corea del Sud sul fronte delle informazioni concernenti la Corea del Nord. In particolare, il giornale nipponico rivelava che diverse fonti del governo degli Stati Uniti avessero confermato alla testata il raggiungimento di un accordo in tal senso durante l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese Xi Jinping a Pechino. Secondo le fonti dell’Asahi Shimbun, Donald Trump e Xi avrebbero parlato per circa un’ora e mezza, alla presenza di pochissimi collaboratori, e la gran parte della discussione si sarebbe concentrata sulla Corea del Nord. “Durante l’incontro, Xi ha confermato che alla Corea del Nord non sarebbe stato permesso di possedere armi nucleari” dice il quotidiano giapponese, continuando sul fatto che da parte cinese fosse arrivata la promessa che la pressione nei confronti di Pyongyang sarebbe stata totale fino alla cessazione dello sviluppo del programma nucleare nordcoreano. Oltre alla conferma della volontà cinese di applicare alla lettera le sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza, il governo cinese avrebbe poi dato il semaforo verde alla condivisione delle informazioni dell’intelligence riguardanti la Corea del Nord. Le fonti che hanno parlato con il quotidiano, hanno detto che la condivisione dell’intelligence si estenderà a questioni inerenti la protezione e il possesso delle armi nucleari della Corea del Nord e sulle modalità con cui trattare i rifugiati provenienti dalla Corea del Nord nel caso in cui si dovesse verificare un conflitto tra Stati Uniti e Corea del Sud contro la repubblica popolare nordcoreana o nell’eventualità di un collasso del regime di Kim Jong-un. E proprio per questo motivo, sarebbe in procinto di sorgere una linea diretta tra il quartier generale di Seul delle forze statunitensi e il comando cinese del teatro settentrionale, che ha sede a Shenyang, provincia di Liaoning.

La notizia riportata dai media giapponesi ha però trovato l’immediata replica del Global Times, tabloid internazionale del Partito comunista cinese, che ha negato radicalmente ogni tipo di notizia riportata dall’Asahi Shimbun parlando di una “fonte anonima” del Comando settentrionale dell’Esercito di liberazione cinese. Secondo questa fonte, non vi sarebbe alcun contatto diretto tra le forze statunitensi in Corea del Sud e il Comando del teatro settentrionale o qualsiasi altro organo militare cinese, e non esiste alcun piano sulla nascita di una linea diretta fra le forze cinesi e americane di stanza in Corea. Il tabloid parla apertamente di “fake news”, citando un’altra “fonte anonima militare” definendola “è una trappola che mira a guidare un cuneo tra Cina e Corea del Nord e distogliere l’attenzione della Corea del Sud”. Una bocciatura su tutta la linea da parte del quotidiano ufficiale di Pechino, che è interessante soprattutto per il suo modo asciutto, sintetico e assolutamente anonimo con cui critica aspramente la notizia riportata dal Giappone.

La guerra mediatica sembra dunque essere arrivata ufficialmente anche in Asia, dove la Cina utilizza l’ormai famigerato termine di “fake news” per condannare le notizie arrivate dal Giappone. In questo frangente, è del tutto evidente che la Cina non possa assolutamente dare conferme di qualsiasi canale diplomatico diretto con Washington. Da un punto di vista strategico, è chiaro che i due giganti, Usa e Cina, devono per forza comunicare le proprie strategie sulla Corea del Nord, specialmente in caso di progetto di guerra. Diverso il caso della condivisione dell’intelligence sull’arsenale nucleare di Pyongyang, perché Pechino non può accettare la pubblicazione di un’inchiesta anonima in cui sostanzialmente si afferma che fa accordi con Washington mentre formalmente approva una linea morbida e di dialogo con la Corea del Nord. In questo momento, l’uscita di notizie di questo calibro può essere particolarmente deleteria nella difficile situazione di tensioni della regione, specialmente dopo le nuove sanzioni delle Nazioni Unite votata anche dalla Cina, in cui Pechino ha potuto imporre soltanto alcune correzioni. Il governo cinese non può dare credito a notizie che mostrano il sostanziale abbandono del partner nordcoreano, rischiando reazioni da parte del governo di Pyongyang anche nei confronti della Cina. Certo è che di fronte alla citazione di fonti anonime da una parte e dall’altra, l’unica via percorribile è quella di rimanere ancorati alla realtà dei fatti.

Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY