Lindsey Graham, i leader Ue rendono omaggio al neocon che voleva “radere al suolo” Gaza e “schiacciare” l’Europa

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In queste ore, i principali leader europei — dal cancelliere tedesco Friedrich Merz alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyensi sono affrettati a rendere omaggio al senatore neoconservatore Lindsey Graham, scomparso a 71 anni per una malattia fulminea (così è stato dichiarato ufficialmente), come se si trattasse di un grande statista. «Il senatore statunitense Lindsey Graham è stato un vero amico e partner della Germania nell’alleanza transatlantica. Abbiamo combattuto fianco a fianco per oltre quattro decenni. Mi mancherà», ha scritto su X Merz.

Ursula Von Der Leyen gli ha fatto eco: «Il senatore Graham ha lottato fino all’ultimo per sostenere la battaglia dell’Ucraina per la libertà e per aumentare il costo della guerra di aggressione della Russia. Ha lavorato instancabilmente per rafforzare le sanzioni, in stretta coordinazione con l’UE. Un leader determinato e senza paura. Ci mancherà profondamente».

L’ex primo ministro britannico Boris Johnson  ha scritto di essere «molto scioccato e rattristato» dalla notizia mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha dichiarato di essere «profondamente rattristato dalla notizia» della morte di Graham e che «l’America e il mondo hanno perso un leader determinato», anche lui su X. Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, ha scritto che «l’Ucraina ha perso un vero amico».

Con tutto il rispetto, le lodi sperticate di queste ore appaiono quantomeno fuori luogo e non tengono conto di chi era, davvero, Lindsey Graham. Di sicuro non era un amico dell’Europa, come dimostrano le dichiarazioni – anche recenti – dello stesso Graham, un accanito sostenitore di Benjamin Netanyahu e fomentatore della guerra in Europa in chiave antirussa. Il 23 novembre 2024, durante un’intervista a Fox News con Sean Hannity (subito dopo che la Corte Penale Internazionale aveva emesso i mandati di arresto per Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant), il senatore repubblicano statunitense minacciò apertamente gli europei, lanciando un un avvertimento esplicito a Germania, Francia, Gran Bretagna e Canada: «Se cercate di aiutare la Cpi, vi sanzioneremo, schiacceremo le vostre economie». E sarebbero questi gli «alleati» e gli amici dell’Ue, secondo von der Leyen e Merz?

Graham, che si vantava pubblicamente di recarsi in Israele ogni due settimane e ha ricevuto centinaia di migliaia di dollari dalla lobby pro-Israele negli Usa (Aipac in testa), così come dal complesso militar-industriale americano, disse di recente cose orribili su Gaza. Non dieci, ne vent’anni fa, ma nel 2026. Durante un’intervista, ha giustificato il genocidio di Israele a Gaza con queste parole: «Raderla semplicemente al suolo. Abbiamo raso al suolo Berlino. Abbiamo raso al suolo Tokyo». Non solo. Graham ha inoltre sostenuto che Israele sarebbe pienamente giustificato a usare armi nucleari a Gaza: «Date a Israele tutto ciò di cui ha bisogno per combattere una guerra che non può permettersi di perdere. Questa è Hiroshima e Nagasaki su steroidi», aveva affermato.

Richiamandosi ai bombardamenti strategici condotti dagli Alleati su città tedesche e giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale, Graham ha osato presentare la devastazione sistematica di Gaza come un atto legittimo e imprescindibile, incasellandola nella medesima logica della vittoria totale sul nemico. Un’equiparazione agghiacciante, sostenuta con parole che i leader europei d’oggi, con colpevole rimozione, lasciano cadere nell’oblio, preferendo invece rendere omaggio a un politico guerrafondaio che ha sostenuto tutte le tragiche guerre degli Stati Uniti e dell’occidente degli ultimi 30 anni. Non mancherà a nessuno che ha davvero a cuore la pace e la diplomazia.

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