Lindsey Graham, il neocon guerrafondaio che piace a Zelensky e alla Von der Leyen

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L’attacco simultaneo senza precedenti contro cinque basi aeree russe, che ha colpito bombardieri strategici Tupolev Tu-95 e Tu-22M con droni quadricotteri, nell’ambito dell’Operazione Web, è stata avvallata dal senatore Usa neoconservatore Lindsey Graham, da sempre accanito sostenitore di Kiev nell’era post-Maidan? Sarà infatti un caso ma poche ore prima dell’attacco, il senatore statunitense si trovava a Kiev, dove aveva incontrato il presidente Volodymyr Zelensky insieme al senatore Richard Blumenthal, per discutere di sanzioni contro la Russia e dei colloqui di pace previsti per il giorno successivo a Istanbul.

Zelensky ha definito l’operazione “un risultato assolutamente brillante”, sottolineando che è stata pianificata ed eseguita esclusivamente dall’Ucraina in un arco di “un anno, sei mesi e nove giorni”, mentre Axios ha riportato che un funzionario ucraino ha dichiarato che l’amministrazione Trump non è stata informata in anticipo dell’attacco, e un ufficiale statunitense ha confermato che Washington non ne era a conoscenza. Come ha già sottolineato Fulvio Scaglione, tuttavia, le testimonianze sul ruolo degli specialisti Nato e occidentali nella pianificazione bellica ucraina sono ormai troppo qualificate e numerose mentre il giornalista americano Michael Tracey osserva che ci viene inoltre chiesto di credere che “un’operazione che Zelensky ha dichiarato essere stata pianificata per *un anno e mezzo* non sia mai passata sotto i radar di nessuno nell’apparato militare/intelligence statunitense”.

L’Ucraina, infatti, pur avendo dimostrato una crescente abilità nell’uso di droni e tattiche asimmetriche, dipende fortemente dal supporto occidentale per intelligence, tecnologia e assistenza militare. Gli Stati Uniti e altri alleati Nato hanno fornito a Kiev dati in tempo reale, immagini satellitari e supporto logistico sin dall’inizio del conflitto. È difficile immaginare che un attacco di questa portata, mirato a obiettivi strategici russi, possa essere stato condotto senza che l’intelligence occidentale ne fosse a conoscenza o coinvolta, almeno a livello indiretto.

La presenza – non casuale – di Lindsey Graham a Kiev

Troppi indizi fanno dunque pensare che la presenza di Lindsey Graham nella capitale ucraina non sia affatto casuale. Lo stesso senatore della Carolina del Sud non ha perso tempo e ha prontamente festeggiato su X il risultato dell’operazione: “L’Ucraina, sempre piena di risorse, ha utilizzato tattiche creative di guerra con droni per attaccare con successo i bombardieri russi e le risorse militari usate per uccidere cittadini ucraini e distruggere il loro paese” ha scritto

La Russia uccide indiscriminatamente uomini, donne e bambini. È ora che il mondo agisca con decisione contro l’aggressione russa, ritenendo la Cina e altri responsabili per l’acquisto di petrolio russo a basso costo che sostiene la macchina da guerra di Putin. Se vuoi che questa guerra finisca, spingi la Cina ad aiutare a porvi fine”.

Graham da Von der Leyen

Dopo la visita a Kiev, Lindsey Graham è volato a Bruxelles per incontrare la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Incontro inusuale: Graham, infatti, non è consigliere per la sicurezza nazionale né Segretario di Stato, eppure la presidente della Commissione Ue ha ribadito con entusiasmo l’obiettivo comune con il senatore neocon: “Abbiamo bisogno di un vero cessate il fuoco, della Russia al tavolo dei negoziati e della fine di questa guerra. La pressione è efficace, poiché il Cremlino non comprende altro linguaggio”.

In quest’ottica, la Presidente ha accolto con favore l’impegno del Senatore Graham a intensificare la pressione sulla Russia, con l’avanzamento di un disegno di legge al Senato statunitense previsto per la prossima settimana. Segnale che esiste un coordinamento tra l’establishment dell’Unione europea e i “falchi” della politica estera Usa come Graham che agiscono (quasi) in piena autonomia rispetto alla Casa Bianca e al presidente Usa, Donald Trump.

Così il senatore anticipa escalation e nuove sanzioni

Graham è impegnato a promuovere il disegno di legge bipartisan “Sanctioning Russia Act of 2025”, che propone sanzioni contro la Russia e dazi del 500% sui Paesi che acquistano petrolio, gas o uranio russi, in collaborazione con il senatore Richard Blumenthal. “È ora di aumentare il costo di questa guerra per Putin. Il pacchetto di sanzioni che abbiamo messo a punto conta [oltre] 80 co-firmatari. Sapete quanto è difficile mettere d’accordo 80 senatori su qualsiasi cosa? Ottanta di noi – e il numero è in aumento – sono pronti a imporre sanzioni alla Russia se Putin non si siede al tavolo delle trattative e non cerca seriamente la pace”.

Nel gennaio 2017, il senatore statunitense Lindsey Graham, insieme a John McCain e Amy Klobuchar, visitò la linea del fronte in Ucraina, esprimendo un forte sostegno alle truppe ucraine. A Shyrokyne, vicino Mariupol, Graham lodò il coraggio dei marines ucraini, dichiarando: “La vostra lotta è la nostra lotta”, promettendo di portare la loro causa a Washington per contrastare Vladimir Putin.

Da allora, Lindsey Graham, fervente sostenitore dell’internazionalismo repubblicano, si è sempre opposto con decisione all’isolazionismo del movimento Maga e al “realismo” basato su sfere d’influenza e bilanciamento di potere. Come “falco” della politica estera, ha costantemente promosso un approccio aggressivo contro quello che considera “l’asse del male” – Russia, Cina e Iran – mostrando una propensione a “dar fuoco alle polveri” in vari teatri geopolitici globali.

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